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title: Le goggiate e la ricerca del limite
description: "Una corsa contro il tempo. Dopo l'infortunio subito a Cortina d'Ampezzo, Sofia Goggia ha iniziato la riabilitazione per le Olimpiadi."
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date: 2022-01-25
author: Diego de la Vega
url: https://laragione.eu/life/sport/le-goggiate-e-la-ricerca-del-limite/
categories: [Sport]
tags: [donne, sport]
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# Le goggiate e la ricerca del limite

![Le goggiate e la ricerca del limite](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Sofia-Goggia.png)

Una corsa contro il tempo. Dopo l'infortunio subito a Cortina d'Ampezzo, Sofia Goggia ha iniziato la riabilitazione per le Olimpiadi del 15 febbraio, che la vedranno lanciarsi a oltre 100km/h in discesa libera.

È uno dei pochissimi protagonisti dello sport italiano capace di fare notizia, quando vince e anche quando ‘perde’ rovinosamente come domenica. Calciatori esclusi, s’intende. Fa quasi male scriverlo di Sofia Goggia, ma vediamola così: è un ulteriore riconoscimento di ciò che questa incredibile atleta è riuscita a fare.

**Sofia è ufficialmente da quarantott’ore in ‘zona-miracolo’, cercando di recuperare in venti giorni l’Olimpiade di Pechino 2022.** I Giochi per cui è stata disegnata alfiere della delegazione italiana, dopo il trionfo a cinque cerchi di quattro anni fa a Pyeongchang. La logica, la storia di infortuni simili o assimilabili a quello subìto a Cortina e persino la prudenza per il futuro imporrebbero di lasciar perdere. Di non mettere a repentaglio sé stessa per difendere un titolo olimpico in condizioni estreme.** La Goggia che abbiamo visto lasciare la gara a braccia e camminare a stento all’uscita dalla clinica milanese in cui è stata visitata deve (dovrebbe), nel giro di tre settimane, lanciarsi a oltre 100 km/h in discesa libera.** Se non è un miracolo questo – cercato e cocciutamente voluto – spiegateci un po’ quale potrebbe mai essere.

Sin qui la razionalità, sia chiaro, ma per gli interpreti della velocità in generale e in particolare per la pazzesca campionessa bergamasca la razionalità è solo una parte dell’insieme. **‘Pazzesca’ è aggettivo voluto.** **Sofia ha costruito la carriera su una personalissima interpretazione delle gare, figlia di un rapporto viscerale con la velocità.** Se non la si conosce, se non si approfondisce questo amore folle (appunto) e dichiarato per la ricerca dell’estremo sugli sci, non si può capire l’atleta. Si corre il rischio di cominciare a ragionare asetticamente di rischi eccessivi, di un amore distorto per il pericolo e cose così.

Intendiamoci,** Sofia Goggia non ha mai negato** – non a caso, lei stessa ha coniato il neologismo “goggiate” – **gli errori, le volte che ha rischiato troppo, anche di farsi male.** Il punto è che **tutto ciò non è incoscienza ma puro istinto per la velocità e la competizione, che Sofia sa di dover controllare ma non può soffocare.** Non sarebbe più lei, non avrebbe vinto tutte le discese libere di questa stagione, tranne l’unica in cui è volata via prendendo quella che poi ha definito una «cartella pazzesca». **È una sciatrice che conosce il proprio limite e che ha scelto lucidamente di gareggiare sempre per avvicinarlo quanto più possibile, imparando a non andare oltre, per finire nella ricerca di una temerarietà pericolosa e fine a sé stessa.** Ricorda molto da vicino un pilota di Formula 1: anche in pista la differenza si fa in centesimi o millesimi di secondo, che si vanno a cercare lambendo il proprio limite. Il rischio c’è e non si nega, insieme all’infinita casistica delle circostanze esterne, della cattiva sorte e così via.

**Per tutto ciò, se vedremo Sofia Goggia al via della discesa libera olimpica del 15 febbraio, avremo davanti questa Sofia Goggia.** Non una pallida imitazione per onore di firma e in ricordo del trionfo coreano di quattro anni fa. Non sarà un “o la va o la spacca” (oltretutto di cattivo gusto, considerata la situazione), ma una decisione consapevole di una campionessa che sa gareggiare soltanto per vincere. E questa non sarà mai una maledizione.

di *Diego de la Vega*
