Iran, l’Australia concede l’asilo politico a cinque calciatrici iraniane che non avevano cantato l’inno
La loro, insieme alle compagne di squadra, è stata una protesta silenziosa: durante una partita di calcio di Coppa d’Asia disputata in Australia, hanno deciso di non cantare l’inno nazionale del Paese: l’Iran
Iran, l’Australia concede l’asilo politico a cinque calciatrici iraniane che non avevano cantato l’inno
La loro, insieme alle compagne di squadra, è stata una protesta silenziosa: durante una partita di calcio di Coppa d’Asia disputata in Australia, hanno deciso di non cantare l’inno nazionale del Paese: l’Iran
Iran, l’Australia concede l’asilo politico a cinque calciatrici iraniane che non avevano cantato l’inno
La loro, insieme alle compagne di squadra, è stata una protesta silenziosa: durante una partita di calcio di Coppa d’Asia disputata in Australia, hanno deciso di non cantare l’inno nazionale del Paese: l’Iran
La loro, insieme alle compagne di squadra, è stata una protesta silenziosa: durante una partita di calcio di Coppa d’Asia disputata in Australia, hanno deciso di non cantare l’inno nazionale del loro Paese.
L’Iran.
Dopo la partita, molti tifosi iraniani presenti hanno circondato il pullman dove si trovavano le giocatrici urlando: “Salvate le nostre ragazze!”.
Questo perché la decisione, coraggiosissima, delle calciatrici ha avuto subito delle conseguenze nel loro Paese.
In particolare, la loro scelta è stata – parecchio – evidenziata da Mohammad Reza Shahbazi, il presentatore della tv di Stato iraniana.
Shahbazi le ha definite “traditrici in tempo di guerra”.
Dopo quanto accaduto e a seguito delle minacce ricevute, cinque calciatrici della nazionale iraniana hanno lasciato l’hotel della squadra e hanno chiesto l’asilo politico a Canberra.
Poco dopo, Donald Trump ha invitato l’Australia a concedere tale asilo: “Ho parlato con il premier”, ha scritto il presidente statunitense in un post pubblicato online.
Ora è arrivata la notizia: le cinque calciatrici iraniane hanno ottenuto l’asilo politico in Australia.
Lo ha reso noto il ministro degli Interni di Canberra.
Il calcio no, non è “solo un gioco”.
E (purtroppo) è spesso strettamente collegato alla politica e agli eventi internazionali.
di Filippo Messina
La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!
Leggi anche