---
title: Una questione tra donne, Bella Baxter e Barbie favorite agli Oscar
description: "Bella Baxter di “Poor Things” e Barbie raccontano entrambe due facce di un’unica medaglia: il mondo delle donne"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Evidenza-sito-941-1024x639.jpg
date: 2024-03-09
modified: 2024-03-10
author: Raffaela Mercurio
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/una-questione-tra-donne-bella-baxter-e-barbie-favorite-agli-oscar/
categories: [Spettacoli]
tags: [Cinema]
---

# Una questione tra donne, Bella Baxter e Barbie favorite agli Oscar

![Bella Baxter Barbie](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Evidenza-sito-941-1024x639.jpg)

9926

2024-02-03 08:44:56

2024-02-03 07:44:56

La mancata candidatura agli Oscar come attrice protagonista di Margot Robbie ha creato polemiche ma urlare allo scandalo o all'attacco alle donne per la sua esclusione è esagerato

Mi è capitato una settimana fa di provare a ragionare - partendo da un'intemerata di Paolo Bonolis - su limiti, opportunità ed eventuali errori di una battaglia di per sé sacrosanta: quella per il superamento dei pregiudizi di genere e di tutti i gender gap che ben conosciamo. 

In particolare, mi sono concentrato sull’utilizzo del termine “signora”, generando un interessante dibattito di cui approfitto per ringraziare tutti i lettori.

Torno sul punto, approfittando di una polemica già abbondantemente “battuta“: la mancata candidatura agli Oscar come attrice protagonista di Margot Robbie, la Barbie del fenomeno cinematografico della passata stagione.

Margot è un’attrice di notevole talento, oltre che una produttrice di altissimo livello, candidata agli Oscar attraverso la prestigiosa nomination a Miglior film proprio per ‘Barbie’. Da semplice appassionato, la trovai meravigliosa già in ‘The Wolf of Wall Street’, una vita fa.

Nello specifico, però, urlare allo scandalo o all’attacco alle donne per la sua esclusione dalla cinquina in vista degli Oscar 2024 mi pare un’esagerazione. A detta di quelli che ne capiscono sul serio (in questo caso non basta l’umile parere di noi appassionati) non certo al livello della siderale Emma Stone in “Povere creature“. Per esempio. Solo per ricordare che non si può sempre buttare tutto in questione di genere. Peggio, in simpatia o antipatia per un protagonista in quanto donna o uomo. 

Chiunque abbia visto Barbie sarà rimasto affascinato dalla capacità di tradurre un’operazione commerciale in un grande esempio di film di contenuto e anche puro divertimento. Ho letto qualcuno considerare le candidature a Miglior film e quella per la Migliore sceneggiatura non originale una sorta di “contentino”. Significa non aver consapevolezza di come funzioni il cinema.

Ryan Gosling è stato bravo e furbo a sperticarsi in complimenti per la collega Margot Robbie - che aveva fatto letteralmente carte false pur di averlo al suo fianco nel film - ma è stato eccezionale sullo schermo. Il suo probabile Oscar non sarebbe frutto di favoritismi maschilisti (perdonateci, finché esisteranno le categorie divise per sesso come si fa a ragionare in questo modo?! Le altre attrici nominate non meritano rispetto?), ma di bravura. 

Margot Robbie e la regista Greta Gerwig hanno reso uno straordinario servizio alla battaglia per l’abbattimento delle barriere fra generi realizzando un piccolo capolavoro. Come già detto, riuscendo a dribblare con rara capacità il rischio del “marchettone”. 

Tutto questo can can che è seguito dubitiamo possa aggiungere qualcosa alla battaglia contro i gender gap e infatti Margot Robbie ha dichiarato 48 ore fa: “Non c'è ragione di sentirsi tristi quando si sa di essere così fortunati. Volevamo fare qualcosa che cambiasse la cultura, che la influenzasse, che avesse insomma un tipo di impatto. In qualche modo l'ha già fatto ed è più di quanto avessimo mai sognato”. Touché.

di Fulvio Giuliani

Margot Robbie, l'inutile crociata (smentita da lei)

publish

closed

closed

margot-robbie-linutile-crociata-smentita-da-lei

2024-02-03 13:18:49

2024-02-03 12:18:49

post

raw

47049

2024-01-30 15:50:51

2024-01-30 14:50:51

“Poor Things” di Yorgos Lanthimos ci offre uno sguardo non stereotipato attraverso le vicende di Bella, una bambina nel corpo di donna

Il cammino di Bella Baxter è un viaggio verso la più acuta forma di libertà. Libertà di pensiero, di esplorazione del corpo e dei luoghi con l’ingenuità e la purezza di un bambino. Proprio perché presenta delle dinamiche irrazionali e oscure rispetto alla forma mentis degli adulti, così distante dalle strutture di carattere sociale, le persone (in particolare gli uomini che si affacciano alla sua vita) ne rimangono profondamente coinvolte e sconvolte.

“Poor Things” (Leone d’oro all’80esima Mostra del cinema di Venezia) è l’ultima lodata opera di Yorgos Lanthimos – regista greco di “The Lobster” e “La favorita” – una fiaba gotica candidata a undici premi Oscar, tratta dall’omonimo romanzo di Alasdair Gray, eclettico e visionario scrittore scozzese.

Emma Stone torna a lavorare con il regista vestendo i panni di una delle più straordinarie eroine che siano mai state raccontate e si supera in un’interpretazione che la vede candidata all’Oscar come migliore attrice protagonista. Bella Baxter è una bambina nel corpo di una donna, un esperimento del dottor Godwin Baxter che per farla rivivere – dopo il suo suicidio – le trapianta il cervello del bambino che la ragazza porta in grembo.

Bella impara a parlare, scopre il mondo e le persone, conosce il suo corpo e con quello – nell’andare avanti del tempo – conosce il piacere. Tutto sotto lo sguardo attento di Max McCandles, uno studente di Godwin Baxter che – dietro indicazione di questi – deve monitorarla, seguirla nella sua crescita quotidiana, appuntare di lei ogni cosa: le parole che impara, il cibo che mangia, la crescita dei capelli... Intanto se ne innamora.

Bella è curiosa, vuole uscire dalla sua casa, vuole partire. Comincia così il suo viaggio con Duncan Wedderburn (Mark Ruffalo) che le dà accesso al mondo, a un miraggio d’indipendenza, diventa il mezzo attraverso cui Bella può godere dell’esplorazione. Ma Duncan cerca di dominarla, controllarla, possederla e in questo tentativo di conquista si sforza anche di capirci qualcosa su questa donna assurda che gli restituisce affermazioni spiazzanti e frastornanti. Completamente incarcerato dalla magnificenza della loro attività sessuale – dove Bella si esprime con stupore e instancabile passionalità («Non capisco perché le persone non facciano questo per tutto il tempo» dice) – lui perde il senno.

Viaggiamo da Lisbona ad Alessandria, da Marsiglia a Parigi intanto che Bella indaga il mondo, prende quello che vuole, si muove libera alla ricerca di appagamento. Si scopre anche nella veste di prostituta, si vende senza mai giudicarsi, il giudizio non è contemplato. Mangia e sputa ciò che la disgusta: «Perché tenerlo nella mia bocca se è rivoltante?». E lo fa anche seduta a tavola con persone altolocate. Bella non adotta un comportamento conforme alla morale collettiva, neppure lo conosce. Assapora la vita nel suo significato più puro e semplicemente si esprime catturata dalla bellezza, ma anche dalla miseria del mondo.

«Trovo che essere vivi sia affascinante», punto. Quale genere di presa si può esercitare sulla vita di Bella Baxter? Una soltanto: l’assenza di qualsiasi forma di costrizione, la separazione da ogni volontà di dominio. Ancora una volta Lanthimos si esprime in quello che è già considerato un cult, ci regala un capolavoro capace di un punto di vista mai stereotipato.

di Hilary Tiscione

La libertà di Poor Things di Lanthimos

publish

closed

closed

la-liberta-di-poor-things-di-lanthimos

2024-01-30 18:14:05

2024-01-30 17:14:05

post

raw
