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title: "&#8220;Tredici canzoni urgenti&#8221;, parla Vinicio Capossela"
description: Il singolo di lancio del nuovo disco è “La crociata dei bambini”, uscito il 24 febbraio, per l’anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina
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date: 2023-03-26
author: Alberto Fraccacreta
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categories: [Spettacoli]
tags: [Evidenza, Italia, musica, spettacoli]
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# &#8220;Tredici canzoni urgenti&#8221;, parla Vinicio Capossela

![Vinicio Capossela](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/03/Evidenza-sito-32-38.png)

Il singolo di lancio del nuovo disco è “La crociata dei bambini”, uscito il 24 febbraio, per l’anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina

“Tredici canzoni urgenti” è il nuovo disco di Vinicio Capossela in uscita il 21 aprile (produzione La Cùpa, in licenza esclusiva su etichetta Parlophone per Warner Music Italy). Secondo il cantautore di Calitri,** l’album è «musicalmente polimorfo»** e **«alterna diverse forme, dalla folìa cinquecentesca al *****reggae and dub***** anni Novanta»**, con la presenza di «ballate, *waltz*,* jive *e anche un *cha cha cha*».

Il singolo di lancio – **“La crociata dei bambini”** – **è uscito il 24 febbraio, per l’anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina**. Il testo è ispirato alla “Crociata dei ragazzi” di Bertolt Brecht (1942), tradotto in Italia da Einaudi nel 1959. «Sono andato a rileggere Brecht, le poesie scritte mentre la notte era caduta sul suo Paese e l’ombra della guerra iniziava a oscurare l’Europa» spiega Capossela. «Tra queste ho trovato un poema ambientato in Polonia nel 1939. **L’innocenza dell’infanzia e dell’animale sono tra le vittime più insostenibili dell’orrore della guerra. Purtroppo, nessuno più invoca la pace**». La prospettiva della canzone è, dunque, schiacciata su coloro che subiscono l’angheria dei potenti. «Volevan fuggire dagli occhi la guerra, / volevan fuggirla per cielo e per terra. / Un piccolo capo, la pena nel cuore, / provava a guidarli / e la strada / non sapeva trovare».

**Non è la prima volta che Capossela, polistrumentista e scrittore in proprio, si rifà alle concave atmosfere della letteratura.** In “Il ballo di San Vito” (1996), oltre alla celebre *title-track*, figura un pezzo cinereo – “L’accolita dei rancorosi” – che inserisce reminiscenze dalla “Confraternita dell’uva” (1977) di John Fante: «Alla morte fan la corte, / ebbri di guai, / inguaiati dalle femmine, / inchiodati sulla croce / e ruggiscon di rancor. / Musso, Musso, / liscio e busso, / passa appresso, / carica a bastoni, / cala l’asso».

Nel suo contributo introduttivo alla nuova edizione del romanzo (Einaudi 2004), Capossela è abbastanza eloquente circa la sua ammirazione per lo scrittore originario di Torricella Peligna: «Ma che gioia abbiamo per le mani! John Fante. Sentite che nome. Sentite che attacco. Che fucileria! Che *dreadful imbroglio*! Una vicenda come un domino a cui è stato dato il primo tocco in Colorado e che srotolandosi come una muraglia cinese portatile arriva fin qua. John Fante Alighieri, quando la sceneggiata assurge a commedia!».

Anche in tal caso, benché in un contesto affatto differente,** l’attenzione di Capossela è rivolta agli *****outsider***, a chi si muove dannatamente come «un rabdomante senza tregua e senza requia e trova luoghi e assenze, desiderio d’altrove e fuoco immediato della strada e di essere, sempre in ritardo per qualche cosa». **In questa “Pena del alma”, tra naufragati e cuori difesi da «mascellate d’asino»** (si veda “Non trattare”, modulata sul Salmo 59)** il vero scampo è un’invocazione che si fa preghiera**, “Ovunque proteggi” (2006): «Mi spiace se ho peccato, / mi spiace se ho sbagliato, / se non ci sono stato, / se non sono tornato. / Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore, / adesso e per quando tornerà il tempo».

Di *Alberto Fraccacreta*
