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title: La via tedesca al calcio
description: "La Germania rinuncia ai fondi privati di equity nel proprio campionato calcistico dopo le proteste dei tifosi: è la sfida del calcio tedesco"
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date: 2024-02-25
author: Nicola Sellitti
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categories: [Sport]
tags: [calcio, sport]
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# La via tedesca al calcio

![Calcio Germania](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Evidenza-sito-24.jpg)

La Germania rinuncia ai fondi privati di equity nel proprio campionato calcistico dopo le proteste dei tifosi: è la sfida del calcio tedesco

È un’enclave, come la riserva degli Osage raccontata da Martin Scorsese in ‘Killers of the Flower Moon’. **Il calcio tedesco ha prima accettato di scendere a patti con l’invasione dei fondi di private equity nel pallone europeo** (Premier League, Serie A, Ligue 1, meno nella Liga spagnola), **per poi tirarsi indietro**, spinto dalla pressione delle tifoserie dei club, non solo della Bundesliga.

A dicembre, **la maggioranza dei due terzi dei 36 club della Bundesliga e della seconda divisione** (la Zweite Liga) **aveva votato per il coinvolgimento di un partner strategico** - Cvc Capital, fondo che ci ha provato anche in Italia nell’estate del 2022, poi respinto con perdite - in un accordo da circa un miliardo di euro per un massimo di 20 anni, in cambio di una quota dei ricavi delle licenze derivanti dalla vendita dei diritti media. **E’ iniziata così la rivolta delle tifoserie: aeroplanini e palline da tennis dalle gradinate, macchine telecomandate e monete di cioccolato in campo** nei due campionati per esprimere la convinzione collettiva che con quell’accordo con CvC Capital il profitto sarebbe stato messo davanti alla tradizione dei club tedeschi, dove è ancora in piedi la regola del 50+1, secondo cui le quote di maggioranza di ogni club professionistico devono essere di proprietà dei soci - quindi dei tifosi - e non di un unico soggetto.

Dal Muro Giallo del Borussia Dortmund ad altri spalti (Colonia, Bochum) piuttosto infuocati della Bundesliga il segnale è stato così forte e univoco da generare** l’immediata retromarcia da parte della Lega calcio tedesca** (DFL), che ha rinunciato al munifico accordo con CvC Capital.

Ora, **i fondi speculativi non vanno certo demonizzati e non rappresentano per forza il male del calcio**. Si contano sia quelli che sono stati in grado di assicurare un certo benessere ai club senza disperdere il valore della tradizione, come al Liverpool - di proprietà del Fenway Sports Group che vede tra gli azionisti anche Lebron James - dove è ancora coltivato il rapporto tra i Reds e l’anima popolare, operaia, di Liverpool, e altrettanti che hanno invece alterato le regole del gioco, sostanzialmente drogando il calcio europeo, proiettandolo in una bolla dai costi esorbitanti.

**La sfida per il calcio tedesco**, che ha sempre percorso la strada della sostenibilità economica, che è mediamente ricco, sorretto da sponsor non certo in bolletta ed è espressione di un paese quasi sempre in salute economica, sarà quella di garantire un equilibrio tra la sacrosanta volontà dei club di alzare la soglia dei ricavi e la volontà dei tifosi di non veder disperdere l’idea del calcio popolare, radicato a dei valori sociali.

In ogni caso - ed è un monito anche per la disastrata Serie A - **il modello attuale**, fatto di conti in ordine e stadi moderni e capienti, **produce ancora dividendi**: la Zweite Liga ha una media spettatori (oltre 28 mila di media) più alta della Ligue 1 e nel penultimo turno di campionato ha saputo fare meglio addirittura della Bundesliga.

*di Nicola Sellitti*

 
