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title: Il regno di Lebron James
description: "Lebron James è il miglior marcatore della storia della Nba ma il suo è un regno ventennale, che parte da lontano: il vero volto del basket Usa"
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date: 2023-02-09
author: Nicola Sellitti
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categories: [Sport]
tags: [basket, Evidenza, sport]
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# Il regno di Lebron James

![Il regno di Lebron James](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/02/Evidenza-sito-2-1.jpg)

Lebron James è il miglior marcatore della storia della Nba ma il suo è un regno ventennale, che parte da lontano: il vero volto del basket americano

Il Re alla fine si è messo la corona sul capo. **Il regno di Lebron James in realtà dura da 20 anni**, da quando ha messo piede sui parquet Nba con la casacca dei Cleveland Cavs. **Ora è il miglior marcatore nella storia della Nba**, ha superato un totem come Kareem Abdul Jabbar, il simbolo (con Magic Johnson) dei Lakers dello Showtime degli anni ‘80. Presto arriverà a 40 mila punti, è già in testa a tutte le altre classifiche, gli manca solo di raggiungere ancora Jabbar anche nella classifica delle partite giocate, gliene mancano poco più di 150. Fin qui i numeri.

**Lebron però va oltre, è il manifesto ventennale della Nba**, è la fotografia di una lega che negli anni è cresciuta, si è allargata a Oriente, in Europa, in Australia. Una lega che fattura dieci miliardi di dollari annui. E’ il volto del basket americano, vende ancora più magliette di tutti, anche dei giovani fenomeni che gli crescono intorno.

**Con il primato strappato a Jabbar si è compiuto il disegno**, la traiettoria della sua leggendaria carriera, partita da un ghetto di Akron, Ohio, a un passo da Cleveland, senza conoscere il padre, con la mamma divisa tra più lavori per garantirgli pranzo e cena. Il basket è stata la sua arma per non vedersi più alle spalle morti, feriti, povertà. **Una storia comune a tanti atleti afroamericani della lega**. Ma Lebron è diverso, il suo talento è diverso. Due decenni a gestire la pressione del successo a tutti i costi, l’aspettativa, il peso degli haters sulle sue sconfitte, la freschezza delle nuove generazioni. E un patrimonio infinito, lievitato con il suo fiuto per gli affari che l’ha portato a creare marchi, agenzie di entertainment, siglare un contratto a vita con Nike da un miliardo di dollari.

C’è anche per lui l’altro lato della luna: **una personalità debordante**, una conoscenza del gioco così approfondita da annullare la distanza con l’allenatore di turno, depotenziato a piacimento, qualora non godesse della fiducia del Re, a cui la Nba ha anche dedicato un logo per il primato sfilato a Kareem.

**LeBron e la Nba sono un riuscito caso di osmosi tra brand giganteschi che non si sono mai fatti concorrenza**. LeBron è stato atteso e accolto come il Messia dalla Nba. Era già il potenziale padrone della lega mentre andava in diretta nazionale con la sua squadra del liceo e Sports Illustrated, la Bibbia dello sport americano, gli confezionava copertine su misura. Poi James è ulteriormente cresciuto e quando si è posto in prima fila sul tema razzismo, oppure nella sua attività sociale per garantire l'istruzione ai figli delle famiglie meno abbienti, la Nba l'ha appoggiato. **Anche quando le scelte di James sono state assai discusse**. Anche grazie a questa convivenza, la Nba è diventata un globetrotter che fattura tra i dieci e i 12 miliardi di dollari l'anno, lui invece è ben oltre il miliardo di dollari guadagnati in carriera.

**Dunque, un predestinato. The Chosen One, poi The King, erede tecnico e mediatico di Michael Jordan**, anche se James è di diversa specie rispetto a MJ, più uomo squadra, vincente con metodi meno verticali rispetto al 23 dei Bulls. Forse, come Jordan, presto avrà una squadra di proprietà, a Las Vegas forse, perché gli affari gli stanno a pennello, come la canotta su un campo da pallacanestro.

Il record strappato a Kareem è in ogni caso la ciliegina sulla torta dopo quattro anelli, nove finali Nba in fila tra il 2010 e il 2018 e la sfida, vinta nel 2016 con Cleveland sui Golden State Warriors di Steph Curry, Klay Thompson, Draymond Green, cioè la squadra più forte di sempre, assieme ai Bulls di Jordan. **Ma è la storia vincente con Cleveland a collocarlo nel mito**. Città conosciuta come The Mistake on the Lake, non esattamente ricca come New York o bella come Venezia o Napoli, ma che** grazie al ritorno del Re nel 2014 ha visto generarsi sotto i suoi occhi un giro d’affari, solo per il ritorno, da 500 milioni di dollari** e ha vinto il primo titolo Nba nella sua storia.

**All’esterno della Quicken Loans Arena, il palazzetto dei Cavaliers, c’era lo slogan “We are all Witnesses”**, ovvero “siamo tutti testimoni” dell’immensità di Lebron, una meravigliosa macchina di basket e dollari con un fisico da giocatore di football e con una cura maniacale del corpo. Forse non vincerà il titolo con i Lakers. Ma poche ore fa ha scritto l’ultimo grande capitolo della sua vita sul parquet. Aspettando poi tutto il resto. Imprenditore, proprietario di una squadra. Chissà, un potenziale candidato al Congresso.

*di Nicola Sellitti*

 
