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title: Fuga dalla Nazionale, una cosa mai vista
description: "Fuga dalla Nazionale: dopo la caduta dell’opzione Pioli, ora c’è il casting, con una totale assenza di visione."
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date: 2025-06-10
author: Nicola Sellitti
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categories: [Sport]
tags: [calcio, Italia, sport]
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# Fuga dalla Nazionale, una cosa mai vista

![Fuga dalla Nazionale, una cosa mai vista](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/06/Fuga-dalla-Nazionale-una-cosa-mai-vista-1-1024x639.jpg)

2025-06-10 10:11:52

2025-06-10 08:11:52

Dopo giorni di intense trattative e dialoghi che si sono aggiunti a proteste, detti/non detti e riflessioni varie, Ranieri ha deciso di rifiutare la proposta della Figc. Quindi non sarà lui il nuovo allenatore della Nazionale

Claudio Ranieri ha detto “No” alla Nazionale. Dopo giorni di dialoghi e intense trattative che si sono aggiunti a proteste, detti/non detti e riflessioni varie, Ranieri ha deciso di rifiutare la proposta della Figc. Quindi non sarà lui il nuovo allenatore della Nazionale.

Caos totale. Sono giorni caotici quelli della Nazionale italiana di calcio. Dopo la clamorosa sconfitta per 3-0 contro la Norvegia nella prima partita di qualificazioni per i Mondiali 2026. E il “tempismo” della Federazione con l'esonero di Luciano Spalletti il giorno prima della partita Italia-Moldova (con Spalletti a guidare la squadra in panchina in quel match…).

Una scelta, quella di Ranieri, che per quanto a molti possa dispiacere, rimane comprensibile. Visto il “caso” che si era creato e il doppio ruolo (?) con la Roma.

Il doppio incarico - l’ipotesi principale su cui la Federazione italiana stava lavorando con la Roma pur di avere Claudio Ranieri come nuovo Ct - non ha evidentemente convinto fino in fondo il tecnico romano. Che ha scelto di avere per la prossima stagione un unico incarico: con la società giallorossa.

Ranieri ha infatti deciso quindi di mantenere la parola data alla famiglia Friedkin (della Roma). E di non assumere un doppio incarico, fra Roma e Nazionale.

“Ringrazio il presidente Gravina per l'opportunità, un grande onore, ma ho riflettuto e ho deciso di restare a disposizione della Roma nel mio nuovo incarico in modo totale” ha detto Ranieri all'Ansa.

“I Friedkin mi hanno dato il loro pieno supporto e appoggio per qualsiasi decisione avessi preso riguardo alla Nazionale. Ma la decisione è solo mia” ha aggiunto Claudio Ranieri.

Ora Gabriele Gravina, il presidente della Figc, proverà il tutto per tutto con Stefano Pioli, l’altro (possibile) candidato. Alla guida di una Nazionale che al momento si trova senza un condottiero. E senza una rotta da seguire.

di Filippo Messina

Ranieri rifiuta la proposta della Figc, non sarà il nuovo allenatore della Nazionale

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2025-06-10 11:06:30

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2025-06-10 11:05:29

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Nello sport, come in numerosi altri ambiti, esistono come minimo due versioni dell’Italia. Destinate a non incrociarsi mai, abituate a ignorarsi, convinte che non ci sia un’alternativa

Lo sport è sport, la politica, la politica economia e la formazione restano cose diverse. Eppure nello sport, come in numerosi altri ambiti, esistono come minimo due versioni dell’Italia. Destinate a non incrociarsi mai, abituate a ignorarsi, convinte che non ci sia un’alternativa.

Oggi l’Italia del tennis - non solo l’Italia del fenomenale Jannik Sinner - è l’Italia dell’impresa e della concorrenza. Il Paese che da decenni sorprende il mondo con la sua voglia di costruire sempre qualcosa di nuovo. Di andare oltre quelli che possono apparire limiti strutturali, in qualche misura invalicabili.

L’Italia del tennis è l’Italia della programmazione seria e duratura nel tempo, della selezione onesta, trasparente ed esigente dei più meritevoli, accompagnati nel loro percorso di crescita. Il che non significa lasciare indietro gli altri, ma riconoscere talenti, attitudini e differenti step evolutivi.

L’Italia del tennis non ha nulla di casuale, se escludiamo l’assoluta eccezionalità del numero uno al mondo. Fenomeni di quel tipo, come il suo grande avversario e nemesi Carlitos Alcaraz, vengono fuori ogni trenta o cinquant’anni e devono essere “solo” individuati e agevolati nel naturale percorso di crescita.

Il resto è programmazione, pazienza, lavoro. Un atleta come Lorenzo Musetti, appena un paio di gradini sotto Sinner, nell’Italia del tennis di prima si sarebbe perso, schiacciato da frette insensate, lavori sballati, coach inadatti. È solo un esempio, ma l’Italia di Musetti (come quella degli altri quattro, oltre lui e Sinner, nei primi 50 al mondo) è l’Italia delle Pmi che scala posizioni una dopo l’altra, arrivando dove il mondo non si aspettava di trovarla.

Poi c’è, ingombrante e monolitica, l’Italia che non cambia mai e ripete con costanza i suoi errori: l’Italia del calcio della Nazionale che non ha neppure il coraggio e la faccia di assumersi le proprie responsabilità e abbandona il capro espiatorio ad annunciare il suo stesso esonero. Uno spettacolo da record mondiale del cattivo gusto.

Quella è un’Italia che conosciamo molto bene: attaccata alla poltrona, improduttiva, sclerotica, gerontocratica, corporativa. Vizi vecchi di decenni, fenomeni carsici perché insiti in un pezzo dell’anima del Paese, con cui abbiamo deciso di non fare i conti.

Restando al mondo dello sport, quella che produce la surreale candidatura di Franco Carraro alla presidenza del Coni nel 2025. Per la cronaca, oltre altre mille cariche, Carraro è stato presidente del Coni dal 1978 al 1987 gestendo le Olimpiadi dei boicottaggi di Mosca e Los Angeles. Un’altra era geologica.

Non staremo qui a annoiarvi sottolineando se ci sentiamo più vicini alla programmazione del tennis o alla faciloneria del calcio. Il punto è che l’improvvisazione alla lunga finisce per corrompere tutto. Come con Luciano Spalletti, abbandonato prima domenica e poi in campo ieri sera con una prestazione svogliata e raffazzonata. Un’indecenza con un facile colpevole.

di Fulvio Giuliani

Le due versioni d’Italia, del tennis e del calcio

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2025-06-10 11:05:35

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