Brignone: “Non ho paura di non farcela. Se sono qui è per fare la gara”
Federica Brignone racconta alla stampa che non c’è stato sinora un solo giorno dalla terribile caduta in Val di Fassa che non abbia provato dolore al ginocchio
Brignone: “Non ho paura di non farcela. Se sono qui è per fare la gara”
Federica Brignone racconta alla stampa che non c’è stato sinora un solo giorno dalla terribile caduta in Val di Fassa che non abbia provato dolore al ginocchio
Brignone: “Non ho paura di non farcela. Se sono qui è per fare la gara”
Federica Brignone racconta alla stampa che non c’è stato sinora un solo giorno dalla terribile caduta in Val di Fassa che non abbia provato dolore al ginocchio
L’ambizione per Milano-Cortina appare solo in dissolvenza. Ma c’è, altrimenti Federica Brignone, che domani torna in gara in Coppa del Mondo nello slalom gigante di Plan de Corones, ad una manciata di giorni dal via delle Olimpiadi, non si sarebbe neppure presentata al cancelletto di partenza. Alla stampa racconta che non c’è stato sinora un solo giorno dalla terribile caduta in Val di Fassa che non abbia provato dolore al ginocchio. “Ho all’attivo dieci giorni di allenamento tra i pali da gigante e cinque giorni di velocità pura in Val di Fassa, il gigante mi viene meglio (è campionessa mondiale in carica, ndr), ma ho più male, in velocità provo meno dolore ma mi ci sono allenata meno. Ogni giorno è un test, per me la gara di domani è per vedere come ‘funziono’ in due manche, a tre ore una dall’altra. Voglio farlo, voglio gareggiare”, spiega Federica alla stampa, aggiungendo che uno degli elementi più complessi del suo recupero è stata l’assenza di una deadline. “Non avevo la sicurezza neppure di poter tornare a fare una vita normale, perché è esistita anche quella opzione, quindi la parte legata allo sci è stata in secondo piano”.
Per ora, almeno in apparenza, la fuoriclasse italiana, vincitrice della passata edizione della Coppa del Mondo, non concede alcuna importanza ai tempi, alle gare, ma solo alle sensazioni fornite dal ginocchio martoriato dalla terribile caduta accaduta quasi dieci mesi fa. “Dopo il rientro, il mio piano è andare a Cortina ed allenarmi per le discipline veloci, ma vediamo cosa dice il mio corpo, non posso fare piani a lunga scadenza ed è così da quando ho rimesso gli sci”, continua a raccontarsi Federica, che ha sciolto le riserve sulla partecipazione ai Giochi – dove è portabandiera – solo a metà dicembre. I momenti più duri, racconta Federica, sono stati il secondo intervento al ginocchio che non si sgonfiava e poi la prima volta post infortunio che ha indossato gli sci per lo slalom gigante.
C’era l’ipotesi che Brignone oggi a Plan de Corones potesse fare da apripista, piuttosto che essere in gara. E non ci sono certezze che sia in gara nuovamente in Coppa del Mondo, prima dei Giochi. Ma qui, in queste parole, c’è l’essenza di una campionessa, consapevole che nello sci non ci sono mezze misure: “Ho fatto una scelta non conservativa, ho dei valori che non sono conservativi, preferisco vivere per fallire che non vivere per non fallire. Ho parlato con il mio allenatore, con mio fratello ma poi ha prevalso la mia volontà. Non ho paura di non farcela, se sono qui è per fare la gara, ho un obiettivo di performance dal mio punto di vista. Magari vedo che non è possibile, corro senza tutori, se la gamba non tiene, posso anche fermarmi, ma mi fido di me stessa. Il mio punto di forza è il controllo che ho sugli sci”.
di Nicola Sellitti
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- Tag: sport
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