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Ferrari, incubo senza fine. Leclerc furibondo, Hamilton depresso

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Ferrari, crollo di Charles Leclerc nella seconda parte del Gran Premio d’Ungheria. Leclerc furioso, Hamilton avvilito, un quadro desolante per la squadra

Ferrari

Ferrari, incubo senza fine. Leclerc furibondo, Hamilton depresso

Ferrari, crollo di Charles Leclerc nella seconda parte del Gran Premio d’Ungheria. Leclerc furioso, Hamilton avvilito, un quadro desolante per la squadra

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Ferrari, incubo senza fine. Leclerc furibondo, Hamilton depresso

Ferrari, crollo di Charles Leclerc nella seconda parte del Gran Premio d’Ungheria. Leclerc furioso, Hamilton avvilito, un quadro desolante per la squadra

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Leggevo basito delle possibili motivazioni dietro il crollo di prestazioni della Ferrari di Charles Leclerc nella seconda parte del Gran Premio d’Ungheria di ieri. Gara letteralmente buttata via, con corollario di sfuriata del pilota monegasco: gomme gonfiate più dell’ottimale, per evitare guai al fondo della vettura e una possibile squalifica (come in Cina…), novità aerodinamiche e strutturali che non funzionano o addirittura costringerebbero i tecnici a scelte agonisticamente suicide.

Un quadro desolante, in cui almeno Leclerc ha un motivo per infuriarsi e mandare a quel paese la squadra (più che comprensibilmente), prima di chiedere scusa per carità di patria e di stipendio.
Quanto al sette volte campione del mondo – lo ripeto per i frettolosi immemori, sette volte campione del mondo – Lewis Hamilton, ormai manco si arrabbia più ed è caduto in depressione.

Siamo praticamente certi sia strapentito di aver accettato un anno fa la corte di Maranello, dove ha trovato una squadra in stato di confusione tecnica ed organizzativa, come poche altre volte nella storia della Scuderia. Incredibile a dirsi, in questo sfacelo hanno appena confermato il capo.


Attenzione, è troppo facile dare ogni colpa allo svizzero Frederic Vasseur, ma se davanti a questo inferno tecnico e agonistico quello che si fa è allungare il contratto al massimo responsabile, delle due l’una: o si pensa che il suddetto capo debba e sappia fare piazza pulita (ma davvero pulita) rivoluzionando la squadra fino alle fondamenta o ci si arrende allo sfacelo e lo si reitera.

Volendo escludere la seconda ipotesi, dopo una domenica come questa e un simile weekend per Lewis – che ci rifiutiamo di credere sia venuto a prendersi la pensione in Italia – o i cambiamenti scattano da… ieri oppure sorge il fondato sospetto che non si sappia letteralmente più cosa fare.

Il che sarebbe devastante, non tanto per il presente abbondantemente andato, ma per un futuro almeno degno del passato.

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