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title: Il titolo, i fenomeni e il ragazzo che non c’entrava nulla
description: "Nicholas Daniel Latifi: il ragazzo che ha deciso il Mondiale 2021 di Formula 1 la scorsa domenica, al termine di una gara incredibile."
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date: 2021-12-14
author: Diego de la Vega
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categories: [Sport]
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# Il titolo, i fenomeni e il ragazzo che non c’entrava nulla

![Il titolo, i fenomeni e il ragazzo che non c’entrava nulla](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/Nicholas-Daniel-Latifi.png)

Nicholas Daniel Latifi: il ragazzo che ha deciso il Mondiale 2021 di Formula 1 la scorsa domenica, al termine di una gara che ha dell'incredibile.

**Nicholas Daniel Latifi,** chi era costui? **Il giovanotto che decise il Mondiale 2021**, ergendosi a involontario e del tutto casuale arbitro nella sfida titanica fra **Max Verstappen** e **Lewis Hamilton**. L’oscuro carneade, 26enne pilota della nobile decaduta **Williams**, è colui che – perdendo il controllo e andando a sbattere a pochi giri dal termine della gara decisiva di **Abu Dhabi** – ha innescato l’insieme di circostanze che hanno permesso a **Max Verstappen** di sferrare lo storico e decisivo attacco al campione del mondo uscente.

**Tutto questo nell’unico giro superstite del Gran Premio**, dopo **la neutralizzazione della gara** a causa proprio del botto di **Latifi**. Intendiamoci, se la **Mercedes** non avesse commesso **un errore capitale**, scegliendo di non cambiare le gomme di **Hamilton** in regime di **safety car**, il **Mondiale** avrebbe potuto prendere un corso completamente diverso. Questo, però, è il senno di poi con cui Napoleone avrebbe vinto a Waterloo, e non si fa la storia. Neppure quella ‘minima’ dello **sport** e della **Formula 1**. Caso, sorte, fortuna, chiamatela come preferite, sta di fatto che sotto stress devi essere il più veloce a interpretare la realtà e in quei secondi decisivi non è quasi mai questione di ‘lato b’.

**Il neo-campione del mondo olandese** e la **Red Bull** si sono dimostrati perfetti e questo è un fatto, così come l’attacco vincente di **Max** a **Lewis**, forse nel tratto meno prevedibile di quell’ultimo, fatale giro. Si è chiuso, così, **il più incredibile campionato del mondo dell’era recente** e uno dei più emozionanti in assoluto, di cui già molto abbiamo parlato una settimana or sono, dopo **l’incredibile Gp dell’Arabia Saudita**.

Tutto ciò che abbiamo scritto sulle personalità divergenti dei due contendenti resta, con un **Hamilton** personaggio globale da tanto e destinato a restarvi a lungo e un **Verstappen** che sarà chiamato da adesso in avanti a costruirsi una personalità che sappia andare oltre l’indiscutibile talento in pista. Questa, comunque, è un’altra storia, come ci sarà tempo per analizzare le mille sliding door di una stagione pazzesca che ha saputo recuperare in extremis una parvenza di sportività.

**Verstappen e Hamilton**, dopo essersi fatti e detti di tutto in pista e un po’ anche fuori, sono riusciti a riservarsi delle parole di rispetto alla fine del duello. Apparentemente formali, ma importanti per stabilire un punto fermo. I due, del resto, hanno rischiato ripetutamente di superare e di molto i limiti dell’agonismo e della sana rivalità sportiva, in una disciplina in cui non è esattamente la migliore idea affrontare **curvoni a 260 km/h** con l’idea di mandar fuori pista l’avversario o almeno di non far nulla per impedirlo.

Sarà importante, anche **in vista di una prossima stagione** in cui **tutto cambierà dal punto di vista tecnico**, con il nuovo regolamento e macchine profondamente rinnovate nella sostanza e anche nelle linee. Abbiamo un nuovo campione del mondo e il lungo impero di Lewis si è interrotto, con la promessa di ulteriori, entusiasmanti battaglie. **Sempre che il britannico trovi le riserve mentali necessarie a riprendersi il titolo**, cosa non scontata e del tutto indipendente dai contratti firmati con la scuderia.

**L’Olanda**, nel frattempo, può impazzire per il suo idolo che domenica ha persino mostrato moti di umana commozione. Un po’ sorprendenti, considerato l’approccio robotico alla carriera di questo ragazzo programmato per vincere. Del resto, è fatale: **papà Jos** ha portato il figliuolo sul tetto del mondo – piacciano o non piacciano i suoi metodi, e a noi non piacciono – ma d’ora in avanti comincerà un nuovo capitolo. Forse, come insegna **Andre Agassi**, anche una nuova vita.

 

di *Diego de la Vega*
