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Venerdì di singoli: da Annalisa a Madame cosa ascoltare oggi

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È uno di quei venerdì in cui, scorrendo le nuove uscite dei singoli, hai la sensazione che la fotografia della musica italiana si faccia nitida

Venerdì di singoli: da Annalisa a Madame cosa ascoltare oggi

È uno di quei venerdì in cui, scorrendo le nuove uscite dei singoli, hai la sensazione che la fotografia della musica italiana si faccia nitida

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Venerdì di singoli: da Annalisa a Madame cosa ascoltare oggi

È uno di quei venerdì in cui, scorrendo le nuove uscite dei singoli, hai la sensazione che la fotografia della musica italiana si faccia nitida

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È uno di quei venerdì in cui, scorrendo le nuove uscite dei singoli, hai la sensazione che la fotografia della musica italiana si faccia improvvisamente nitida. C’è il pop da classifica che continua a interrogarsi su immagine, desiderio e sguardo esterno, i nomi che rileggono la propria storia in chiave contemporanea. In mezzo, prime volte e altrettante ripartenze: singoli-manifesto che aprono capitoli discografici nuovi, collaborazioni che mettono in dialogo mondi diversi, brani che trasformano esperienze molto personali in racconti condivisi.

Annalisa, “Canzone estiva”

Annalisa prosegue il percorso di “Ma io sono fuoco” con “Canzone estiva”, un inedito che gioca esplicitamente con il tema dello sguardo esterno e del giudizio. Il videoclip, diretto da Giulio Rosati da un’idea della stessa Annalisa, estremizza la dualità del brano: l’abito diviso a metà incarna due personalità opposte che convivono e si rubano la scena. Al centro resta la frase-manifesto “Mi vuoi più suora o pornodiva?”, con cui la cantautrice ironizza sul linguaggio del giudizio e ribadisce l’unica via possibile: offrirsi per come si è, “entrambe e nessuna”, in un equilibrio precario ma autentico.

Madame, “Disincanto”

Madame apre il suo nuovo capitolo discografico con “Disincanto”, primo singolo e brano manifesto dell’album omonimo in arrivo. Scritto da lei e prodotto da Bias, Mr. Monkey e Lester Nowhere, con il contributo di Lorenzo Brosio, nasce da una notte di conversazioni sul tema che gli dà il titolo. Il pezzo condensa riflessioni sulla perdita di incanto, sulla necessità di guardarsi in faccia con più lucidità e meno autoindulgenza, introducendo l’ossatura concettuale del disco: uno sguardo adulto, meno istintivo ma non meno emotivo.

Eros Ramazzotti feat. Max Pezzali, “Come nei film”

“Come nei film” è il nuovo singolo di Eros Ramazzotti con Max Pezzali, estratto da “Una storia importante / Una historia importante”. Il brano mette al centro una grande storia d’amore riletta a posteriori, come se fosse davvero un film: ricordi, amicizie, momenti condivisi che solo col tempo acquistano il peso di una sceneggiatura compiuta. Per Ramazzotti è uno dei primi duetti registrati per il progetto, per Pezzali è la presa di coscienza di un amore maturo, che si misura su ciò che si è costruito insieme nonostante cambiamenti, sfide e difficoltà.

Emma feat. Rkomi, “Vacci piano”

“Vacci piano” segna il primo incontro tra Emma e Rkomi e sceglie la forma della ballad intensa per parlare di malintesi, non detti e dialoghi mancati. Nel testo si accumulano promesse “sul tavolo” e parole mai pronunciate, fino a esplodere in litigi che lasciano addosso rabbia e straniamento. Le due voci, provenienti da percorsi diversi ma entrambi molto segnati dall’idea di autenticità, si incrociano su un terreno comune: raccontare la fatica di capirsi quando la comunicazione salta.

Giuseppe Anastasi, “Titoli di coda”

Dopo aver firmato per Arisa “Magica favola”, in odore di Sanremo, Giuseppe Anastasi torna in prima persona con “Titoli di coda”, anticipazione dell’album “Canzoni senza click”. È una ballata rock dritta e senza orpelli, che riflette sulla fragilità dell’esistenza e sulla responsabilità emotiva delle nostre scelte. L’immagine chiave è quella della “vita come una barchetta tra le onde”: instabile, impossibile da controllare davvero. La serenità, suggerisce il brano, arriva non dal dominio sul reale ma dall’accettazione dell’incertezza, fino a trasformare il testo in una promessa d’amore consapevole dei propri limiti.

Roshelle, “Sola tra le nuvole”

“Sola tra le nuvole” è il racconto di un momento di distacco e trasformazione: una fuga necessaria da ciò che si lascia alle spalle, tra ricordi che fanno ancora male e il bisogno di ritrovarsi altrove. La canzone si muove in bilico tra fragilità e desiderio di libertà, dando voce a quella sensazione sospesa di chi sceglie di allontanarsi senza avere chiara la destinazione, ma con la certezza che restare sarebbe peggio. La solitudine evocata da Roshelle non è una chiusura al mondo, ma uno spazio intimo in cui guardarsi in faccia, accettare i propri dubbi e aprirsi alla possibilità di un nuovo inizio.

«“Sola tra le nuvole” è la fotografia di un momento poco felice: ero esausta, mi sentivo sola e, nella canzone, non so nemmeno a chi io stia chiedendo scusa. Non ho trovato nell’abbraccio di nessuno il conforto che cercavo, ma ho trovato questo brano», racconta Roshelle. «Ricordo che Danien mi aspettava in studio e in quei giorni ero tormentata; il mio corpo tremava di un freddo intenso e viscerale, difficile da spiegare. Questa canzone non spiega tutto, ma scriverla è stato il modo più sincero per accogliere il mio stare male e trasformarlo in qualcosa».

Labasco, “Masaniello”

Con “Masaniello”, Labasco continua a definire il proprio perimetro dopo i singoli d’esordio. Il riferimento al leader della rivolta del 1647 diventa qui una metafora contemporanea: quella di chi cresce tra periferie e province, tra silenzi in famiglia, fede e contraddizioni, con la sensazione costante di dover alzare la voce per esistere. L’alternanza tra italiano e napoletano costruisce una narrazione intima ma corale, dove la figura di Masaniello torna come simbolo di una rivolta che si riaccende ogni volta che qualcuno rifiuta di restare in silenzio.

Lamante, “Ritorneremo a guardare il cielo”

Lamante, nome d’arte di Giorgia Pietribiasi (classe 1999), pubblica il 12 marzo per Artist First “Ritorneremo a guardare il cielo”, secondo capitolo del nuovo progetto dopo “Un canto nuovo”. Il brano è impreziosito dal quartetto d’archi di Torino, direzione e arrangiamento di Stefano Nanni, e porta ancora una volta la firma produttiva di Taketo Gohara. Come il resto del disco in arrivo, è stato registrato nella chiesa consacrata di San Francesco di Schio (VI), spazio che diventa cassa di risonanza sia sonora sia simbolica.
La scintilla del pezzo è un autoscatto dei genitori di Lamante, scattato appena dopo aver scoperto di aspettarla: la prima foto di loro tre insieme. Da quell’immagine nasce una riflessione che intreccia memoria familiare e sguardo sul presente, tra gratitudine, eredità emotiva e il bisogno di trovare un proprio posto nel mondo senza recidere il legame con chi c’era prima.

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