La nostra signora del tennis
Lea Pericoli, la nostra signora del tennis per 20 lunghi anni. «Ho sempre saputo osare, con intelligenza»: in sei parole, tutta Lea Pericoli
La nostra signora del tennis
Lea Pericoli, la nostra signora del tennis per 20 lunghi anni. «Ho sempre saputo osare, con intelligenza»: in sei parole, tutta Lea Pericoli
La nostra signora del tennis
Lea Pericoli, la nostra signora del tennis per 20 lunghi anni. «Ho sempre saputo osare, con intelligenza»: in sei parole, tutta Lea Pericoli
C’è stato un tempo in cui il tennis femminile non era una questione affidata a perticone da 189 centimetri (Maria Sharapova) o culturiste di talento (una a caso delle sorelle Williams)che si cannoneggiano da fondo campo. Un’epoca in cui la racchetta in legno e corde di budello, la terra rossa di Parigi o l’erba snob di Wimbledon, i trofei più prestigiosi erano cose da uomini. Alle donne, minute e gentili, solo le briciole.
Poi a metà degli anni Cinquanta arrivò lei: Lea. E niente fu più come prima. I suoi completi stupirono e scandalizzarono l’ambiente ultraconservatore, abitini fru fru che nascondevano (neanche troppo) le grazie, la grazia e il talento di una campionessa nel Dna.
Nella sua carriera avrebbe conquistato 27 titoli italiani, raggiunto 4 volte gli ottavi di finale al Roland Garros e 3 volte a Wimbledon. Non un fenomeno assoluto, ma rendeva la vita difficile a chiunque. Forte nel doppio, anche in quello misto (al fianco di Nicola Pietrangeli prima e Adriano Panatta poi), per 20 anni è stata la regina del nostro tennis.
Quel fuoriclasse del giornalismo di Gianni Clerici la ribattezzò “La Divina”, a suggellarne l’eleganza in campo e nella vita. Finito l’agonismo, riversò la sua classe in telecronache impeccabili per misura e competenza. Ancora in attività sconfisse un cancro al seno,scelse di diventare testimonial contro i tumori. Se n’è andata ieri a 89 anni compiuti.
«Ho sempre saputo osare, con intelligenza»: in sei parole, tutta Lea Pericoli.
di Valentino Maimone
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