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Syd Barrett, gli 80 anni del diamante pazzo

A ottant’anni dalla sua nascita, Syd Barrett resta un’icona di genialità e fragilità creativa: un artista che ha ridefinito i confini dell’immaginazione

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Oggi Syd Barrett avrebbe compiuto 80 anni. Figura luminosa e fragile della musica del Novecento, Barrett è stato l’anima originaria dei Pink Floyd, il visionario che ne ha acceso l’immaginario psichedelico con canzoni eccentriche, poetiche e imprevedibili. La sua chitarra spezzava le regole, la sua scrittura mescolava innocenza e surrealismo, come se il mondo fosse visto attraverso una lente capace di deformarlo e renderlo meraviglia.  

Il suo percorso artistico, breve ma intensissimo, è inseparabile anche dal lato più oscuro della sua storia. L’uso di droghe psichedeliche, molto diffuso nella scena londinese degli anni Sessanta, è stato spesso citato come causa del suo crollo, ma ridurre tutto a quello sarebbe ingiusto e semplicistico. Syd portava in sé un’inquietudine più profonda, una vulnerabilità che precedeva quel contesto e che l’uso di LSD contribuì solo ad amplificare. La sua fragilità non nasce da un eccesso, ma da una sensibilità estrema, incapace di adattarsi ai meccanismi dell’industria musicale e alle aspettative crescenti intorno ai Pink Floyd.  

Da lì, lentamente, arrivò il distacco: prima dai concerti, poi dalle sessioni in studio e infine dalla vita pubblica. Ma Syd non è mai davvero uscito dalla storia della band. La sua assenza è diventata presenza simbolica in “Shine On You Crazy Diamond”, l’omaggio struggente che i Pink Floyd gli dedicarono anni dopo. In quelle note lente e solenni si riconosce il ricordo dell’amico perduto, del genio che “brillava” e si era consumato troppo in fretta, lasciando dietro di sé un vuoto impossibile da colmare.  

Negli anni successivi, Barrett trovò rifugio nell’arte visiva, dipingendo e vivendo in silenzio nella sua Cambridge, lontano dai riflettori. Eppure la sua influenza continuò a vibrare in generazioni di musicisti, da David Bowie ad altri giganti, fino ai contemporanei che ancora citano il suo nome come simbolo di libertà assoluta.  

A ottant’anni dalla sua nascita, Syd Barrett resta un’icona di genialità e fragilità creativa: un artista che ha ridefinito i confini dell’immaginazione e ha mostrato quanto sottile possa essere il filo tra l’ispirazione e l’abisso. La sua luce, anche se distante, continua a brillare.  

di Federico Arduini

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