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WikiFlix e il cinema dimenticato

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WikiFlix: la nuova piattaforma di streaming gratuito con le opere di pubblico dominio, perché “i grandi classici devono appartenere a tutti”

WikiFlix

WikiFlix e il cinema dimenticato

WikiFlix: la nuova piattaforma di streaming gratuito con le opere di pubblico dominio, perché “i grandi classici devono appartenere a tutti”

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WikiFlix e il cinema dimenticato

WikiFlix: la nuova piattaforma di streaming gratuito con le opere di pubblico dominio, perché “i grandi classici devono appartenere a tutti”

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Nel panorama affollato delle piattaforme di streaming, dove abbonamenti e cataloghi a pagamento scandiscono l’accesso alla visione, WikiFlix si presenta come un esperimento culturale dal valore quasi politico. È infatti una piattaforma online che permette di cercare e guardare gratuitamente film di pubblico dominio, organizzati con un’interfaccia che ricorda da vicino quella dei servizi più noti. La differenza è sostanziale: WikiFlix non ospita direttamente i video, ma li raccoglie da archivi aperti come Wikimedia Commons, Internet Archive e YouTube, rendendoli più facili da scoprire e da vedere. L’idea che la sostiene è semplice ma potente: i grandi classici devono appartenere a tutti.

Quando un film entra nel pubblico dominio, non è più protetto dal diritto d’autore e può essere distribuito, copiato e condiviso liberamente. Questo accade, nella maggior parte dei casi, perché sono trascorsi molti anni dalla morte dell’autore o dalla prima pubblicazione dell’opera: in Europa, in genere, i diritti durano fino a 70 anni dopo la morte dell’autore; negli Stati Uniti la durata varia a seconda del periodo di pubblicazione, ma per molte opere del primo Novecento la protezione è ormai scaduta. Significa che capolavori della storia del cinema possono circolare senza barriere legali, diventando patrimonio collettivo. Su WikiFlix è dunque possibile trovare film come “Night of the Living Dead” (1968) di George A. Romero, diventato di pubblico dominio a causa di un errore nella distribuzione iniziale; il classico muto “Nosferatu” (1922) di F. W. Murnau; oppure “The General” (1926) con Buster Keaton, uno dei vertici della comicità slapstick (quella delle torte in faccia e dei capitomboli, per intendersi). Non mancano film come “His Girl Friday” (1940), brillante commedia con Cary Grant, o “Charade” (1963), thriller romantico con Audrey Hepburn, anch’esso entrato nel pubblico dominio per questioni legate alla registrazione dei diritti.

La piattaforma organizza questi titoli in categorie ‘sfogliabili’, proprio come farebbe un servizio commerciale. Si può navigare tra “Horror classici”, dove compaiono titoli gotici e pellicole di mostri; “Cinema muto”, con opere di Chaplin, Keaton e del primo espressionismo tedesco; “Noir e thriller”, che raccoglie atmosfere cupe e detective disillusi; “Fantascienza vintage”, popolata da invasioni aliene e visioni futuristiche degli anni Cinquanta; oppure “Commedie romantiche”, “Documentari storici” e “Animazione d’epoca”. L’interfaccia facilita la scoperta: locandine, schede sintetiche, suggerimenti correlati. Film che nei grandi archivi digitali rischierebbero di restare invisibili qui ritrovano una seconda vita.

È importante capire che WikiFlix non aggira il diritto d’autore né pubblica contenuti illegalmente. Tutti i film proposti sono già disponibili in archivi legittimi e gratuiti. Internet Archive ospita ad esempio migliaia di opere di pubblico dominio caricate nel rispetto delle normative vigenti; Wikimedia Commons raccoglie file multimediali liberamente riutilizzabili; YouTube contiene numerosi film la cui protezione è scaduta o che sono stati caricati da aventi diritto che ne consentono la diffusione. WikiFlix funge da aggregatore intelligente: seleziona, organizza e rende accessibile ciò che è già legalmente condivisibile. In questo senso incarna una visione culturale precisa. Trasformare il patrimonio cinematografico in un bene vivo e condiviso significa sottrarlo all’oblio degli archivi e restituirlo alla circolazione pubblica. Un film come “Nosferatu” non è soltanto un documento storico: è una fonte d’ispirazione per registi contemporanei, uno strumento didattico per scuole e università, un’esperienza estetica ancora capace di inquietare. Allo stesso modo, le comiche di Buster Keaton parlano un linguaggio universale che attraversa le generazioni.

In un’epoca in cui l’accesso ai contenuti è spesso mediato da paywall e licenze temporanee, offrire gratuitamente questi capolavori significa difendere un diritto universale alla cultura. WikiFlix dimostra che la tecnologia può essere usata non solo per moltiplicare l’offerta commerciale, ma anche per valorizzare ciò che è di tutti. Quando il grande cinema esce dagli archivi e torna a circolare liberamente, diventa patrimonio comune, occasione di scoperta e strumento educativo. E ci ricorda che la bellezza cresce davvero solo quando è alla portata di chiunque.

Di Stefano Faina e Silvio Napolitano

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