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title: Ferrari, errori e condanne
description: La Ferrari conquista le prime pagine nel modo che non vorrebbe mai. Dopo essere tornata ai vertici, colpisce lo spreco di potenzialità.
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date: 2022-08-01
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Sport]
tags: [Evidenza, sport]
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# Ferrari, errori e condanne

![Ferrari, errori e condanne](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/08/Evidenza-sito-5.png)

La Ferrari conquista le prime pagine nel modo che non vorrebbe mai. Dopo essere tornata ai vertici, colpisce lo spreco di possibilità e di potenzialità.

**Quello che colpisce nella stagione della Ferrari non è tanto il Mondiale che si allontana**, sull’onda di una serie di errori in tutta franchezza non solo di una parte del team (**il pur straordinario Charles Leclerc ha molto sbagliato** e comunque tanto di più del suo rivale Max Verstappen, mentre la strategia rossa è ormai presa in giro a livello globale e la stessa macchina non è certo priva di difetti). **Quello che colpisce è lo spreco di possibilità e potenzialità, in un anno in cui la Ferrari è tornata impetuosamente ai vertici, sapendo interpretare forse meglio di tutti i nuovi regolamenti.**

Nonostante questo, nonostante un pilota di quelli che ne nascono uno ogni tanto, nonostante tecnici per anni sottovalutati e messi all’indice - rispetto ai “maghi” della Mercedes - il Mondiale è quasi andato. Anzi i Mondiali, piloti e costruttori. **Questo è un fatto, come è un fatto che ieri in Ungheria, per l’ennesima volta, le scelte strategiche su Leclerc si siano mostrate sbagliate in modo persino grossolano.** Anche quando bastava persino copiare quelle degli avversari. Il team principal, Binotto - persona di valore e rara educazione - è inevitabilmente rimasto nell’occhio del ciclone, in cui era finito dopo il GP di Gran Bretagna a Silverstone.

Ha le sue ragioni a ricordare come una strategia diversa sulla macchina di Sainz non abbia egualmente pagato, ma resta il fatto che - al momento della scelta suicida di montare gomme inefficienti -** Leclerc era abbondantemente in testa alla gara e aveva appena concluso l’ennesimo sorpasso-capolavoro della sua stagione**, sulla Mercedes di Russell.

**Il resto è storia, con il monegasco tristemente sesto, Verstappen trionfante in carrozza in un GP in cui era partito 10º e su una pista in cui la vulgata vuole impossibile una rimonta.** O quasi, perché di rimonte in Ungheria in realtà ne abbiamo viste, firmate da piloti che hanno fatto la storia di questo sport.

**La Ferrari spreca, la Ferrari è uno spreco e dato che la Ferrari non è una semplice scuderia del Mondiale, ma resta una nazionale su quattro ruote, la Ferrari conquista le prime pagine nel modo che non vorrebbe mai.**

**Ora che tutto sembra perduto, però, la memoria corre al ritorno del Mondiale dopo una vita Maranello, con il leggendario Schumi:** a Spa, il tedesco aveva appena subito il sorpasso più clamoroso della sua carriera - quello leggendario di Hakkinen ai suoi danni in Belgio, con il povero Zonta in mezzo - ma da allora la Rossa le vinse tutte, tornando a trionfare dopo 21 anni. **Quest’anno sarà forse impossibile, ma è quello che Maranello ha il dovere di provare a ripetere: far strabuzzare gli occhi a tutti noi. **È il destino-condanna di chiamarsi Ferrari.

Di* Fulvio Giuliani*
