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L’oro di Federica Brignone fa la Storia dello sport

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Con lo splendido oro in SuperG a Milano Cortina 2026 Federica Brignone va in una dimensione parallela, quella occupata da pochi, pochissimi nello sport

L’oro di Federica Brignone fa la Storia dello sport

Con lo splendido oro in SuperG a Milano Cortina 2026 Federica Brignone va in una dimensione parallela, quella occupata da pochi, pochissimi nello sport

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L’oro di Federica Brignone fa la Storia dello sport

Con lo splendido oro in SuperG a Milano Cortina 2026 Federica Brignone va in una dimensione parallela, quella occupata da pochi, pochissimi nello sport

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“È bello non sapere cosa scrivere, cosa dire, cosa pensare. Si resta a bocca aperta davanti a Federica Brignone. Vedendo spuntare dalla nebbia delle Tofane questa campionessa senza limiti.

Un anno fa sembrava finito tutto, oggi trionfa alle Olimpiadi, in casa, su una delle piste più difficili e belle della terra.

Non un SuperG, un capolavoro che vale la Storia del nostro sport. Senza enfasi, senza esagerazioni, solo ammirazione. Tanta, profonda, senza limiti. Come lei”.

Questo l’ho scritto ieri, di getto, non sapendo quasi come riordinare le idee davanti a una delle gare più intense, meravigliose che mi sia mai capitato di seguire alle Olimpiadi. E non solo. Federica Brignone va in una dimensione parallela, quella occupata da pochi. Pochissimi.

Lo so, lo so: era già lì, in virtù della marea di vittorie, delle due Coppe del mondo, dei Mondiali e di tutto quello che volete. Ma le Olimpiadi sono le Olimpiadi.

Se Tomba e Compagnoni sono stati e restano Tomba e Compagnoni lo devono ai giochi, così come Sofia Goggia.

Non era giusto, non era consono al mondo dello sport che una simile campionessa chiudesse in una gara ignota, lontana dagli occhi di tutti, disintegrandosi una gamba.

Ieri tutto è tornato al suo posto. L’unico che le compete, sul gradino più in alto del podio.

Era il giorno, quello per cui ha affrontato una ripresa apparentemente impossibile, al punto che presentarsi al cancelletto appariva già un risultato enorme. Ieri ha vinto, ha vinto le Olimpiadi in casa.

Non c’è di più, semplicemente non c’è niente di più e non riusciamo a calcolare quest’oro del nostro seppur splendente medagliere.

È una storia a parte, arriva da tempi lontani, da quando lo sport era più raccontato che visto. Una vittoria non da III millennio, un’impresa alla Coppi-Bartali, Pelé in bianco e nero. Sono i racconti dei nostri nonni di campioni che non si vedevano praticamente mai e sbucavano dalle pagine dei giornali o dalle radio per emozionare e coinvolgere. Come Federica Brignone ieri dalla nebbia delle Tofane.

Siamo a quei livelli, una vittoria diversa, un’emozione impareggiabile. Una storia da raccontare ai nipotini.

A Italia ‘82 c’era Sandro Pertini, ieri Sergio Mattarella era a Cortina, forse sentiva qualcosa. Chissà.

Non stiamo esagerando, ci stiamo solo lasciando trasportare dal racconto della medaglia più bella che ci sia.

di Fulvio Giuliani

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