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title: Acerbi, Juan Jesus e il razzismo da combattere. Ma sempre
description: Il caso Acerbi - Juan Jesus è un’occasione propizia per fare un po’ d’ordine nel come affrontiamo le grandi battaglie d’ordine “morale”
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date: 2024-03-28
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/life/sport/acerbi-juan-jesus/
categories: [Sport]
tags: [calcio, razzismo, sport]
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# Acerbi, Juan Jesus e il razzismo da combattere. Ma sempre

![Acerbi - Juan Jesus](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Evidenza-sito-1018-1024x639.jpg)

Il caso Acerbi - Juan Jesus è un’occasione propizia per fare un po’ d’ordine nel come affrontiamo le grandi battaglie d’ordine “morale”

**Il caso Acerbi è un’occasione propizia per fare un po’ d’ordine nel come affrontiamo le grandi battaglie d’ordine “morale”**. Non torneremo nel dettaglio della vicenda che ha coinvolto il giocatore dell’Inter e il suo collega del Napoli Juan Jesus, se non per sottolineare che la sentenza si è limitata a fare il suo lavoro: **come sempre (o quasi, nel caso della giustizia sportiva) non può prevedere una condanna senza prove.**

Nulla più,** dall’assoluzione non è derivata alcuna “condanna” per paradosso ai danni dell’accusatore Juan Jesus, del quale anzi si riconosce la buona fede**. Tantomeno, arriviamo così al cuore del nostro ragionamento,** la sentenza costituisce in alcun modo uno sdoganamento di espressioni o comportamenti anche lontanamente riconducibili al razzismo. **
C’è chi lo ha sostenuto, alzando la voce in nome o di sacri principi o perché spinto dalla molla del tifo calcistico, una delle più potenti a noi note. 

**La sacrosanta battaglia contro il razzismo**, che è una battaglia contro il morbo dell’ignoranza, dell’inettitudine intellettuale e dell’insopportabile superficialità, **non si potrà mai esaurire in una sentenza. Di più: non può risolversi nella caccia a un colpevole purché sia.** Posto che non sono stati sollevati rilievi a carico dell’accusatore,** è lampante che il tema “morale” su Francesco Acerbi resti ma il punto è non trasformare quest’ultimo nel comodo capro espiatorio **utile a fare un po’ di washing sul tema razzismo. 

**Avessero squalificato lui o chiunque per 10 giornate senza prove si sarebbe spalancato un panorama che abbiamo sperimentato nelle sue nefaste conseguenze in altre, recenti battaglie “etiche“. **
Cosa è rimasto del movimento** “MeToo”**, spinto da una più che doverosa esigenza di ripulire certi ambienti da comportamenti intollerabili, **disgustosi e in taluni casi dai rilievi penali? **Poco, se non una **furibonda contrapposizione ideologica** fra chi ha cominciato a vedere violenze e molestie in ogni atteggiamento della sfera professionale che non fosse improntato ad un insopportabile perbenismo e chi ha reagito disgustato alle esagerazioni che hanno distrutto delle vite. 

**Facciamo un esempio di stretta attualità: siamo fra coloro che hanno stigmatizzato (non ce ne pentiamo) la deriva volgare del calcio**, dai presidenti incontinenti fino al caso Acerbi ma abbiamo anche scritto delle intollerabili manifestazioni anti israeliane allo stadio di Firenze.** Lo abbiamo fatto in un silenzio assordante, chiedendoci se non fossimo davanti ad una delle larvate manifestazioni di antisemitismo.**

**Nessuno sembra essersi posto il problema**, concedendo libertà non solo di insulto ma di sostegno a chi quel popolo lo vuole cancellare dalla faccia della terra. **Non è anche una forma di razzismo, su chi lo sperimentò come nessun altro nella storia?** Ci siamo inventati la formula ipocrita della “discriminazione territoriale” per punire gli inviti al Vesuvio ad eruttare. Per chi inneggia alla cancellazione di uno Stato e di un popolo, nulla.

di *Fulvio Giuliani *
