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title: Le glorie e la figuraccia
description: "Non stiamo parlando solo di sport: in quanti ambiti il nostro Paese sembra fermarsi sempre alla dimensione del “non è colpa mia”?"
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date: 2024-08-10
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Sport]
tags: [Olimpiadi, parigi2024, sport]
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# Le glorie e la figuraccia

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Non stiamo parlando solo di sport: in quanti ambiti il nostro Paese sembra fermarsi sempre alla dimensione del “non è colpa mia”?

**Non abbiamo la più pallida idea di cosa accadrà domani, nella finale per l’oro dei Giochi di Parigi 2024 che vedrà l’Italia opposta agli Stati Uniti d’America**. Ancora una volta è Julio Velasco a venirci in soccorso, persino con concetti banali: **una finale si può vincere e si può perdere,** l’importante è non farsi sopraffare dal nervosismo. **Più di ogni altra cosa, considerare ciò che si ha (qui e ora…), non quello che è sfuggito in precedenza. **

Lui sa perfettamente di cosa stiamo scrivendo, **ricordando quella drammatica finale per l’oro olimpico di Atlanta 1996 vissuta con la sua Italia**, eletta la squadra più forte mai vista su un campo di pallavolo a livello mondiale. **La partita maledetta**, in cui un solo pallone al quinto set portò nell’Olimpo l’Olanda e lasciò all’Italia un rammarico senza fine. 

**Quello che Julio Velasco ha respinto al mittente l’altro ieri sera**, quando torme di giornalisti gli hanno posto l’inevitabile domanda su quel lontano pomeriggio di 28 anni fa.** Conta il “qui e ora”**,  tutto il resto è buono solo per costruire scuse preventive, caricarsi di pesi psicologici pericolosi e potenzialmente ingestibili in una partita dall’incredibile pressione come una finale olimpica.

Non stiamo parlando solo di sport: **in quanti ambiti il nostro Paese sembra fermarsi sempre alla dimensione del “non è colpa mia”, “sono vittima degli errori altrui”, “ce l’avrei fatta se non avessero brigato tutti contro di me” e così via? **

Se ci fosse stato bisogno dell’ennesima e sgradevole conferma, poche ore dopo la serata perfetta delle azzurre - guidate con serenità e fermezza da un signore di 72 anni che ha scelto di mettersi in gioco per l’ennesima volta senza averne alcun bisogno - **l’Italia ha mostrato il peggio di sé nella sceneggiata della nazionale maschile di pallanuoto. **Vedere i nostri giocatori voltare polemicamente le spalle agli arbitri durante l’esecuzione dell’inno nazionale ci ha francamente sconfortato. 

**Un gesto inutilmente volgare e irrispettoso, anche nei confronti del nostro stesso Paese, stigmatizzato dallo stesso presidente del Voni Giovanni Malagó**. Gli azzurri, nei quarti di finale contro l’Ungheria, sono stati battuti anche a causa di un errore arbitrale (riconosciuto) ma sono pur sempre responsabili di aver sbagliato tanto in partita,** a cominciare da due tiri di rigore nei tempi regolamentari e altri tre nella serie decisiva. **

**C’è sempre un pezzo d’Italia pronto a urlare alla Luna e oggi, grazie ai social, si ha l’illusione di poterlo fare facendosi ascoltare da più persone e più a fondo.** Quando in realtà le sparate dei nostri giocatori ci hanno garantito solo una pessima figura internazionale.

**L’Italia che ci interessa raccontare ha la dimensione totalizzante della medaglia d’oro nella Madison femminile di Chiara Consonni e Vittoria Guazzoni. **Del bronzo nella ritmica di Sofia Raffaeli, del pazzesco argento della Battocletti sui 10.000 e così via. Altro che vittimismo buono solo a preparare le prossime sconfitte. 

di* Fulvio Giuliani*
