Lo show dei tennisti, il tramonto dei calciatori
Tennis: il movimento azzurro è capace di esprimere quattro giocatori nei primi 20 al mondo, tutti giovanissimi. Mentre il calcio italiano continua a deludere
Lo show dei tennisti, il tramonto dei calciatori
Tennis: il movimento azzurro è capace di esprimere quattro giocatori nei primi 20 al mondo, tutti giovanissimi. Mentre il calcio italiano continua a deludere
Lo show dei tennisti, il tramonto dei calciatori
Tennis: il movimento azzurro è capace di esprimere quattro giocatori nei primi 20 al mondo, tutti giovanissimi. Mentre il calcio italiano continua a deludere
Certo, le condizioni di questo fine settimana appena trascorso erano particolari: a Roma si giocava il primo fine settimana degli Internazionali, torneo diventato uno dei più grandi appuntamenti al mondo della stagione tennistica dopo i quattro tornei dello slam. Il campionato di calcio, invece, ha già vissuto il suo climax, con il meritato trionfo dell’Inter. Resta la lotta all’appassionante, ma pur sempre limitata corsa-Champions.
Fatto sta che fra racchetta e pallone, nelle ultime quarantott’ore, non c’è stata gara dal punto di vista italiano. Non che sia una novità, per carità, ma la Seria A è sembrata uno spettacolo di provincia, mentre al Foro italico si giocava ai massimi livelli mondiali. Non ci riferiamo solo a Jannik Sinner, che fa un po’ sempre discorso a sé. Parliamo dell’intero movimento azzurro, capace di esprimere quattro giocatori nei primi 20 al mondo, tutti giovanissimi e anche alquanto differenti nelle caratteristiche fra di loro.
Almeno tre di questi quattro (Sinner, ovvio, Musetti e Cobolli) hanno evidenti stimmate da personaggi in grado di affermarsi al di fuori della parrocchia del proprio sport e il meno noto della compagnia, Luciano Darderi, sembra avere tutte le intenzioni di sfruttare proprio il torneo romano per farsi conoscere come i connazionali. E parliamo solo della punta dell’iceberg, perché Bellucci è ancora in gara e Arnaldi ha lottato come un leone contro il nuovo fenomeno Spagnolo Jodar.
Davanti a questo spettacolo – cui manca un’adeguata presenza femminile, ora che Jasmine Paolini è in una fase opaca – il calcio non ha proprio nulla da contrapporre. Oltre la passione di ciascuno per le proprie squadre nel cuore, non c’è un personaggio, non c’è una storia, non c’è una reale novità che possa coinvolgere, divertire, emozionare.
L’unica, il Como dell’ottimo Fabregas, è una squadra senza neppure un italiano e questa è una clamorosa conferma dell’abisso che si è aperto fra il nostro sport nazionale e quello in cui ora l’Italia è in cima al mondo.
Come ovvio, nessuno nell’universo un tempo dorato del pallone italico sembra minimamente preoccuparsi della cosa.
Di Fulvio Giuliani
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