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title: &quot;Ginnastica dell&#8217;ipocrisia&quot;
description: La questione peso-sport, messa in luce dalle dichiarazioni di alcune ex farfalle della ginnastica ritmica, andrebbe affrontata senza ipocrisie
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date: 2022-11-08
author: Maruska Albertazzi
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categories: [Sport]
tags: [Evidenza, sport]
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# Ginnastica dell&#8217;ipocrisia

![Ginnastica dell&#039;ipocrisia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/11/Evidenza-sito-1-6.jpg)

La questione peso-sport, messa in luce dalle dichiarazioni di alcune ex farfalle della ginnastica ritmica, andrebbe affrontata senza ipocrisie.

**L’incendio che sta colpendo la ginnastica ritmica** grazie alle confessioni di Nina Corradini, che ha lasciato l’agonismo a causa di un disturbo alimentare legato alle umiliazioni subite dalle allenatrici e che avevano come obiettivo il suo corpo non sufficientemente magro, **rischia di essere un fuoco di paglia**. **A cominciare dalla replica di Federginnastica, che si dice completamente all’oscuro dei fatti**. «Solo tutti insieme» si legge nel comunicato affidato alla stampa «si possono affrontare questi intollerabili comportamenti e sradicarli dal mondo della ginnastica che è forte, sano e non ha spazio per chi non condivide i valori dello sport».

Parole belle e giuste, che sembrano sottintendere la totale estraneità dei vertici rispetto ai metodi utilizzati da allenatori e allenatrici della Nazionale. **Peccato che la ginnastica ritmica sia uno di quegli sport in cui la magrezza è un requisito essenziale per poter accedere ai livelli più alti nelle competizioni**, uno sport in cui l’aspetto dell’atleta si fonde con la *performance*, contribuendo a determinarne il successo.

Per magrezza qui non si intende un peso nella norma ma una composizione corporea in cui la percentuale di grasso è molto inferiore rispetto alla media delle coetanee. Per poter raggiungere questo risultato, di fatto innaturale eppur così determinante ai fini della loro carriera, **le atlete** – tolte le pochissime graziate da una struttura naturalmente molto esile – **hanno solo due possibilità: la dieta e l’allenamento intensivo**. A questi vanno aggiunti la pressione subita, le aspettative pressanti e il desiderio di non deludere nessuno, che portano naturalmente a condotte alimentari disturbate che spesso sfociano in disturbi alimentari veri e propri. Per quanto sia plausibile che Federginnastica non fosse a conoscenza dei metodi, alla luce di questi fatti **è difficile credere che non sapesse dei sacrifici sostenuti da tante ragazze** per poter mantenere quel corpo e, con esso, il posto in Nazionale.

E se questo è vero per la ginnastica ritmica, per la danza e il pattinaggio, lo è anche per tanti altri sport in cui il requisito del peso – anche se non essenziale come in queste discipline – è spesso ritenuto fondamentale dagli allenatori.** Il rito della “pesata” davanti alla squadra non è appannaggio delle “farfalle” azzurre ma è consuetudine di molte società sportive professionistiche**, calcio giovanile incluso. Per non parlare degli sport suddivisi in categorie di peso, in cui spesso un peso inferiore significa l’accesso a una categoria più prestigiosa, come nella lotta greco-romana.

Questo ovviamente non significa che questi sport andrebbero aboliti ma che **la questione peso-corpo nello sport andrebbe affrontata senza ipocrisie**, ammettendo la realtà di una mentalità diffusa e radicata che ha nel comportamento di alcuni allenatori solo il suo culmine.

 

*di Maruska Albertazzi*

 
