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title: Tom Waits, le ragazze del New Jersey
description: L’emblema della grinta timbrica del cantautore di Tom Waits è “Jersey Girl”, canzone fondamentale di “Heartattack and Vine”.
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date: 2022-10-24
author: Alberto Fraccacreta
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/tom-waits/
categories: [Spettacoli]
tags: [Evidenza, musica, rock]
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# Tom Waits, le ragazze del New Jersey

![Tom Waits](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Evidenza-sito-116.jpg)

L’emblema della grinta timbrica del cantautore di Tom Waits è “Jersey Girl**”**, canzone fondamentale di “Heartattack and Vine”.

**La voce di Tom Waits è di una raucedine senza pari**. Molto nota è la definizione di Daniel Durchholz: «**È come se fosse stata immersa in un tino di whisky**, poi appesa in un affumicatoio per qualche mese e infine portata fuori e investita con una macchina». Ma sta proprio qui **il suo profondo *charme***: **la miscela di nicotina e graffio esistenziale**, l’anarchica pastosità da raffica di digestivi e un tono nero come la pece. Non a caso, è folta anche la sua attività di attore:** l’ultima apparizione è in “Licorice Pizza”** (2021), dove Waits interpreta il folle e catramato regista Rex Blau.

**L’emblema della grinta timbrica del cantautore di Pomona è “Jersey Girl”**, canzone fondamentale di “**Heartattack and Vine**”, il settimo album in studio pubblicato da **Asylum Records** nel 1980, stile *rhythm & blues*. L’arrangiamento di questo rude e romanticissimo pezzo comprende – oltre a batteria, basso e chitarra – **il *glockenspiel*, uno strumento a percussione formato da sbarrette metalliche a tastiera che dà una soffusa sensazione da spiaggia** affacciata sull’Atlantico con boe distanti, lampare e reti a strascico, molto simile a “Spanish Harlem” e “Under the Boardwalk”. «Non ho tempo per i ragazzi giù all’angolo, / per fare casino con loro in giro. / Non ho voglia di andare con le ragazze dell’8a strada, / perché stanotte ho intenzione di restare con te. / Stanotte correrò da lei / attraversando il fiume dalla parte di Jersey. / Prenderò la mia bambina per portarla al carnevale, / e ti farò cavalcare tutte le giostre. / Laggiù sulla riva ogni cosa è a posto, / sei tu con la tua bambina il sabato sera. / Non lo sai che tutti i miei sogni si avverano, / mentre passeggio con te, / cantando “shalalalala, shalalalala”».

**Tipica della musica di quegli anni è la rapida oscillazione della seconda e della terza persona** (lo avevamo notato anche per “Don’t Play This Song” di Aretha Franklin): il soggetto lirico crea una sorta di mobilità del destinatario – la donna amata, ovvero la futura moglie di Waits, **Kathleen Brennan** – nel suo flusso di coscienza che comprende, *à la *Joyce, a**ssociazioni mentali e frasi effettivamente rivolte all’alterità femminile.** Interessante è, inoltre, il nesso onomatopeico «shalalalala» che ha ovviamente un significato sotteso, straniante. In un’intervista risalente agli anni Ottanta Waits confessava con un pizzico di ironia: «**Non avrei mai pensato di poter dire “shalalalala” in una canzone.** Questo è il mio primo esperimento con “shalalalala”».

In **“Varianti e altra linguistica**” (Einaudi, 1970), **Gianfranco Contini** osservò che «**il linguaggio agrammaticale**» di Giovanni Pascoli indicava la perdita della fiducia nella razionalità del mondo, una sorta di «**equivoco o compromesso**». Per Waits si potrebbe asserire qualcosa di analogo. **Secondo Bill Janovitz la lallazione** – lontana dal ricoprire un ruolo riempitivo o esornativo –** sottolinea l’«aura magica del carnevale sulla riva»** provata intensamente da un personaggio umile della classe operaia che sembra uscito da un racconto di **Raymond Carver**.

Un ultimo cenno: **Kathleen non è originaria del New Jersey ma ha soltanto vissuto da quelle parti.** «Nient’altro t’importa al mondo, / quando sei innamorato di una ragazza del New Jersey». **Più che la reale provenienza geografica, è il nome ad agire montalianamente in una veste cabalistica**, come un frammento barbagliante, rilucente di fonemi misteriosi. E allora, tanto vale: shalalalala.

di *Alberto Fraccacreta*
