Iran, la protesta silenziosa della nazionale femminile di calcio che in Australia non canta l’inno. I tifosi iraniani dopo la partita: “Salvate le nostre ragazze!” – IL VIDEO
In silenzio, durante l’esecuzione dell’inno: il sindacato mondiale dei calciatori lancia l’allarme sulla sicurezza delle giocatrici della nazionale di calcio femminile dell’Iran. E i tifosi iraniani dopo il match gridano: “Salvate le nostre ragazze!”
In silenzio, durante l’esecuzione dell’inno nazionale.
Il sindacato mondiale dei calciatori lancia l’allarme sulla sicurezza delle calciatrici della nazionale di calcio femminile dell’Iran, che ha perduto una partita valida per la Coppa d’Asia (si giocava in Australia) contro le Filippine.
Ma non è la sconfitta a far temere per la tutela delle atlete. Piuttosto la loro scelta di restare a bocca chiusa durante l’inno nazionale iraniano, prima del calcio d’inizio della partita. Decisione evidenziata dal presentatore della tv di stato di Teheran, Mohammad Reza Shahbazi.
Shahbazi le ha bollate come “traditrici in tempo di guerra”, alludendo ovviamente al conflitto in atto con Usa ed Israele, successivo alla morte dell’ayatollah Ali Khamenei ed argomentando che con il loro silenzio avrebbero raggiunto “l’apice del disonore”.
Il video delle calciatrici iraniane in silenzio è rimbalzato sui media, così come le immagini del bus che porta via dallo stadio le calciatrici, circondato da espatriati iraniani che gridavano “Salvate le nostre ragazze!”.
Nel frattempo anche in Australia si teme per la loro incolumità: oltre 66mila persone hanno firmato una petizione chiedendo al governo nazionale di garantire sulla sicurezza delle calciatrici i giocatori, che si trovano sulla Gold Coast, nel Queensland.
di Nicola Sellitti
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