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title: Eugenio Monti e l’epopea del bob fra coraggio e generosità
description: Il bosco di Ronco meritava di essere conservato come parco pubblico dedicato ai valori sportivi affermati con vigore da Eugenio Monti
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date: 2024-07-18
author: Milèno Vezént
url: https://laragione.eu/life/sport/eugenio-monti/
categories: [Sport]
tags: [sport]
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# Eugenio Monti e l’epopea del bob fra coraggio e generosità

![Eugenio Monti](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/07/Evidenza-sito-1401-1024x639.jpg)

Il bosco di Ronco meritava di essere conservato come parco pubblico dedicato ai valori sportivi affermati con vigore da Eugenio Monti

**Di giorno il bosco di Ronco nascondeva la pista.** Nelle notti di prove e di gare le lampade al sodio rendevano la neve gialla, il ghiaccio verde pallido; persone e alberi giocavano con le gradazioni dello scuro. Incontravamo la pista senza protezioni: le tre curve del Labirinto, la Belvedere, la Bandion – dove già si raggiungeva una velocità elevata – prima dell’accelerata sul rettifilo, premessa dello spettacolo per le due tribune di legno appollaiate sopra la curva Antelao e in vista dell’altissima controcurva Cristallo. **Risuonavano le lamiere e dai pattini sprizzavano scintille sul ghiaccio riparato dai tendoni durante il giorno. Figure incolori, ascoltavamo i tempi intermedi e finali dagli altoparlanti che cantavano nel bosco di Ronco le gesta di Eugenio Monti, Sergio e Gildo Siorpaes, Romano Bonagura, Sergio Zardini, Renzo Alverà.**

**Il bob è segnato dall’epopea del Rosso Volante, come lo chiamò Gianni Brera per il colore dei capelli e l’audacia sportiva**. Non correva ancora sul bob ma sugli sci, giovanissima promessa negli anni di Zeno Colò. **Due gravi incidenti lo costrinsero al ritiro e lo spinsero a cimentarsi nel bob **(ma anche nelle corse automobilistiche) dove – con Alverà e Sergio Siorpaes (suo frenatore ma anche costruttore dei primi bob snodati tra i pattini anteriori e quelli posteriori) – **trionfò nei Campionati italiani, nei Mondiali e alle Olimpiadi tra il 1957 e il 1968.**

**Seguivamo le imprese dagli altoparlanti del bosco di Ronco e da ciò che i padri riferivano dai giornali, dove qualche foto sfocata in bianco e nero ci restituiva fattezze che restavano leggendarie. **Alle Olimpiadi di Innsbruck del **1964 Monti arrivò con l’oro di otto Campionati del mondo e i bronzi delle Olimpiadi di Cortina del 1956. La prima *manche* lo vide con Siorpaes al quinto tempo: gli inglesi Tony Nash e Robin Dixon avevano il secondo tempo dopo i canadesi. Alla fine della seconda *manche* erano in testa. **Nash andò a complimentarsi non con il suo *team*, ma con Beppe Righini, direttore della squadra italiana: «**Grazie a Monti siamo in testa, il suo gesto leale è la cortesia più grande ricevuta come sportivo in vita mia**». Durante la prima *manche* l’equipaggio inglese aveva perduto uno dei bulloni e rischiava di non poter proseguire, così Monti gli aveva fornito uno dei suoi di ricambio. **Alla fine del secondo giorno, dopo le ultime due *manche*, la somma dei tempi confermò gli inglesi al primo posto. **L’oro era sfuggito ancora una volta a Monti (bronzo), che al mugugno nazionalista della stampa rispose così: «**Nash non ha vinto perché gli ho dato il mio bullone. Ha vinto perché è andato più veloce**». Un gesto cavalleresco che gli valse la medaglia Pierre De Coubertin, istituita in quell’occasione per celebrare lo spirito sportivo.

Afflitto dalla scomparsa del figlio e colpito da una malattia che non perdona, **Monti si tolse la vita il primo dicembre del 2003 a Cortina.** Alla pista di bob disegnata negli anni Venti e aggiornata definitivamente per le Olimpiadi del 1956, fu dato il suo nome nel 2004. **Fu chiusa nel 2008: tramonto di uno sport e del suo eroe.**

**Il bosco di Ronco meritava di essere conservato come parco pubblico dedicato ai valori sportivi affermati con vigore da Eugenio Monti**. I battibecchi sovranisti sulla collocazione della pista di bob per le Olimpiadi 2026 dimostrano quanto siamo lontani dai suoi ideali sportivi: coraggio e generosità.

di *Milèno Vezént*
