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Indian Wells, ciclone Sinner: travolge Zverev, è in finale

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Zverev ha ragione. Sinner ed Alcaraz vincono allo stato attuale perché giocano meglio degli altri. Anche di lui, che è pur sempre il numero quattro al mondo.

Sinner

Indian Wells, ciclone Sinner: travolge Zverev, è in finale

Zverev ha ragione. Sinner ed Alcaraz vincono allo stato attuale perché giocano meglio degli altri. Anche di lui, che è pur sempre il numero quattro al mondo.

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Indian Wells, ciclone Sinner: travolge Zverev, è in finale

Zverev ha ragione. Sinner ed Alcaraz vincono allo stato attuale perché giocano meglio degli altri. Anche di lui, che è pur sempre il numero quattro al mondo.

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Zverev ha ragione. Sinner ed Alcaraz vincono allo stato attuale perché giocano meglio degli altri. Anche di lui, che è pur sempre il numero quattro al mondo. L’ennesima prova arriva dal successo in due rapidi set (6-2; 6-4) di Jannik sul tedesco nella prima semifinale di Indian Wells, il primo Master 1000 della stagione. E’ la prima finale per Sinner nel torneo californiano, che è considerato da quasi tutti gli addetti ai lavori come il “quinto Slam”, ossia il torneo più importante del circuito, alle spalle delle quattro prove del Grand Slam.
Nel primo set c’è stato il dominio di Jannik dal 2-2 in poi. Aggressivo, pulito, devastante al servizio, arma divenuta micidiale, la scialuppa a cui affidarsi nei rari momenti di difficoltà alla battuta: questa versione di Sinner sul cemento è difficilmente gestibile per qualsiasi bipede terrestre, fatta eccezione per Alcaraz. Il secondo parziale è stato più combattuto, l’unica palla break per Zverev è stata annullata da un ace di Sinner, che poi è andato in discesa, sino al traguardo.

E’ il sesto successo in fila di Jannik su Zverev (7-4 il totale dei confronti diretti tra i due), ed è la certificazione di una condizione di soggezione del tedesco verso Sinner, che gli sfila certezze, che lo induce ad un numero ampio di errori gratuiti. Semplicemente, Zverev sembra non avere le armi anche a livello mentale per giocare alla pari con l’italiano e con Alcaraz. Non regge, abbassa lo sguardo, si deprime.

A proposito dello spagnolo, a breve scende in campo con il russo Medvedev. Se vincesse, ci sarebbe la prima – attesa – sfida stagionale con Sinner, sfida svanita all’Australian Open per la sconfitta in semifinale dell’azzurro con Djokovic.

di Nicola Sellitti

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