Arianna Fontana pattina nella leggenda. Splendidi Constantini e Mosaner. Emozioni e voti
Si è supercampioni per un insieme di caratteristiche uniche e singolarmente irripetibili: Arianna Fontana (10+10+10) fa parte di questa categoria. I voti
Arianna Fontana pattina nella leggenda. Splendidi Constantini e Mosaner. Emozioni e voti
Si è supercampioni per un insieme di caratteristiche uniche e singolarmente irripetibili: Arianna Fontana (10+10+10) fa parte di questa categoria. I voti
Arianna Fontana pattina nella leggenda. Splendidi Constantini e Mosaner. Emozioni e voti
Si è supercampioni per un insieme di caratteristiche uniche e singolarmente irripetibili: Arianna Fontana (10+10+10) fa parte di questa categoria. I voti
Ieri scrivevamo di fuoriclasse, cercavamo di esplorare, sia pur senza alcuna pretesa, la psiche completamente fuori dal comune degli atleti capaci di fare la storia. Come ovvio, nessuno ne conosce il segreto, anche perché non esiste “un” segreto.
Si è supercampioni per un insieme di caratteristiche uniche e singolarmente irripetibili: Arianna Fontana (10+10+10) fa parte di questa categoria.
Ci rendiamo conto che in qualche misura è ingiusto partire sottolineando con così tanta enfasi la nostra straordinaria pattinatrice, il giorno dopo la medaglia d’oro nella staffetta mista di Short Track. Però siamo davanti a qualcosa di quasi mai visto a livello mondiale.
12 medaglie olimpiche in 6 diverse edizioni, a un solo Oro dal recordman assoluto del nostro Paese Edoardo Mangiarotti, mito senza tempo della scherma.
Questa è la dimensione di Arianna Fontana e speriamo si possa comprendere di che mostruosa campionessa stiamo parlando. Non ci interessa aggiungere la postilla più o meno scaramantica del “non è finita qui”. Ci ha direttamente pensato lei.
Gli azzurri – oltre Arianna – Pietro Sighel, Thomas Nadalini ed Elisa Confortola (più Luca Spechenhauser e Chiara Betti nei primi due turni) hanno offerto un’immagine di superiorità tecnica (10) che nello Short Track non è materia comune.
Servono velocità folle, nervi di ghiaccio, equilibrio sovrumano, gestione delle forze. Medaglia bellissima che testimonia una scuola di livello eccelso, pur con un bacino d’utenza imparagonabile a cinesi e olandesi (10 al lavoro dei tecnici e che sia anche di incoraggiamento perché si faccia più comunicazione su uno sport affascinante ed emozionante).
Come non ricordare, infine, Pietro Sighel che taglia il traguardo pattinando all’indietro (10 allo show, 2 per le nostre coronarie)?
Anche uno sberleffo, non neghiamolo, nei confronti degli avversari, in una disciplina dove il “volemose bene” in pista non è esattamente all’ordine del giorno.
Il bronzo nel Curling di Stefania Constantini e Amos Mosaner (9) è soprattutto un capolavoro psicologico: dopo la grande delusione della semifinale, recuperare e battere i fortissimi scozzesi prova di quale livello tecnico e nell’occasione soprattutto mentale siano gli azzurri. Una coppia splendida sul ghiaccio, il resto si gestisce. Comprese differenze caratteriali evidenti, bravissimi e bell’esempio.
La grande delusione di giornata è arrivata dallo sci di fondo, con Federico Pellegrino – nostro portabandiera proprio con Arianna Fontana al Meazza – che si è piazzato solo settimo nella sprint. Giornata stortissima (4,5) per un atleta formidabile (10 alla Carriera). Le Olimpiadi ti azzannano, ti possono masticare anche se hai classi sopraffine e esperienza da vendere. Si pensi alla scivolata di Sofia Goggia (5) nella discesa libera della combinata. Mettiamola così: questo è tutto carburante in vista del SuperG e Sofia Goggia vive anche di rabbia agonistica da tramutare in boost in pista.
di Fulvio Giuliani
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