Brignone torna e stupisce: sesta nel gigante di Plan de Corones dopo 292 giorni – IL VIDEO
C’è poco da dire, i fuoriclasse sono diversi: Federica Brignone lo è, è noto da anni, ma il suo ritorno in gara, nel gigante di Kronplatz, a 292 giorni dal terribile infortunio al ginocchio, appartiene alle imprese sportive. Nel filmato, la gara dell’azzurra (nella seconda manche)
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C’è poco da dire, i fuoriclasse sono diversi. Federica Brignone lo è, è noto da anni, ma il suo ritorno in gara oggi, gigante di Kronplatz, a 300 giorni malcontati dal terribile infortunio al ginocchio, appartiene alle imprese sportive. Sesta al traguardo, al livello delle migliori, immediatamente, con pochi allenamenti nelle gambe, con il peso emotivo dell’ultima volta al cancelletto, nella prova che avrebbe potuto precluderle non solo gli ultimi anni di carriera, ma anche la semplice deambulazione nella vita di tutti i giorni. E’ una Tigre e lo si è visto. A un palmo dalla top five, con due manche a distanza di tre ore, una prova mostruosa di resistenza per l’arto martoriato dall’incidente. Ora si allenerà sulla velocità pura, a Cortina. Ha rotto il ghiaccio, c’è anche lei ai Giochi. E non per partecipare.
Il capolavoro di Federica è stato scritto sin dalla prima manche, dove la fuoriclasse milanese ha prima rischiato di cadere alla seconda porta per poi dispiegare con calma il suo talento, più forte della desuetudine alla gara, alla logica tutela del ginocchio martoriato dall’infortunio e reduce da un super lavoro per la lunga rieducazione. Poi, la seconda parte di gara all’attacco, su un percorso ripido, angolato, da fuoriclasse assoluta. Da campionessa del mondo in carica. Dunque, Brignone straordinaria, l’ennesima riprova che la distanza tra i fenomeni e gli altri passa anche attraverso momenti come questi.
Tra le altre azzurre, ottima prova della friulana Lara Della Mea, ormai nella top ten in gigante, mentre ha invece bisogno di un click emotivo, come da lei stesso ammesso, l’altra fuoriclasse della squadra azzurra, Sofia Goggia, che arriva da una serie di prove non certo all’altezza delle sue qualità. A Plan de Corones è andata fuori dopo poche porte, i Giochi arrivano e non può non pesare sulla condizione mentale quanto avvenne alle Olimpiadi di Pechino di quattro anni fa: l’infortunio a 20 giorni dal via, l’incredibile argento con i legamenti di un ginocchio lesionati. Goggia deve arrivare integra al cancelletto di Cortina, poi vedremo cosa ha nel serbatoio.
Sul coraggio di Federica, ci sono anche le parole di Jannik Sinner, da Melbourne. “Non possiamo paragonare quello che ha avuto lei con quello che ho avuto io nel passato. Lo sci e il tennis sono due sport totalmente diversi. Nel tennis se succede qualcosa puoi tornare, se succede nello sci probabilmente salti la stagione. Nel tennis c’è meno rischio. Nello sci ci vuole più coraggio nel tornare come sta facendo Federica Brignone perché so quanto ha speso in palestra. E col ritorno alle Olimpiadi sta facendo una cosa impossibile da fare così come ha fatto Sofia Goggia. Ci sono fenomeni come lei, come loro, atleti che hanno qualcosa in più”.
di Nicola Sellitti
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