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Come è cambiata Tokyo per Jacobs e Tamberi

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Ieri è stata una domenica amara per lo sport italiano, perché assistere alla doppia sconfitta di Gimbo Tamberi e Marcell Jacobs – gli eroi di Tokyo 2020 (2021) – fa male

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Come è cambiata Tokyo per Jacobs e Tamberi

Ieri è stata una domenica amara per lo sport italiano, perché assistere alla doppia sconfitta di Gimbo Tamberi e Marcell Jacobs – gli eroi di Tokyo 2020 (2021) – fa male

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Come è cambiata Tokyo per Jacobs e Tamberi

Ieri è stata una domenica amara per lo sport italiano, perché assistere alla doppia sconfitta di Gimbo Tamberi e Marcell Jacobs – gli eroi di Tokyo 2020 (2021) – fa male

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Ieri è stata una domenica amara per lo sport italiano, poche ore dopo la meraviglia di Nadia Battocletti di cui abbiamo parlato 24 ore fa.

Perché assistere alla doppia sconfitta di Gimbo Tamberi e Marcell Jacobs – gli eroi di Tokyo 2020 (2021) – fa male.
Inutile negarlo, inutile indorare la pillola o sminuire. Inutile far finta che questo non sia uno spartiacque per una generazione comunque e già da tempo indimenticabile.

Molto diversa anche la gestione dell’amarezza fra Marcell e Gimbo. Quest’ultimo punta tutto sulla voglia di rivalsa, sull’assoluta e feroce determinazione di riprendere proprio da ieri, vivendo l’eliminazione al Mondiale di Tokyo (quanto possono essere diversi una città e un ricordo…) come una ripartenza, il campione olimpico sui 100 ha fatto intendere che il ritiro possa essere ormai solo questione di tempo. Poco tempo.

Certo, va considerata l’amarezza dei primi istanti, quando la delusione brucia di più e fa male anche fisicamente, ma nell’analisi delle parole di Jacobs c’è la consapevolezza che l’azzurro potrebbe aver esaurito le riserve mentali necessarie per andare ancora avanti e affrontare i sacrifici necessari a competere ai massimi livelli mondiali. Quelli che – inutile negarlo – oggi gli sono preclusi. Di poco, ma pur sempre preclusi.

E per chi ha dominato il mondo, lasciandolo di stucco, deve essere quasi insostenibile.

Staremo a vedere, ma mentre molti si sono già esercitati o non mancheranno di farlo sul de profundis del grande sprinter ormai al tramonto, vorremmo limitarci a un grazie.

Grande quanto la gioia pazzesca di quel magico pomeriggio olimpico, impossibile da dimenticare. Quella mezz’ora che ci lasciò senza fiato e senza forze, quasi incapaci di gestire un’emozione infinita.
Quindi grazie e solo grazie, senza negare le differenze fra lui e Gimbo e l’amarezza per una grande storia che potrebbe essere arrivata alla parola fine.
È lo sport e “tu non puoi farci proprio niente”.

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