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title: Il lungo, dolcissimo addio di Rafa
description: "Dopo 20 anni di successi c'è tanta epica e sentimenti sinceri nel saluto di Rafael Nadal, sommerso da un amore viscerale."
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date: 2024-05-11
author: Nicola Sellitti
url: https://laragione.eu/life/sport/il-lungo-dolcissimo-addio-di-rafa/
categories: [Sport]
tags: [sport, Tennis]
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# Il lungo, dolcissimo addio di Rafa

![Rafael Nadal](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Rafael-Nadal.jpg)

Dopo 20 anni di successi c'è tanta epica e sentimenti sinceri nel saluto di Rafael Nadal, sommerso da un amore viscerale

Non riesce ad ammettere - prima a se stesso, poi ai tifosi - di essere davvero ai titoli di coda, mentre è sommerso da un amore mai così viscerale. Un amore che sale di colpi a ogni sconfitta, dopo 20 anni di successi, di leggenda. **C’è tanta epica e sentimenti sinceri nel saluto di Rafa Nadal** ai tornei vinti decine di volte in carriera. Come gli Internazionali d’Italia, vinti appunto 10 volte dal fenomeno maiorchino, spazzato via oggi da Hurkacz (6-1, 6-3). Sul centrale del Foro Italico si è ovviamente vista una versione depotenziata dal mancino spagnolo, che non spinge più come prima. E come potrebbe: qualsiasi altro essere senziente sulla Terra sarebbe già ai box a curare il piede martoriato dalla malformazione che Nadal si porta dietro praticamente da sempre, che non gli ha impedito di essere una leggenda. Lui invece va avanti fino a quando ha programmato, senza mai cedere al dolore.

Un fiume di gente a Roma l’ha salutato, le immagini sono visibili sui social. Lui, Nadal, travolto dalla passione, in conferenza stampa, in balia dei sentimenti, **ha addirittura lasciato l’ennesima porticina aperta di tornare il prossimo anno**, a quasi 39 anni, con le articolazioni fuori uso, perché la passione è ancora forte e per lui Roma, sul rosso, viene solo dopo il Roland Garros, vinto 14 volte. E che, dice, non sa se giocherà, tra una manciata di giorni.

Ma anche a Madrid, due settimane fa, l’omaggio infinito a Rafa ha lasciato il segno. E anche in Australia, prima di tirarsi fuori dagliAustralian Open per infortunio. **E’ più amato ora, dolorante, lacerato e spesso sconfitto, rispetto a quando era stimato, rispettato, anche temuto per la sua grandezza**. Se Roger Federer era il naturale beniamino di ogni tifoseria perché lo charme tecnico dello svizzero è (e sarà) inarrivabile per chiunque, Nadal è sempre stato il muro invalicabile. Ora invece il re è nudo, con i suoi dolori. E quindi il pubblico gli è vicino, lo sostiene, lo coccola nelle sconfitte.

Un addio di questo tipo è davvero un unicum nello sport mondiale. Federer ci ha lasciato con un videomessaggio, senza argomenti, senza poter interiorizzare il lutto sportivo. E’ paragonabile a quello di Nadal solo il commiato di Kobe Bryant con il “farewell tour” nel 2016, esaltato nell’ultimo anno di Nba in tutti i palazzetti dello sport, anche in quelli dove è stato sportivamente detestato, come al ‘Garden’ dei Boston Celtics, gli avversari di sempre dei Los Angeles Lakers. In Italia abbiamo visto qualcosa di simile nel commiato lungo mesi a Roberto Baggio, altro eroe popolare come il tennista spagnolo, anche se il Codino non comunicò a inizio stagione che avrebbe lasciato. Furono le ginocchia a decidere per lui. Era un altro, come Rafa, che è stato costretto a mollare da infortuni, calcificazioni, infiltrazioni, dolore. Ma che ci ha regalato momenti di eterna bellezza.

Di *Nicola Sellitti*
