Djokovic il Re (non inorridite, devoti di Roger)
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New York: Nole Djokovic batte Medvedev. È il suo 24esimo trionfo in uno Slam, supera così il leggendario Roger Federer
Djokovic il Re (non inorridite, devoti di Roger)
New York: Nole Djokovic batte Medvedev. È il suo 24esimo trionfo in uno Slam, supera così il leggendario Roger Federer
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Djokovic il Re (non inorridite, devoti di Roger)
New York: Nole Djokovic batte Medvedev. È il suo 24esimo trionfo in uno Slam, supera così il leggendario Roger Federer
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AUTORE: Fulvio Giuliani
Nole Djokovic potrà anche non stare simpatico a tutti (e non sta simpatico a tutti, anzi…), in particolar modo dai tempi delle sceneggiate contro i vaccini.
Una pericolosa caduta di stile, tanto per chiarire anche la nostra posizione, che dobbiamo ammettere testimonia anche la forza delle idee del giocatore serbo. Djokovic avrebbe avuto tutto l’interesse a non scatenare l’inferno di polemiche che lo travolse ai tempi e invece…
Sia come sia, il 24º – dicasi 24º – trionfo in uno Slam, arrivato poche ore fa contro il russo Medvedev a New York, lascia esterrefatti. Non si tratta di osservare allibiti i numeri di una carriera incommensurabile. Neppure che per una volta è stato proprio Nole a essere eletto beniamino dal pubblico newyorkese, disposto a sostenere chiunque ma non “il russo” nella finale del torneo di casa. Anche più scettici e antipatizzanti dovrebbero far pace con un dato di fatto che solo pochi mesi fa molti non avrebbero accettato neppure di discutere: Roger Federer resta il Re, forse l’ultimo interprete di un tennis (e di uno sport) scomparso, il giocatore sublime nella sua eleganza sino ad apparire intoccabile, ma Nole Djokovic c’era quando c’era lui e c’è ancora oggi. Continuando a vincere con una regolarità disumana e inarrivabile persino per il Re. Il che non significa essere “più forte”, categoria che a questi livelli ha poco senso. Il serbo, oltretutto, non ispirerà mai la poesia dello svizzero, non riuscirà ad avere dalla sua gli eserciti di devoti ammiratori di sua maestà, ma ha vinto più di lui. Dato statistico che non spiega Federer e di sicuro non intacca la grandezza di un campione amato senza riserve, ma spiega moltissimo Djokovic e moltiplica i meriti di un fenomeno da studiare sino nei dettagli.
Perché, assodata l’irreplicabilità del giocatore di tennis, Nole Djokovic diventa un emblema, un esempio per chiunque e in qualsiasi campo della vita decida di non accontentarsi. Sia pur a livelli immensamente diversi da quelli di Mister 24 Slam. Tutti quelli – giovani e non – sempre pronti a trovare una scusa e a non mettersi in gioco, dovrebbero riguardarsi anche solo uno degli ultimi grandi tornei vinti da Nole. Più volte sul punto di cadere, più volte allo stremo delle forze, più volte oggettivamente sfavorito per condizione fisica, stanchezza e anche dato anagrafico, ma vincente.
Finché capisci che il punto non è vincere ma credere di poter vincere sempre.
Di Fulvio Giuliani
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