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title: La fatica dei fratelli Abbagnale
description: Fatica, metodo, talento. Intervista a Giuseppe Abbagnale, presidente della Federazione Italiana Canottaggio
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date: 2022-10-24
author: Nicola Sellitti
url: https://laragione.eu/life/sport/fratelli-abbagnale/
categories: [Sport]
tags: [Evidenza, Italia, sport]
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# La fatica dei fratelli Abbagnale

![Fratelli Abbagnale](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Evidenza-sito-113.jpg)

Fatica, metodo, talento. Intervista a Giuseppe Abbagnale, presidente della Federazione Italiana Canottaggio

**Fatica, metodo, talento**. Ma c’è stato anche un qualcosa di intangibile tra **Napoli** e dintorni che ha reso il capoluogo campano l’**epicentro dello sport italiano negli anni Ottanta.** Il Napoli di Maradona, l’oro olimpico di Patrizio Oliva, scherma e pallanuoto ai vertici mondiali. **E ci sono stati gli Abbagnale**, maestri del canottaggio nella specialità due con, **due ori olimpici e sette mondiali vinti** tra il **1981 e il 1991**.

Su Rai3 è andato in onda il docufilm “Due Con” di **Felice Bagnato e Gianluca De Martino** girato al Circolo Nautico di Castellammare di Stabia sui leggendari fratelli nati a poche centinaia di metri, a Pompei. Dall’infanzia al lavoro nei campi sino ai **trionfi a cinque cerchi**, il racconto di una grande storia italiana dalla voce dei fratelli, dello zio (**Giuseppe La Mura**) che **li ha avvicinati al canottaggio** e di Peppiniello Di Capua, il timoniere dei trionfi. **Abbagnale primi al traguardo, la voce rotta dall’emozione di Giampiero Galeazzi**: **un pezzo di cultura *pop* **che ha raccolto milioni di spettatori davanti alla tv. **L’incastro perfetto**, per fratelli diversi l’un dall’altro, **partiti dal nulla**, che si allenavano all’alba, prima della scuola e poi fino al tramonto. **Che non sapevano neppure nuotare, prima di iniziare a vogare.**

«**La diversità caratteriale tra me e Carmine è stata decisiva** per i nostri successi. Io agonista, lui silenzioso e riflessivo. **Confronti duri, sinceri**, vite diverse, amicizie diverse. **Abbiamo litigato tanto, vinto di più**. Ci ha accomunato la voglia di sacrificarsi, il fuoco per arrivare lontano. **Resta questa la ricetta per emergere anche oggi**, anche se lo sport è cambiato tanto. **Più scientifico, meno spontaneo**, eppure resta la base per la crescita dei più giovani» spiega **Giuseppe Abbagnale**, il fratello maggiore, **presidente della Federazione Italiana Canottaggio**. «Da ragazzi si giocava anche in strada, i giovani erano più dinamici, mentre ora sono assuefatti agli *smartphone*. **Forse è inevitabile, lo comprendo, ma si perde in socialità».**

La vetrina dei trofei degli Abbagnale sarebbe stata meno ricca se Giuseppe si fosse ritirato dopo l’oro di **Seul 1984**. L’opzione era concreta: **per un dilettante, seppur fuoriclasse, c’erano poche garanzie per il futuro**. Impensabile oggi, **come se Gregorio Paltrinieri o Matteo Berrettini si ritirassero per un altro lavoro**. «Ero preoccupato per il mio futuro, pensai fosse meglio** far fruttare il diploma all’Isef** accettando l’incarico in qualche istituto scolastico del Nord. **Fui convocato dall’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi, poi ho remato fino al 1993**. Nel frattempo ho vinto un concorso alla Bnl per un posto in banca. Non volevo davvero ritirarmi:** c’era ancora amore per il canottaggio, che in famiglia resta una specie di religione**. Mio figlio è canottiere, mia figlia è cresciuta allenandosi sulle imbarcazioni, mio fratello Agostino ha lavorato come tecnico federale. E poi Carmine, **che per un periodo si è preso cura del Centro nautico a Castellammare di Stabia**, dove siamo divenuti grandi».

di Nicola Sellitti
