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title: Giochi che non sono mai stati un gioco
description: "Questa edizione delle Olimpiadi parigine è apparsa una distrazione: una distrazione da quel che accade in Ucraina, a Gaza e inferni limitrofi"
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date: 2024-08-13
author: Pino Casamassima
url: https://laragione.eu/life/sport/giochi-che-non-sono-mai-stati-un-gioco/
categories: [Sport]
tags: [Olimpiadi]
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# Giochi che non sono mai stati un gioco

![Giochi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/08/Giochi.jpg)

Questa edizione delle Olimpiadi parigine è apparsa una distrazione: una distrazione da quel che accade in Ucraina, a Gaza e inferni limitrofi

**La concessione della distrazione olimpica è terminata. Ché tale è apparsa** [questa edizione delle Olimpiadi parigine](https://laragione.eu/life/sport/adieu-paris-le-emozioni-piu-belle-delle-olimpiadi/)**: una distrazione da quel che accade in** [Ucraina](https://laragione.eu/evidenza/il-peggior-risveglio/)**, a** [Gaza](https://laragione.eu/esteri/scuola-gaza/) **e inferni limitrofi.** Tornerà l’autunno e diventeranno ricordo anche queste **Olimpiadi** moderne nate alla fine del “Secolo coi baffi”: quell’Ottocento che – morendo – aveva consegnato all’Europa una “Bella epoca”. Bellissima. Poi **Gavrilo Princip** fece il tiro al bersaglio a Sarajevo. E la Storia scoppiò nel cuore d’Europa, con una guerra che ne avrebbe poi generata un’altra.

**Arrivò quindi la Pace. P maiuscola.** Lunga otto decenni, nonostante i tanti focolai sparsi qua e là. I giornali torneranno dunque a dare spazio a quel che accade attorno a noi, con i nazionalismi che incalzano. Queste Olimpiadi saranno consegnate alla Storia come quelle disputate durante un evidente rigurgito dei nazionalismi e un allontanamento dello spirito unitario (che è peraltro omologo allo spirito olimpico): l’unico che può tenere lontani i conflitti fra un Paese e un altro o – come preferisce qualcuno – fra una nazione e un’altra. (Personalmente preferisco Paese perché – al contrario di nazione – non consente alcun ‘ismo’).

**Con un salto da *record* olimpico planiamo ora nell’VIII secolo a. C., quando nacquero i Giochi olimpici.** Giochi che avevano genesi nei riti funebri in una società – quale quella Greca – fortemente segnata dal culto dei morti. Nel XXIII libro dell’“**Iliade**” vengono raccontati quelli in onore di **Patroclo**. Lo spirito olimpico sarebbe rimasto acceso finché – a partire dal IV secolo d. C. – si spegnerà con la veloce cristianizzazione dell’Impero. Giochi che avevano debuttato nel 776 a. C. in quel Peloponneso destinato – manco a dirlo – a essere ricordato per una guerra senza fine fra Sparta e Atene. Trent’anni. Una lunghezza che – a quel che dice **Aristofane** – avrebbe generato la prima rivolta femminista. La suffragetta *ante litteram* Lisistrata aveva infatti lanciato lo slogan «Fate la guerra? E noi non ve la diamo più». Una *hippy*, insomma: «Fate l’amore, non la guerra».

**Ma torniamo alle Olimpiadi.** Quando il monoteismo trionfò sul politeismo con i suoi chierici usciti dalle catacombe e, diventato culto di Stato dell’Impero romano, vescovi, scrittori, e Cristofori vari (intesi come ‘portatori’, *alias* ‘testimoni’ di **Cristo**) sostennero che – come tutto il resto – anche quei residui di paganesimo (i giochi olimpici) andassero eliminati. Scesero in campo perfino **i *Patres ecclesiae***: ‘padri’ che intimarono ai figlioli (fedeli) di abbandonare quei loro ludi agonali. Per dire, **Agostino** (al momento solo *Pater*, non ancora santo) – *primus inter pares* fra quei *Patres* – condannò gli spettacoli atletici. Nel 393 d. C. **il meneghino Ambrogio** (pure lui non ancora santo) ricordò a **Teodosio** quei *desiderata* di **Agostino.** E fu la fine di quei ‘giochi pagani’. Per far meglio, Teodosio II ordinerà poi la distruzione di tutti i templi pagani, inclusi i luoghi delle **Olimpiadi**. Un furore iconoclasta – che ricorda quello talebano che cannoneggiò **i Buddha di Bamiyan** – contro i nemici del **Cristianesimo**. Erano insomma assai lontani i tempi delle persecuzioni leonine. Ma questa è una storia lunga, che va da **Giordano Bruno** alle ‘**streghe**’.

**Tornando alla fine dei Giochi olimpici, il fatto fu conseguente al rifiuto di una cultura che in buona sostanza coniugava etica ad estetica.** Il fatto atletico era infatti l’esaltazione di un’armonia che comprendeva anche poesia e filosofia. La **Musa** ispira a **Omero** versi immortali proprio per i giochi funebri, mentre nel dialogo “**Gorgia**” **Platone** descrive le *technai* per mantenere il giusto equilibrio fra fisico e anima.

di *Pino Casamassima*
