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description: "Ivan Capelli, ex pilota Ferrari negli anni Novanta, ricorda Ayrton Senna: \"Ayrton era diverso. Come lui nessuno mai\""
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date: 2024-05-01
modified: 2024-05-02
author: Nicola Sellitti
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categories: [Sport]
tags: [formula1, il personaggio, personaggi, sport]
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# &#8220;Come Senna nessuno mai&#8221;, parla l&#8217;ex pilota Ivan Capelli

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Ivan Capelli, ex pilota Ferrari negli anni Novanta, ricorda Ayrton Senna: "Ayrton era diverso. Come lui nessuno mai"

**Si emoziona ancora anche solo a parlarne: «Ayrton era diverso**. Il suo linguaggio del corpo era qualcosa di mai visto, già da come si accomodava da ragazzino all’interno del *kart*, che poi avrebbe guidato sempre al limite. **Ci ho corso insieme, ho visto un talento immenso**. Ho vissuto l’era di uno dei primi cinque sportivi di ogni epoca».

**Ivan Capelli – apprezzato commentatore di F1 su Sky nonché ex pilota Ferrari negli anni Novanta – ricorda Senna**, il fenomeno brasiliano morto in pista a Imola il primo maggio di trent’anni fa. Al termine di un pomeriggio di attesa e dolore che ha contribuito a costruire una mistica trasversale. Come Senna soltanto Alì, Maradona e Jordan.

«**Ha vinto in epoche diverse**: negli anni Ottanta e Novanta ha saputo assimilare le novità tecniche come la prima telemetria, il *traction control* che la Federazione non digeriva, l’effetto suolo, senza però mai disperdere il talento e la passione per le gare» ci spiega Capelli. «Era un fenomeno di sintesi che poi ha lasciato il mondo dello sport in modo così drammatico e brutale. **Siamo rimasti tutti con lo sguardo rivolto verso quella curva maledetta. Ci lasciò senza parole, anche perché pensavamo tutti che fosse immortale**».

Secondo l’ex pilota la fisicità del collega brasiliano, la peculiarità del suo casco giallo, la suprema qualità di guida e quel carisma emanato in ogni singola intervista **lo hanno reso unico in un microcosmo che prima e dopo ha prodotto fuoriclasse in serie: da Lauda a Schumacher, da Hamilton a Verstappen**.

«**Ayrton si sarebbe tenuto alla larga dal *politically correct* che ora è la regola in F1**. Ha vissuto il periodo in cui i piloti si esprimevano a ruota libera, dicevano cose scomode, vivendo apertamente i conflitti in pista e fuori, mentre ora il ‘Circus’ si è standardizzato nei dialoghi e nei messaggi. Forse incide anche l’età media dei piloti» riflette Capelli. «Quando correvo in F1 mi confrontavo con colleghi maturi, con anni di corse alle spalle e spesso con una famiglia ad attenderli a casa. **Ora ci si ritrova con Beardman che debutta sulla Ferrari a 18 anni, non sbaglia nulla in gara, ma una volta fuori dall’abitacolo comunica poco o nulla**» aggiunge l’ex pilota della Rossa.

Senna al suo apice alzò l’asticella delle prestazioni in pista: «Un’eredità dal passato: da *fan* dell’aeronautica, Lauda aveva portato la tecnologia all’interno dell’auto; Ayrton ha fatto sue queste nozioni ma ha anche aggiunto la preparazione atletica portata all’estremo, perché **si rese conto che serviva più forza fisica per gestire quei motori turbo. Infatti dava il meglio di sé stesso nelle parti finali delle gare**.

Poi è arrivato Schumi, che ha avuto la capacità di fare squadra prendendo ingegneri e tecnici da altre scuderie. Hamilton ci ha aggiunto la concentrazione per essere al *top* in 22 gare l’anno. Verstappen è la sintesi di tutto questo: passa ore e ore al simulatore, vincerà sicuramente ancora tantissimo, ma **non ha mai saputo esprimere quelle sensazioni e quelle emozioni che ci ha fatto vivere Senna. Come lui nessuno mai**».

*di Nicola Sellitti*
