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title: Lo sguardo di un fotografo non vedente alle Paralimpiadi
description: "João Batista Maia da Silva, il fotografo non vedente giunto alla sua terza Paralimpiade: un memento per l'umanità"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/09/Evidenza-sito-26.jpg
date: 2024-09-19
author: Angelo Annese
url: https://laragione.eu/life/sport/il-fotografo-non-vedente-alle-paralimpiadi/
categories: [Sport]
tags: [disabilità, sport]
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# Lo sguardo di un fotografo non vedente alle Paralimpiadi

![João Batista Maia da Silva](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/09/Evidenza-sito-26.jpg)

João Batista Maia da Silva, il fotografo non vedente giunto alla sua terza Paralimpiade: un memento per l'umanità

Anche questa volta **le Paralimpiadi appena concluse sono state un *memento* per l’umanità**, per non dimenticare che ognuno di noi può superare i propri limiti mettendo in campo le proprie doti e virtù. Per dodici giorni gli obiettivi di tutto il mondo sono stati puntati su atleti che si sono sfidati nelle discipline più disparate. Fra loro anche il brasiliano **João Batista Maia da Silva, 49 anni, fotografo non vedente giunto alla sua terza Paralimpiade**.

**Sul suo profilo Instagram (@fotografiacega_, in portoghese vuol dire fotografia cieca), racconta l’evento con una serie di scatti**. E in un *post* cristallizza e celebra la sua emozione con queste parole: «Essere alle Paralimpiadi di Parigi 2024 è stato uno dei momenti più emozionanti della mia vita. Ogni fotografia che ho scattato, ogni sguardo che ho incontrato e ogni vittoria a cui ho assistito ha generato in me una sensazione indescrivibile. **È stato molto più che essere lì, è stato vivere e sentire l’essenza di ogni atleta, il trionfo, la grinta e le storie di vita dietro ogni movimento.** (...) Voglio ringraziare tutte le persone che mi stanno seguendo, incoraggiando e sostenendo, persone che credono nel progetto della fotografia cieca».

**Maia da Silva ha perso gran parte della sua capacità visiva a 20 anni dopo aver contratto un’uveite**, un’infiammazione dell’uvea (lo strato vascolare fra la sclera e la retina) che può appunto portare alla cecità. Dopo la malattia ha sviluppato maggiormente gli altri sensi, in special modo l’udito. E **sono proprio le orecchie a guidarlo nei suoi scatti**: per decidere quando e in quale direzione fotografare, Maia da Silva presta la massima attenzione a ogni suono che percepisce attorno a lui. Nello sport ogni rumore conta e racconta un’emozione: un gemito, un urlo, un respiro particolarmente affannoso, ogni suono ha un suo significato ed ecco che il fotografo brasiliano, come spiega lui stesso, trasforma i suoni in immagini. A Parigi si è avvalso dell’aiuto di un assistente che gli ha descritto la scena, i colori, le trame, gli angoli e le espressioni. Tutti elementi che lo hanno aiutato ad amplificare il più possibile le proprie capacità percettive.

«**Il nostro corpo dà segnali inequivocabili, per esempio quando ci emozioniamo il cuore accelera, batte più forte**. (...) La fotografia cieca è un modo come un altro per sperimentare e rendere tangibili le nostre capacità percettive latenti» ha detto Maia da Silva. Per credere a ogni sua parola ci basta ammirare i suoi scatti incredibilmente vividi. Si potrebbe affermare che il suo talento per la fotografia sia la diretta conseguenza di un talento innato per i sentimenti.

**Maia da Silva non può vedere, ma riesce a cogliere ogni situazione grazie al suo udito e alle sue sensazion**i. Lascia davvero meravigliati osservare l’accuratezza delle sue fotografie, fotografie che stupiscono specialmente per l’attenzione ai particolari e per l’abilità compositiva: «**La mia fotografia si basa più sui miei sentimenti, sulle mie sensazioni e sulle mie emozioni. Senza tenere conto della vista**» racconta il fotografo sotto uno dei suoi *post*. «Uso le mie percezioni per trasformare i suoni in immagini e tutto è possibile perché faccio parte di una squadra meravigliosa».

Un dettaglio molto peculiare che ci rende manifesta la sensibilità di Maia da Silva è che sotto ogni suo *post* viene inserita una **didascalia dettagliata dell’immagine con descrizioni accurate che raccontano la fotografia in ogni suo particolare**, spaziando dai colori alla luce, dall’angolazione dello scatto alla profondità a cui sono posizionate le figure e gli oggetti presenti nella foto. In questo modo rende l’immagine fruibile anche per chi, come lui, non può osservarla ma soltanto ‘ascoltarla’.

*di Angelo Annese*
