---
title: “Sulla barca dell’oligarca”, Zalone canta l’Italia cialtrona
description: "In \"Sulla barca dell'oligarca\" Zalone canta, con il suo sguardo tagliente, gli italiani cialtroni. Tra le note, nulla è lasciato al caso. "
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/05/Evidenza-sito-33.png
date: 2022-05-31
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/sulla-barca-delloligarca-zalone-canta-litalia-cialtrona/
categories: [Spettacoli]
tags: [Evidenza, Italia]
---

# “Sulla barca dell’oligarca”, Zalone canta l’Italia cialtrona

![Sulla barca dell'oligarca](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/05/Evidenza-sito-33.png)

Nella sua nuova canzone "Sulla barca dell'oligarca" Zalone canta, con il suo sguardo tagliente, gli italiani cialtroni. Un brano in cui nulla è lasciato al caso.

**Checco Zalone è un genio**. Perché non si è mai accontentato di far ridere (sa farlo benissimo e potrebbe persino di più, se solo volesse accontentarsi di essere un “comico”), **ma si è messo in testa di far pensare gli italiani**. Una delle cose più difficili in assoluto da ottenere in un Paese abituato al perenne conformismo, anche dell’anticonformismo. Di facciata, s’intende. Lui, terronissimo, **che massacra il mito del posto fisso e del dipendente pubblico meridionale** – patologicamente scansafatiche – in realtà geniale, ma solo se costretto dalle circostanze e dalle persone. Ancora lui, perfetto nel descrivere i ridicoli dubbi, gli imbarazzi e le irrazionali paure di un pezzo di Paese davanti ai vaccini anti Covid. Sempre lui, **spietato nel descrivere quegli italiani intimamente cialtroni, pronti a saltare “[Sulla barca dell’oligarca](https://www.youtube.com/watch?v=RbK35CFJQ84)”**.

Suggerita dalla guerra in Ucraina nonché **dalla cafoneria senza fine degli oligarchi ‘amici’ di Putin**, l’ultima in ordine di tempo è un’altra satira-capolavoro. **Una canzone in cui nulla è lasciato al caso**, dalle scelte degli echi musicali a un testo intelligente e divertentissimo. **Uno sberleffo che costringe a guardarsi allo specchio con spietata sincerità**, chi abbia ancora voglia di farlo. **Checco canta l’Italia sempre pronta a farsi scivolare addosso di tutto**: eventi, lutti, fatti di portata mondiale. Disposta a cercare il più meschino tornaconto personale, anche sullo sfondo di tragedie umane capaci di cambiare l’ordine globale. Del resto, all’ineffabile papà che approfitta del panfilo sequestrato all’oligarca russo e vi organizza la festa per la comunione del figliolo tutto questo non potrebbe interessare di meno**. La guerra, per lui, è solo una realtà lontana, al più un’occasione da arraffare.** Una delle tante, in un Paese perennemente sospeso fra commovente grandezza e sconfortante piccineria.

**Zalone ama buttarci in faccia, senza alcuna pietà per noi che guardiamo e ascoltiamo, l’Italia stracciona e approfittatrice.** Ciò nonostante, un’Italia sempre pronta e con entusiasmo a fare la morale agli altri. In questo, Luca Medici – *alias* Checco Zalone – è insuperabile: affonda con gelida consapevolezza il dito nella piaga e ce lo lascia, per vedere se capiamo quanto dovrebbe farci male.

Un genio, come dicevamo in apertura. Anche dei climax finali: “Sulla barca dell’oligarca”, **a salvare l’allegra combriccola** di disperati rimasti bloccati in mezzo al mare – sul “mega Yotto“ ormai senza benzina – **accorrono… gli albanesi. E il cerchio si chiude.**

di* Fulvio Giuliani*
