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title: "Australian Open 2024: Sinner vola ai quarti di finale"
description: "L'azzurro, numero 4 al mondo, ha battuto agli ottavi di finale il russo Karen Khachanov. Sinner ora ha la consapevolezza del top player."
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date: 2024-01-21
author: Nicola Sellitti
url: https://laragione.eu/life/sport/australian-open-2024-sinner-vola-ai-quarti-di-finale/
categories: [Sport]
tags: [Italia, sport, Tennis]
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# Australian Open 2024: Sinner vola ai quarti di finale

![Sinner Australian Open 2024](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Evidenza-sito-32-33.png)

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2023-12-01 07:45:36

2023-12-01 06:45:36

Quanto c’è di genuinamente italiano in termini di talento in campo? Non pretendiamo un Sinner, ma almeno qualcuno che ci assomigli alla lontana

Martedì sera il contrasto fra le inquadrature a Jannik Sinner sugli spalti dello stadio Giuseppe Meazza di Milano e la prestazione offerta dal Milan in campo non poteva essere più stridente. Intendiamoci, i problemi dei rossoneri sono di vecchia data e in questo caso non ci interessa una riflessione su questa o quella squadra. Vogliamo provare a ragionare sul calcio italiano nel suo complesso, sul momento di quella vera e propria emozione collettiva rappresentata dal pallone. È proprio la neo-superstar Sinner ad aiutarci, facendo ciò che serve più di ogni altra cosa nello sport: porre l’asticella molto in alto, imporre traguardi difficili. Ecco, rispetto all’esplosione del nostro tennis e in particolar modo di questo talento oggettivamente fuor dal comune, il pallone appare sgonfio. Per carità, siamo reduci da una stagione con una finalista di Champions League, due semifinaliste ed un’altra squadra nei quarti di finale. Più altre due finaliste nelle Coppe europee. Tantissimo, considerati le previsioni e il livello medio del nostro campionato.

Di cosa stiamo parlando, però? Quanto c’è di genuinamente italiano in termini di talento in campo? Non pretendiamo un Sinner, ma almeno qualcuno che ci assomigli alla lontana. Siamo stati bravissimi, insomma, da un punto di vista strettamente manageriale. Abbiamo costruito con disponibilità tutto sommato mediocri squadre in grado di giocarsela fino in fondo, anche grazie ad una scuola - quella sì - con pochissimi eguali al mondo: l’accademia dei nostri allenatori. Quattro delle cinque squadre indicate in precedenza erano allenate da tecnici italiani, praticamente nessuna era guidata in campo da un’ossatura nostrana. Nulla di sciovinistico, solo un’analisi ‘severa, ma crediamo giusta’. I Sinner nascono una volta ogni 30 o 40 anni. Come i Tomba, le Pellegrini o i Roberto Baggio. Totti, Del Piero e lo stesso Baggio insieme sono oggettivamente una congiunzione astrale, ma prendete il roster della Nazionale nel Mondiale del 2002 (ne scegliamo uno ampiamente sfortunato e dal risultato mediocre) e paragonatelo con quello attuale. Non è una questione di fuoriclasse, è un mondo che è andato indietro.

Quegli stessi allenatori che abbiamo lodato fanno una fatica enorme a trovare spazio a giovani talenti italiani. O non ritengono di averne di bravi o è difficile convincere le società a puntare sui giovani. Accettando il rischio di una sconfitta in più, di una bordata di fischi, del tifoso che vorrebbe comprare Bellingham, Mbappé, Osimhen e Maignan tutti insieme.

Fra le conseguenze, i più giovani - da sempre attratti dai “prodotti“ più cool - considerano la nostra Serie A roba vecchia. Superata, polverosa. Perché il sentore della mancanza di coraggio arriva alle narici di tutti. Non limitiamoci a elogiare Sinner e il tennis italiano emersi da un buco nero lungo decenni, studiamoli.

 

Di Fulvio Giuliani

Calcio, Sinner cercasi

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2023-12-01 07:45:36

2023-12-01 06:45:36

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25929

2023-11-23 18:03:01

2023-11-23 17:03:01

Da esule a eroe in Davis in meno di tre ore. La metamorfosi di Jannik the Winner, che porta quasi da solo l'Italia in semifinale

Da esule a eroe in Davis in meno di tre ore. E’ la metamorfosi di Jannik the Winner, che porta quasi da solo l’Italia in semifinale. E’ stato infatti Sinner, in un pomeriggio divenuto assai complesso per l’inattesa sconfitta di Arnaldi con un modesto olandese, a riscrivere la sceneggiatura vincente nella sfida con i modesti orange. Il numero quattro al mondo ha prima travolto in due set - con un po’ di sofferenza nel primo parziale - il numero due olandese Griekspoor, per poi tornare in campo dopo 20 minuti e piazzare l’acuto vincente, in doppio con Lorenzo Sonego.

 

Due set a zero, un’esibizione spaziale quella di Jannik, sostenuta da Sonego in versione secondo violino: preciso, presente quando contava e capace di seguire l’onda prodotta dal campione italiano. Che non è un doppista, che non lo sarà mai per scarsa inclinazione, che gioca poco in doppio, ma che in questo momento mostra un ritmo e una pesantezza di palla che ha investito la coppia orange. Anche l’esperto Koolhof, uno che ha vinto prove dello Slam in doppio ed è quindi profondo conoscitore della materia, nulla ha potuto contro la potenza di Sinner, leader assoluto della squadra italiana. E non è un dettaglio da poco, tenendo conto che spesso negli ultimi tempi aveva scelto di saltare gli impegni in Davis per dedicarsi al suo percorso di crescita tecnica e fisica.

 

E se alle Atp Finals il pubblico italiano gli aveva già condonato le assenze passate in Davis, ora Jannik è il condottiero di una nazionale che ha scherzato con il fuoco: per primo il commissario tecnico Volandri, con la scelta su Arnaldi (che ha avuto in ogni un match point, prima di perdere l’incontro in tre set), piuttosto che affidarsi allo stesso Sonego, più che a Musetti, piuttosto in ombra negli ultimi mesi. Ora poco conta, comunque: Jannik e l’Italia puntano verso l’Insalatiera e sulla strada dovrebbe esserci la Serbia, a breve in campo sempre a Malaga contro la Gran Bretagna: insomma, sarà di nuovo Sinner contro Djokovic, la terza sfida in dieci giorni. E forse anche la più attesa.

Di Nicola Sellitti

Aggrappati a Sinner

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2023-11-23 18:03:01

2023-11-23 17:03:01

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