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title: "Berrettini: “Torno in campo più forte di prima”, confermata la rottura con Melissa Satta"
description: "L'azzurro sarà presente prima agli ATP di Phoenix e poi al Masters 1000 di Miami. Confermata la fine della relazione d'amore con la Satta."
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date: 2024-02-20
author: Claudia Burgio
url: https://laragione.eu/life/sport/berrettini-torno-in-campo-piu-forte-di-prima-confermata-la-rottura-con-melissa-satta/
categories: [Sport]
tags: [Italia, sport, Tennis]
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# Berrettini: “Torno in campo più forte di prima”, confermata la rottura con Melissa Satta

![Il ritorno di Matteo Berrettini](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Il-ritorno-di-Matteo-Berrettini.jpg)

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2023-06-22 09:45:43

2023-06-22 07:45:43

"Quelle lacrime e quel dolore agli addominali. Capisco perfettamente cosa ha provato Berrettini". Omar Camporese, 3 titoli Atp, si racconta a La Ragione

«Ho visto da vicino il ritiro di Matteo Berrettini al Masters 2021, a Torino. Stavo commentando la sua partita. Era in lacrime per quel dolore agli addominali, capisco perfettamente cos’ha provato». Omar Camporese era dotato di un dritto da top ten. Come quello di Berrettini. Forse più potente Matteo; Omar invece aveva classe, tanta classe.

«Nel 1993, negli anni migliori della carriera, dopo essere entrato nella top 20 in un’era di fuoriclasse, sono iniziati i miei tormenti fisici. Continui intoppi che mi hanno condizionato, messo fuori gioco» spiega il 55enne bolognese: tre titoli Atp vinti, ex n. 18 al mondo, partite epiche contro Lendl (battuto a Rotterdam) e Becker (cinque set tiratissimi all’Australian Open 1991, partita da oltre cinque ore e cinque set anche in Coppa Davis) fra la fine degli anni Ottanta e l’inizio di quelli Novanta. Aveva un rapporto assai speciale con la Coppa Davis: fin dall’esordio nel 1989 contro lo svedese Pernfors a Malmoe, in campo con la racchetta di John McEnroe, «anche se la mia esibizione migliore è stata a Bolzano contro lo spagnolo Emilio Sanchez. Mi riusciva praticamente tutto».

 

Come Berrettini, che si è ritirato al Queen’s e che dovrebbe stare fuori a tempo indefinito per problemi agli addominali, anche Omar (nome dovuto alla passione del papà per Sivori) ai suoi tempi si è dovuto fermare sul più bello: fra il 1992 e il 1993, specie sul veloce, valeva i migliori al mondo. «Poi è arrivato il famoso gomito del tennista, mi sono fermato sei mesi e piano piano sono rientrato. Quindi altre noie muscolari e soltanto nel 1996 sono tornato a stare bene. Nel frattempo erano cambiati il tennis, gli avversari, i materiali.

 

Dall’esterno non ci si rende conto che il tennista vive di routine. Quando questa viene rotta di continuo, diventa difficile rialzarsi. Matteo lo sta vivendo sulla sua pelle. La psiche ne risente tantissimo: ti chiedi in continuazione quando starai bene, se e quando tornerai ad alti livelli» spiega l’ex campione bolognese. Camporese confida che Berrettini rientri nel giro dei migliori. «Il suo tennis è aggressivo e sfiancante per la parte alta del corpo. Matteo colpisce estremamente forte, sono certo che andrà a lavorare per rinforzarsi fisicamente dov’è necessario. Ho dovuto incrementare la muscolatura per un problema al tendine rotuleo. Ma Berrettini non deve ascoltare altre sirene» osserva Omar. «Metta da parte le stupidaggini che sente in giro sulla sua vita privata, per la storia con un personaggio famoso. Noi sportivi non possiamo avere una vita sociale? Rispetto ai miei tempi è una situazione più complicata per i social, ma la verità è che la mentalità italiana è ristretta: quando si perde vanno sempre in cerca di un colpevole».

Di Nicola Sellitti

"Berrettini, ritrovare la routine", parla Camporese

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2023-06-22 16:47:12

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2024-02-18 18:11:19

2024-02-18 17:11:19

Sinner batte De Minaur 7-5 6-4 alla finale dell'ATP 500 di Rotterdam e vince il suo 12° titolo ATP a sole tre settimane dal trionfo agli Australian Open 2024

Vince Sinner. E non sembra più una novità. E invece non va sottovalutato questo successo a Rotterdam, un torneo 500 sul cemento indoor, che è senza dubbio la superficie favorita del tennista italiano. Tra qualche ora Jannik sarà il nuovo numero tre nella classifica mondiale, il punto più alto raggiunto da un tennista italiano dall’istituzione della classifica Atp, avvenuta nel 1973. Il russo Medvedev, che aveva vinto lo scorso anno, è ora alle sue spalle, ora Sinner guarda a Carlos Alcaraz, altro fenomeno come lui ma in crisi di identità: lo spagnolo ha perso in semifinale contro il semisconosciuto Jarry sulla terra a Buenos Aires, pare aver smarrito concentrazione e voglia di divertirsi.

Piuttosto, tornando a Sinner, invece che soffermarsi sulla classifica Atp, è il parziale messo in piedi negli ultimi mesi che deve far riflettere: con il trionfo olandese, in finale sull’ostico australiano De Minaur - battuto anche all’Australian Open -, Sinner ha vinto 32 delle ultime 34 partite giocate. Nel pacchetto ovviamente vanno inseriti anche i successi in Coppa Davis, che forse hanno rappresentato la benzina emotiva per Jannik per partire in quinta marcia e vincere in Australia.

Anche a Rotterdam si è vista la mentalità vincente di Sinner, soprattutto nella finale giocata non al massimo del motore contro De Minaur, seppur vinta in due set. Ha vinto nella difficoltà, negli errori, nel servizio che ha funzionato a targhe alterne. Ma ha vinto. Certo, a Rotterdam non ha affrontato nessuno dei top cinque al mondo, ha anche affrontato un tabellone non irresistibile, ma ha vinto, ha rispettato il pronostico. Sinner vince le partite che deve vincere, che il numero tre al mondo vince. Lo fa con un’autorità da predestinato del gioco. E’ la sua solidità mentale, anche nei momenti più oscuri delle partite, che lascia pensare a un futuro ancora più a tinte azzurre dello straordinario presente.

Non è un dettaglio certo di poco conto ed è un viatico importante per il doppio Master 1000 - Indian Wells (semifinale lo scorso anno) e Miami (finale) - in arrivo tra qualche settimana e dove vanno difesi parecchi punti. Dunque, la corsa continua. La rincorsa alla prima posizione mondiale, anche. Pare, obiettivamente, che sia solo una questione di tempo.

Di Nicola Sellitti

Trionfo di Sinner all’ATP di Rotterdam

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2024-02-19 13:23:05

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