F1, scandalo a sfondo sessuale alla Red Bull
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Scandalo in Formula 1: Christian Horner al centro di un’indagine per comportamenti inappropriati verso una dipendete del team Red Bull
F1, scandalo a sfondo sessuale alla Red Bull
Scandalo in Formula 1: Christian Horner al centro di un’indagine per comportamenti inappropriati verso una dipendete del team Red Bull
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F1, scandalo a sfondo sessuale alla Red Bull
Scandalo in Formula 1: Christian Horner al centro di un’indagine per comportamenti inappropriati verso una dipendete del team Red Bull
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AUTORE: Nicola Sellitti
Premessa: ogni due-tre anni in F1 viene fuori una storia interna al paddock che rischia di mettere a soqquadro una stagione. Questa volta tocca alla Red Bull, che a meno di dieci giorni dalla presentazione della vettura per il nuovo campionato si vede scoppiare tra le mani il caso di Christian Horner, il team principal del team, l’architetto dei successi di Max Verstappen – tre volte iridato – che, come riportato dalla testata olandese ‘De Telegraaf’, è al centro di un’indagine interna per comportamenti inappropriati verso una dipendente del team.
La prima fonte è stato il sito tedesco F1 Insider, che ha citato direttamente una comunicazione fornita da Red Bull Austria. Foto compromettenti a una dipendente: di questo si tratterebbe, la vicenda è estremamente seria e circostanziata, Red Bull ha assunto un avvocato esterno per la ricostruzione dei fatti, che una volta confermati, potrebbero portare alla fine dell’era Horner, ossia quasi 20 anni di successi: dal 2005 sotto la direzione tecnica di Horner Red Bull ha vinto sei titoli piloti e sette titoli costruttori, ha lanciato al vertice Sebastian Vettel, ha messo sulla mappa il talento straordinario di Max Verstappen. E anche per il campionato che parte tra qualche settimana, parte davanti a tutti.
Horner ha negato ogni addebito, non ha voluto dimettersi, come gli avrebbe consigliato il management di Red Bull. Sua moglie, Geri Halliwell delle Spice Girls, ha pubblicamente appoggiato il marito, dicendosi disperata per le accuse che gli sono state rivolte.
Si tratta di un potenziale terremoto, su cui si innesta – come riporta sempre il De Telegraaf, parecchio informato sui fatti anche per la vicinanza a cosa accade nella vita professionale di Verstappen – una potenziale resa dei conti: ha preso il comando della vicenda Red Bull Austria e non il dipartimento delle risorse umane della scuderia, che appartiene per il 51% alla proprietà tailandese (vicina a Horner), mentre il restante pacchetto azionario appartiene appunto a Red Bull Austria, che si affida, tra gli altri, a Helmut Marko come consulente, con poteri anche superiori a quelli di Horner. L’architettura azionaria di Red Bull quindi potrebbe essere un elemento di valutazione per inquadrare la vicenda i pessimi rapporti tra lo stesso Horner e Helmut Marko, che pure è finito al centro delle attenzioni mediatiche perché lo scorso anno ha definito “sudamericano” in senso dispregiativo il secondo pilota di Red Bull, Sergio Perez, a quanto pare non in grado di essere concentrato durante le qualifiche per i Gp come “gli europei” Verstappen e Vettel. Verstappen prese le difese di Marko, sostenendo che se la proprietà avesse licenziato il consulente austriaco, magari sarebbe andato via anche lui. Insomma, se le accuse fossero confermate, potrebbero incidere sull’assetto di potere in casa Red Bull. La strada delle dimissioni indicata a Horner fa intendere quale sia l’orientamento della proprietà.
Di Nicola Sellitti
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