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title: Arpad Weisz, padre del calcio moderno tradito e dimenticato
description: Arpad Weisz era il calcio. Poi il buio. L’uomo che inventò il calcio moderno venne condannato a morte e alla damnatio memoriae.
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date: 2023-01-27
author: Giancristiano Desiderio
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categories: [Sport]
tags: [Evidenza, sport]
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# Arpad Weisz, padre del calcio moderno tradito e dimenticato

![Arpad Weisz](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/01/Evidenza-sito-170-1.jpg)

Arpad Weisz era il calcio. Poi il buio. L’uomo che inventò il calcio moderno venne condannato a morte e alla *damnatio memoriae*

**Arpad Weisz è stato il padre del calcio moderno**. **Con l’Inter vinse il primo campionato italiano di serie A** (1929/1930) e c**reò il Grande Bologna** donando a Vittorio Pozzo i migliori calciatori della sua Nazionale, compreso **Giuseppe Meazza** di cui fu lo scopritore e il maestro. **Weisz era un genio e un signore**, **ma era ebreo e fu tradito dalla ferocia assassina delle leggi razziali del 1938**. Il calcio italiano degli anni Trenta brilla per grandezza e bellezza e tanto di tale splendore si deve al grande ungherese. Purtroppo al momento opportuno il calcio non seppe essere all’altezza di Arpad Weisz, **non seppe fare la cosa giusta, necessaria, ovvia. Salvarlo.**

**Questa è una storia di calcio e di vita ma anche di morte e tragedia**. Weisz nella città “dotta” rimase tre stagioni, vincendo due scudetti consecutivi e il Trofeo dell’Esposizione in Europa (l’equivalente dell’odierna Champions League). **Il Grande Bologna di Weisz vinse contro i francesi del Sochaux e i cecoslovacchi dello Slavia. In finale a Parigi la squadra aveva da vedersela con gli inglesi del Chelsea**. Impossibile vincere. Invece **il Bologna vinse per 4 a 1**. Fu il trionfo dello squadrone che faceva tremare il mondo. Vittorio Pozzo – che ammirava e seguiva Weisz – gli “rubò” idee, innovazioni, prove e studi perché capì (come scrisse anche nella prefazione al libro di Weisz “Il giuoco del calcio”) che per lui il gioco era studio e conoscenza. La famiglia Weisz – con Ilona (Elena) avevano due figli, Roberto e Clara – abitava in via Valeriani 39, a meno di un chilometro dal Littoriale. **Negli anni che vanno dal 1935 al 1938 Arpad era l’uomo più noto e apprezzato che ci fosse a Bologna**, era l’allenatore della squadra famosa in Europa. La squadra di Gianni, Fiorini, Gasperi, Montesanto, Andreolo, Corsi, Maini, Sansone, Schiavio, Fedullo, Reguzzoni.

**Arpad Weisz era il calcio. Poi il buio**. **L’uomo che inventò il calcio moderno venne condannato a morte e alla *damnatio memoriae*.** **Nessuno, nessuno, nessuno lo salvò**. Tutti conoscevano i Weisz, nessuno li salvò dall’inferno. **La macchina dello sterminio si era messa in moto**. Non ci fu scampo. L’ultima partita del suo Bologna fu contro la Lazio: disputata il 16 ottobre 1938, fu vinta per 2 a 0. “La Gazzetta dello Sport” ancora una volta ebbe elogi per la squadra dell’ungherese. **Fu l’ultima volta**. Poi il silenzio. Sulla stampa italiana non si scrisse più di lui, come se non fosse mai esistito. **Weisz era già morto prima di morire**. Ucciso due volte.

**Insieme alla moglie e ai figli lasciò l’Italia il 10 gennaio 1939**. Ripararono prima a Parigi, poi a Dordrecht (Olanda). Qui Weisz allenò il Dordrechtschte Football Club: una squadra di ragazzi che l’ex allenatore del Grande Bologna trasformò in poco tempo in una squadra capace di battere il Feyenoord e giungere quinta in campionato. **A conferma di quanto fosse incredibile la sua capacità di creare calcio,** anche in condizioni disperate quali erano quelle di un ebreo famoso e braccato in una nazione che ben presto sarebbe caduta ai piedi di Hitler. **Alle 7 del mattino del 2 agosto 1942 la Gestapo bussò alla porta del numero 10 di Bethlehemplein dove abitava la famiglia Weisz. Il 2 ottobre 1942 Arpad, Elena, Roberto e Clara salirono sul treno per Auschwitz.**

**Fino a qualche anno fa tutto questo era ignoto**. Nella storia del calcio italiano, che lo stesso Weisz ha creato, il suo nome non compare. **Persino nei testi di Gianni Brera e di Antonio Ghirelli viene soltanto sfiorato.** Il mondo del calcio italiano deve ancora fare i conti con Arpad Weisz e rendere il giusto omaggio alla sua immortale memoria.

di *Giancristiano Desiderio*
