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title: Gli sportivi renitenti al vaccino
description: La fronda dei no-vax del pallone cresce. Rischiando, in caso di balzo nei contagi, di mettere in pericolo il calendario dei campionati.
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date: 2021-10-29
author: Nicola Sellitti
url: https://laragione.eu/life/sport/gli-sportivi-renitenti-al-vaccino/
categories: [Sport]
tags: [covid19, sport, vaccini]
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# Gli sportivi renitenti al vaccino

![Gli sportivi renitenti al vaccino](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/Evidenza-sito-40.png)

Sono sempre più i giocatori no-vax, non solo nel mondo del calcio ma anche nella Nba. A differenza di Serie A e Premier League, però, tutta la pallacanestro americana ha adottato una linea intransigente.

**La fronda dei no-vax del pallone cresce.** Rischiando, in caso di balzo nei contagi, di mettere in pericolo il calendario (e le finanze) dei campionati. In **Germania** si discute sulla **posizione no-vax** di **Joshua Kimmich del Bayern Monaco**: niente immunizzazione, non ci sono certezze sugli effetti a lungo termine; in futuro, chissà. Kimmich è un tipo controcorrente. Senza un agente si è seduto al tavolo per il rinnovo del contratto sino al **2025** con il Bayern. Assieme al compagno di squadra **Goretzka** ha fondato **“We Kick Corona”**, raccolta fondi per l’emergenza sanitaria prodotta dalla pandemia e impegno collettivo, si legge sul sito, contro la diffusione del Covid-19. Soldi, mobilitazione ma niente vaccino.

### Kalle Rummenigge, dirigente del Bayern, ha invitato Kimmich a cambiare idea, il suo allenatore, Julian Nagelsmann (positivo al Covid-19) invece lo ha difeso.

**Il caso Kimmich non è isolato.** Ce ne sono altri in **Bundesliga**, dove oltre il **90%** dei calciatori è vaccinato, quasi come in Serie A (98%) che pure annota qualche voce fuori dal coro (lo juventino **Rabiot** e alcuni giocatori di Inter, Udinese, Lazio), mentre è preoccupante il **68%** della **Premier League**. La Federcalcio tedesca ha esortato Kimmich a pesare la sua posizione no-vax: la campagna vaccinale in Germania ha prodotto sinora il 65% di immunizzati.

Inviti, raccomandazioni al vaccino ma nessun obbligo: è questo lo schema applicato in **Serie A** e in **Premier**. Posizioni legittime, che potrebbero rivelare qualche limite nella difesa del prodotto calcio in caso di crescita verticale di contagi o di focolai.

Nella **Nba** quasi tutta la forza lavoro è vaccinata, **oltre il 95% degli atleti**. Non mancano anche lì i **no-vax**: **Kyrie Irving**, star dei **Brooklyn Nets**, è stato messo fuori squadra, con salario assicurato (**41 milioni di dollari annui**). Per le regole dello Stato di New York – certificato di vaccinazione per gli atleti in occasione di allenamenti e partite casalinghe – Irving avrebbe potuto giocare solo le gare in trasferta dei Nets (negli Stati Uniti le disposizioni variano da città a città).

### Brooklyn ha scelto la linea dura con Irving, a differenza del Bayern Monaco con Kimmich o della Juve con Rabiot.

Ma è tutta quanta la Nba ad aver adottato una linea intransigente per tutelare il suo circo: vaccino obbligatorio per arbitri e staff; test quotidiani prima di allenamenti, viaggi e gare per gli eversori della doppia o tripla puntura. Per gli atleti no-vax, niente pranzi o cene nella stessa stanza di un collega vaccinato, rispetto di almeno due metri di distanza da qualsiasi altra persona, armadietto personale isolato e distanziamento sull’aereo.

Una specie di muraglia eretta intorno ai no-vax, a tutela del business: tra ticketing, diritti tv e merchandising lo scorso anno la Nba ha perduto, causa pandemia, circa **quattro miliardi di dollari**. La **Fifa** per i Mondiali in **Qatar del 2022** pensa all’obbligo vaccinale. Se riprende la corsa dei contagi, qual è l’exit strategy dei tornei europei?

 

Di *Nicola Sellitti*
