I voti alla leggenda. E alla domenica più bella
La domenica più bella proprio quella del 13 febbraio: nessuna insufficienza per gli azzurri, solo incredibili emozioni e tanta soddisfazione. Ecco le pagelle
I voti alla leggenda. E alla domenica più bella
La domenica più bella proprio quella del 13 febbraio: nessuna insufficienza per gli azzurri, solo incredibili emozioni e tanta soddisfazione. Ecco le pagelle
I voti alla leggenda. E alla domenica più bella
La domenica più bella proprio quella del 13 febbraio: nessuna insufficienza per gli azzurri, solo incredibili emozioni e tanta soddisfazione. Ecco le pagelle
Che voto mai si può dare alla Divina? Federica Brignone (10 e lode) era già la storia delle Olimpiadi con l’oro in SuperG, ora con il bis in gigante, dominato dalla prima all’ultima porta, entra di diritto nella trinità azzurra dello sci italiano, con Alberto Tomba (è pari nel conto delle medaglie olimpiche, sono cinque..) e con Deborah Compagnoni. Ha scritto la Storia con un ginocchio e mezzo, forse. Leggenda.
(Mona)Lisa Vittozzi (10+) ha centrato l’oro a 46 minuti dal trionfo di Brignone. Una versione sulle nevi del duo Jacobs-Tamberi ai Giochi di Tokyo 2020, ossia un pezzo di leggenda dello sport italiano. E’ la stella italiana all time del biathlon, vincendo, oltre l’oro ai Giochi, anche Mondiali e Coppa del Mondo generale. Nessuna come lei.
Federico Pellegrino (10) nella rincorsa al finlandese Anttola nell’ultima frazione della staffetta di sci di fondo ha messo dentro ogni fibra muscolare, erano quattro anni che pensava a questa gara. E’ stato il mentore di una nuova generazione dello sci di fondo italiano, portando sul podio olimpico Barp, Graz, Carollo.
Il duo Sommariva (8) e Moioli (9) hanno saputo emozionare, in particolar modo la fuoriclasse dello snowboardcross, che ha recuperato totalmente dal trauma facciale, centrando la quarta medaglia in tre edizioni dei Giochi. Ha vinto tutto, ma sottovoce.
La prova di Federica Brignone ha spinto fuori dal podio del gigante per pochi millesimi Lara Della Mea (8), che dovrà superare la delusione olimpica: è forse lei l’atleta del ricambio, perché Federica ha saputo battere il Tempo come pochi, ma conta 36 anni, Goggia va per i 33 anni, aspettando Anna Trocker e la sfortunata Giada D’Antonio, almeno per gigante e speciale.
Per Sofia Goggia (7) il bilancio olimpico è sufficiente, considerando la sua grande condizione di forma e lo spessore della bergamasca, che in gigante ha fatto anche bene, a 25 centesimi dal podio. Il suo rimpianto è l’uscita in Super G, dove stava letteralmente dominando. E’ mancato qualcosa, sempre in bilico tra grandezza e cadute. Ma è una fuoriclasse, ha ancora cartucce da sparare.
di Nicola Sellitti
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- Tag: milanocortina2026, Olimpiadi
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