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title: Gioie emigranti
description: "Il Marocco ai Mondiali in Qatar: la vera rivelazione. Domani si giocheranno l'impensabile sfidando i Campioni del Mondo della Francia"
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date: 2022-12-13
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/life/sport/gioie-emigranti/
categories: [Sport]
tags: [calcio, Evidenza, qatar2022]
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# Gioie emigranti

![Marocco-Francia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/12/Evidenza-sito-3-5.jpg)

Il Marocco ai Mondiali in Qatar: la vera rivelazione e rivoluzione. Una squadra di migranti, nel senso più compiuto e bello che ci sia. Esattamente come noi italiani, anche se ci fa fatica ammetterlo.

[Il Marocco è indiscutibilmente la squadra del giorno, anzi del Mondiale](https://laragione.eu/life/sport/meravigliosa-storia-di-resistenza-del-marocco/). Perché è la prima africana a raggiungere le semifinali della Coppa del Mondo, risultato storico di suo e che non necessiterebbe di ulteriori commenti o approfondimenti. Un traguardo più o meno impronosticabile che ha già consegnato i ragazzi del ct Regragui a imperitura memoria, non solo dalle parti di Casablanca o Marrakech.

**C’è tanto altro, però, mentre domani i “Leoni dell’Atlante” si giocheranno l’impensabile sfidando i Campioni del Mondo in carica della Francia**. Un altro incrocio ricchissimo di spunti extra calcistici, dopo quello vinto con i rivali di sempre spagnoli. Contro la Francia, se possibile, lo scontro sarà ancora più “intimo”, opponendo i marocchini al Paese di cui parlano la lingua e le cui influenze culturali e coloniali sono indelebili, per quanto comprensibilmente respinte (almeno in buona parte) da una comunità orgogliosa della propria modernità e di essere un faro di stabilità e sviluppo nell’intera regione del Maghreb.

La Nazionale marocchina, peraltro, non può che restare ciò che è: una compagine di talenti sopraffini, che spesso il Marocco l’hanno conosciuto soprattutto attraverso i racconti dei genitori emigrati lontano dall’Africa. **Una squadra di migranti, nel senso più compiuto e bello che ci sia**: ragazzi che hanno scelto la casacca rossoverde per amore e convinzione, loro che in molti casi avrebbero potuto giocare anche per i Paesi d’adozione, il più delle volte vere e proprie potenze mondiali del pallone rispetto al Marocco. Che le stelle della Nazionale siano i più classici figli della diaspora – Zyech e Amrabat nati nei Paesi Bassi, Hakimi in Spagna, solo per fare tre nomi particolarmente noti – non fa che rafforzare il legame fra il gruppo creato da *mister* Regragui e un intero Paese. Quello che segue da casa le imprese di una squadra entrata già nella storia e quello, certo non meno orgoglioso e commosso, che ha festeggiato in cento diverse città sparse per il mondo. Italia compresa, **con la gioia coloratissima e irrefrenabile di Milano, Napoli, Torino e così via**. Una festa che proprio noi non possiamo che riconoscere, popolo di emigranti che osserva un altro popolo di emigranti far sue per una volta strade e piazze di un Paese straniero. Certo non sempre dolce di sale, anche con una delle comunità più numerose e integrate nei nostri confini.

Proprio noi italiani non dovremmo alzare il sopracciglio o riservare sorrisi di compatimento all’indirizzo delle feste marocchine. Consiglieremmo di dare un’occhiata a come reagirono i nostri connazionali ai Mondiali del 2006 in Germania, al trionfo azzurro in semifinale contro i padroni di casa. Ancora, **le feste in una moltitudine di ristoranti italiani in giro per il mondo o nelle infinite mini Little Italy al trionfo europeo di Wembley del 2021**. Toni, colori ed entusiasmo non appaiono certo dissimili da quanto abbiamo visto dopo la vittoria maghrebina sul Portogallo.

Anche se a volte ci infastidisce ricordarlo, **restiamo un popolo di emigranti che hanno fatto spesso fortuna e in quella festa marocchina** possiamo rivedere alcune piccole, innocenti rivincite che ci siamo presi nel tempo e soprattutto l’insopprimibile voglia di portare i figli lì, dove i genitori tante volte non hanno avuto neppure il coraggio di sognare.

 

*di Fulvio Giuliani*
