Ciclone Rocchi sul calcio. Le ombre sul Var
Dunque, per Rocchi avviso di garanzia per concorso in frode sportiva. Sarà sentito il 30 aprile dal magistrato Maurizio Ascione
Ciclone Rocchi sul calcio. Le ombre sul Var
Dunque, per Rocchi avviso di garanzia per concorso in frode sportiva. Sarà sentito il 30 aprile dal magistrato Maurizio Ascione
Ciclone Rocchi sul calcio. Le ombre sul Var
Dunque, per Rocchi avviso di garanzia per concorso in frode sportiva. Sarà sentito il 30 aprile dal magistrato Maurizio Ascione
L’indagine sugli arbitri allarga il suo spettro. E se davvero fossero fondate – anche con intercettazioni e prove documentali a sostegno delle testimonianze – le tesi della Procura di Milano, la questione delle cosiddette “bussate” al Var da parte dell’ex designatore “di fatto” degli arbitri di Serie A e B, Gianluca Rocchi (che si è autosospeso, come l’altro indagato, il responsabile del Var, Gervasoni) sarebbero la parte minore di un processo che durerà a lungo.
Dunque, per Rocchi avviso di garanzia per concorso in frode sportiva. Sarà sentito il 30 aprile dal magistrato Maurizio Ascione, che ha firmato l’avviso di garanzia a suo carico. Nel mirino della Procura di Milano ci sono appunto le pressioni sulla Var ma soprattutto alcune presunte designazioni arbitrali a favore dell’Inter.
Tutto nasce dall’assistente arbitrale Domenico Rocca (dismesso da Rocchi lo scorso anno per “prestazioni insufficienti”) che aveva denunciato, nel maggio 2025, presunte ingerenze del designatore sulla Var: tra le partite sotto la lente della Magistratura, Udinese-Parma dell’1 marzo 2025 in cui l’assegnazione di un rigore sarebbe stata sollecitata dopo ripetute “bussate” al vetro, poi in Inter-Verona del gennaio 2024 non ci sarebbe stata una chiamata da parte del Var alla “on field review”.
Ma il piatto forte, appunto allargando l’indagine, rimanda ad un’altra delle delle condotte ipotizzate ora a carico di Rocchi dal pm Maurizio Ascione, secondo il quale “il designatore, in concorso con più persone presso lo stadio San Siro durante la gara di andata di Coppa Italia del 2 aprile 2025” tra Inter e Milan, abbia “combinato” o “schermato” la designazione dell’arbitro Daniele Doveri (considerato poco gradito all’Inter) alla direzione della semifinale del torneo il 23 aprile 2025, per poi assicurare ai nerazzurri – è il nodo decisivo, se le ipotesi corrispondessero a verità – direzioni di gara diverse da quella dello stesso Doveri per l’eventuale successiva finale di Coppa Italia e soprattutto per il resto delle partite del campionato di serie A, dove i nerazzurri si stavano giocando lo scudetto con il Napoli. Collegata alla “vicenda Doveri” ci sarebbe la designazione di Rocchi di Andrea Colombo (invece considerato gradito all’Inter) per Bologna-Inter del 20 aprile 2025.
Il terzo episodio ipotizzato, invece, arriva dall’esposto sportivo nel quale Rocca l’anno scorso raccontava di decisioni di addetti al Var, con Rocchi a “supervisionare” dietro la vetrata del salottino centrale che comunica con tutte le salette dell’International Broadcasting Centre di Lissone, ai cui monitor un arbitro (Var) e un assistente (Avar) analizzano con 3 secondi di latenza i filmati delle partite, valutando se poi dire all’arbitro in campo di andare a ricontrollare le immagini (On-Field-Review) per decidere se confermare la decisione presa sul terreno di gioco, oppure modificarla.
Poi, come scritto ieri, in base a quanto pubblicato dall’agenzia Agi, in Udinese-Parma dell’1 marzo 2025 (1-0 su rigore per un fallo di mano), la Procura ipotizza che Rocchi “in qualità di supervisore Var, condizionava l’addetto Var Daniele Paterna, inducendo il direttore di gara Fabio Maresca alla revisione “ai fini dell’assegnazione del rigore alla squadra friulana, sebbene Paterna fosse di diverso avviso”. Per Rocca, il rigore viene concesso “solo perché a Lissone come supervisore Rocchi si alza rapidamente dalla postazione per “bussare” più volte sul vetro della stanza di Paterna (Var) e Sozza (Avar) per richiamare la loro attenzione, che a loro volta chiameranno l’arbitro per un On Field Review e per far assegnare giustamente un rigore che i Var si erano persi.
Il filmato di quella sala Var mostra Paterna che, orientato a escludere il rigore, si gira però a guardare dietro di sé mentre il suo labiale sembra domandare “è rigore?”. Secondo Rocca, lo chiede a Rocchi. Paterna è stato convocato come teste dal pm, che però, di fronte ad alcune sue risposte, ha ritenuto di dover interrompere l’audizione e indagare l’arbitro per ipotesi di falsa testimonianza.
Sulla vicenda si è mossa anche la Procura generale dello Sport, che ha chiesto al capo della Procura della Figc, Giuseppe Chinè, una relazione immediata. Lo stesso Chinè aveva archiviato gli atti trasmessi all’Aia sulla vicenda per cui oggi è indagato Rocchi.
Oltre a Rocchi va segnalato che si è autosospeso l’ex fischietto Gervasoni, che è il supervisore Var: la partita sotto la lente è Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025, dove Gervasoni per il pm “con la concessione del rigore alla squadra emiliana da parte del direttore di gara Antonio Giua incalzava e sollecitava l’addetto Var Luigi Nasca affinché questi richiamasse Giua alla revisione ai fini della decisione iniziale sull’episodio di gioco”.
di Marco Carta
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