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title: Alle radici del fenomeno Sinner
description: "\"O vinco o imparo\": una frase che descrive perfettamente il fenomeno Sinner, riuscito nell'impresa di battere Djokovic agli Australian Open"
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date: 2024-01-26
modified: 2024-01-27
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/life/sport/alle-radici-del-fenomeno-sinner/
categories: [Sport]
tags: [Tennis]
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# Alle radici del fenomeno Sinner

![Il fenomeno Sinner](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Il-fenomeno-Sinner.jpg)

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2024-01-26 08:27:30

2024-01-26 07:27:30

Jannik Sinner vince la semifinale agli Australian Open, battendo il 24 volte campione Slam e n° 1 del mondo, Djokovic, con il punteggio di 6-1 6-2 6-7 6-3

Jannik ha vinto. Ha battuto Djokovic, in Australia, tre set su cinque. E’ in finale, la prima nelle prove del Grand Slam. Soprattutto, ha scritto la pagina più importante della sua scintillante avventura. Sembra incredibile ma è stato Sinner che ha reso tutto credibile, anche di più. Ha letteralmente dominato il serbo, nei primi 80 minuti è stato come se l’italiano avesse suggerito a Padre Tempo di ricordare al serbo che alla fine è lui che comanda: si sono visti i 14 anni di differenza tra i due, la palla di Jannik era pesante, pesantissima, a un palmo dalle righe: la miglior versione di Lendl, di Agassi che ha costretto Nole a inseguire, arretrare, sostanzialmente non vedere la pallina. Incredibile, per il numero uno del mondo, che ha vinto dieci volte in Australia e che ha perso sei anni fa l’ultima partita da quelle parti (nel 2022 non partecipò per il mancato vaccino Covid-19). Raramente Djokovic si è visto trattare così su un rettangolo di gioco: è capitato con Federer, con Nadal sulla terra rossa. E’ andato invece sotto di due set con Tsitsipas e Musetti a Parigi ma più per colpe proprie che per la forza dell’avversario. Stavolta era sotto perché Sinner era semplicemente più forte.

Nel terzo set il copione è cambiato, Nole è tornato, c’è stata partita pari, ha annullato un match point a Sinner nel tie-break, ha vinto quel tie-break e riassestato la partita. Ma proprio in quel frame della partita, dopo la (solita) pausa che Djokovic si è preso alla fine del parziale, all’inizio del quarto si è visto il cambio di marcia di Sinner degli ultimi mesi: perso il primo set del torneo contro il più forte del lotto, non ha ceduto un centimetro. Un blocco di marmo nelle emozioni, ancora una molla sul campo, con colpi potenti, precisi, puntuali. Un ritmo indiavolato che non ci si riesce a spiegare, dopo oltre tre di gioco, di power tennis al punto più estremo. E’ arrivato il break e pareva non potesse essere altrimenti. E’ arrivata la partita. E non poteva essere altrimenti. Arriva la finale, Jannik al momento è il tennista più forte al mondo. Ha battuto Djokovic in Australia: è stato come battere gli All Blacks in Nuova Zelanda. E’ la partita spartiacque della sua carriera, ancora più della Davis. Ha annientato tutti i dubbi sulla sua tenuta fisica e atletica nelle partite sulla lunga distanza. E’ il processo che avanza, ha detto nel post partita, ha imparato dai migliori, al momento il migliore è lui, senza dubbi. Lo stesso processo conduce alla vetta mondiale del tennis, il prossimo passo è la finale, contro Medvedev o Zverev. 

Di Nicola Sellitti

Sinner batte Djokovic. È storia

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2024-01-26 08:32:16

2024-01-26 07:32:16

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25929

2023-11-17 07:06:41

2023-11-17 06:06:41

Li batte tutti, ormai, Sinner. Ma non è la vittoria il punto essenziale della partita di stasera, piuttosto il piglio

Li batte tutti, ormai. Ma non è la vittoria il punto essenziale della partita di stasera, piuttosto il piglio con cui Jannik Winner ha ripreso a mettere all'angolo Il danese Rune, uno di quelli che in futuro gli contenderà trofei, Slam, Master 1000.

L'italiano sembra essere entrato in una dimensione davvero nuova, valorizzando il suo immenso talento. Trova ora più modi per vincere: con Nole Djokovic aveva giocato meglio, in modo francamente perfetto. Con Rune, dopo un primo set da favola, complice il fastidio alla schiena nella fase finale del secondo set, ha trovato un altro racconto per arrivare alla meta. Ha giocato praticamente due partite diverse: le ha vinte entrambe, con disarmante semplicità. La semplicità dei campioni. Dunque, per i numeri: tre vittorie su tre nel girone, primo posto. E lo scalpo dell'ultimo dei top ten che mancava all'appello alla voce vittoria. Tutto è cambiato dal Master 1000 di Toronto vinto in estate.

Ormai l'Italia si ferma per lui. Ha indugiato su quella schiena, l'ha curata con lo sguardo. Jannik è un bene prezioso e dà la sensazione di avere ancora benzina per andare in fondo. Unico inconveniente della serata: il successo su Rune porta avanti nel torneo anche Djokovic, qualificato come secondo. Sinner potrebbe ritrovarselo in finale. Sai che storia.

di Nicola Sellitti

Infinito Sinner

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2023-11-17 07:08:35

2023-11-17 06:08:35

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25929

2023-11-23 18:03:01

2023-11-23 17:03:01

Da esule a eroe in Davis in meno di tre ore. La metamorfosi di Jannik the Winner, che porta quasi da solo l'Italia in semifinale

Da esule a eroe in Davis in meno di tre ore. E’ la metamorfosi di Jannik the Winner, che porta quasi da solo l’Italia in semifinale. E’ stato infatti Sinner, in un pomeriggio divenuto assai complesso per l’inattesa sconfitta di Arnaldi con un modesto olandese, a riscrivere la sceneggiatura vincente nella sfida con i modesti orange. Il numero quattro al mondo ha prima travolto in due set - con un po’ di sofferenza nel primo parziale - il numero due olandese Griekspoor, per poi tornare in campo dopo 20 minuti e piazzare l’acuto vincente, in doppio con Lorenzo Sonego.

 

Due set a zero, un’esibizione spaziale quella di Jannik, sostenuta da Sonego in versione secondo violino: preciso, presente quando contava e capace di seguire l’onda prodotta dal campione italiano. Che non è un doppista, che non lo sarà mai per scarsa inclinazione, che gioca poco in doppio, ma che in questo momento mostra un ritmo e una pesantezza di palla che ha investito la coppia orange. Anche l’esperto Koolhof, uno che ha vinto prove dello Slam in doppio ed è quindi profondo conoscitore della materia, nulla ha potuto contro la potenza di Sinner, leader assoluto della squadra italiana. E non è un dettaglio da poco, tenendo conto che spesso negli ultimi tempi aveva scelto di saltare gli impegni in Davis per dedicarsi al suo percorso di crescita tecnica e fisica.

 

E se alle Atp Finals il pubblico italiano gli aveva già condonato le assenze passate in Davis, ora Jannik è il condottiero di una nazionale che ha scherzato con il fuoco: per primo il commissario tecnico Volandri, con la scelta su Arnaldi (che ha avuto in ogni un match point, prima di perdere l’incontro in tre set), piuttosto che affidarsi allo stesso Sonego, più che a Musetti, piuttosto in ombra negli ultimi mesi. Ora poco conta, comunque: Jannik e l’Italia puntano verso l’Insalatiera e sulla strada dovrebbe esserci la Serbia, a breve in campo sempre a Malaga contro la Gran Bretagna: insomma, sarà di nuovo Sinner contro Djokovic, la terza sfida in dieci giorni. E forse anche la più attesa.

Di Nicola Sellitti

Aggrappati a Sinner

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2023-11-23 18:03:01

2023-11-23 17:03:01

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