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title: "Lukaku: &#8220;Stop al genocidio in Congo&#8221;"
description: "Rotterdam - Lukaku ripete il gesto dei giocatori della Repubblica Democratica del Congo per chiedere \"Stop al genocidio in Congo\"."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Lukaku-Stop-al-genocidio-in-Congo.jpg
date: 2024-02-16
modified: 2024-02-17
author: Claudia Burgio
url: https://laragione.eu/life/sport/lukaku-stop-al-genocidio-in-congo/
categories: [Sport]
tags: [calcio, guerra, sport]
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# Lukaku: &#8220;Stop al genocidio in Congo&#8221;

![Lukaku Stop al genocidio in Congo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Lukaku-Stop-al-genocidio-in-Congo.jpg)

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2023-07-16 08:58:50

2023-07-16 06:58:50

Romelu Lukaku e l'Inter. Lukaku non è uno scandalo, non è "il" problema. È solo l’ennesima prova della vacuità dei protagonisti di questo mondo di plastica chiamato calcio

Romelu Lukaku non è uno scandalo, non è “il” problema. È solo l’ennesima prova della vacuità dei protagonisti di questo mondo di plastica chiamato calcio.

Si badi, non dei tifosi: magari ingenui, apparentemente sprovveduti quando c’è di mezzo una palla a rotolare, ma comunque onesti nelle proprie emozioni. Cocciutamente romantici, a dispetto delle patetiche figure che troppo spesso rubano loro i sogni.

Lukaku, Messi, Mbappe possono andarsene dove vogliono: sono professionisti, non hanno obblighi morali verso niente e nessuno. Quanto ai contratti, nel calcio sono solo delle reciproche garanzie di tutela del valore di un giocatore. Finché ne ha uno. Per il resto, non valgono niente.

Come la parola e i gesti di certi personaggi, convinti che qualcuno creda ancora alle loro promesse d’amore, alle maglie baciate, ai giri di campo. Tutte balle a uso di Instagram e della caccia grossa al prossimo ingaggio. Fa bene Lukaku ad andarsene dove gli pare, continueremo a difenderlo nella sua sacrosanta battaglia al razzismo e al becerismo sugli spalti. Continueremo a non credere alle sue dichiarazioni d’amore prossime venture, come a quelle di tanti suoi colleghi.

Quello che infastidisce non è l’inesistente ‘tradimento’ di questa o quella maglia, ma quanto - cari ragazzotti - crediate di poterci prendere per fessi. Amiamo il calcio, amiamo le nostre squadre del cuore. A dispetto della logica e della realtà.

Non amiamo voi, perché sappiamo perfettamente che a voi di noi non frega assolutamente nulla. Siete strumenti di una passione inestinguibile. Stop.

Rassegnatevi e smettetela di baciare maglie. Quanto a noi, innamorati e felici dello sport che ci accompagna da quando eravamo bimbetti, ribadiamo un concetto limpido e chiaro: vendeteli tutti.

 

di Fulvio Giuliani

Lukaku e noi

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2023-07-16 08:58:50

2023-07-16 06:58:50

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25929

2023-06-11 16:00:15

2023-06-11 14:00:15

Lukaku sembrava perso ieri sera. La finale era finita da poco, Guardiola era ancora paonazzo, il popolo interista fiero e infelice

Lacrime e gol divorati. Ora, come sei mesi fa, con il Belgio eliminato agli ottavi di finale dei Mondiali in Qatar contro la Croazia di Brozovic.

BigRom sembrava perso ieri sera. La finale era finita da poco, Guardiola era ancora paonazzo, il popolo interista fiero e infelice, lui invece sconsolato. Gravato del peso del mondo, quel colpo di testa a due metri dalla porta è parso una condanna, una sceneggiatura che si ripete in sei mesi, qualcosa di pesante anche per un gigante come lui, che spesso si rialza da cadute rovinose. Lukaku genera empatia perché rientra nel girone dei dannati, dei vinti, dei segnati dal destino. Il destino dà e toglie, specie agli attaccanti: il belga, 30 anni, da oltre 300 gol in carriera, non vede la porta nelle finali. Pippo Inzaghi in una finale di Champions (2007, contro il Liverpool) è andato in gol praticamente colpito dalla palla. Destini, appunto.

La condanna per il gol fallito da Lukaku è collettiva, sul belga aleggia quella etichetta, quella del fallimento, di cui abbiamo scritto poche ore prima della partita. Eppure chi è così critico sa come va il calcio: quella zuccata a un soffio da Ederson, anche se centrale, di solito finisce dentro, magari il portiere tocca, anzi viene investito dalla palla, che finisce in buca. E invece.

Con la Croazia, il film è stato praticamente uguale. Anzi, Lukaku ha avuto anche più occasioni, fallite, sigillando tristemente la fine del ciclo dei De Bruyne, Lukaku appunto, Mertens, Witsel senza un trofeo.

Ai Mondiali BigRom era arrivato infortunato, dopo mesi ai box all'Inter. Dopo la Coppa del Mondo, dopo settimane di esequie scritte sulla sua condizione fisica, quasi fosse diventato un peso all'Inter, si è ripreso con una decina di gol, portando a spallate l'Inter in alto, assai in alto. Nel frattempo, Marotta spiegava che il belga sarebbe tornato al Chelsea a fine stagione, per ingaggio e costi fuori portata. Lukaku si è riabilitato, è diventato un'arma dal 60' minuto, cambio di Dzeko o di Lautaro, a scelta.

Ora è di nuovo il colpevole. Rientra nella logica, a volte perversa, dello sport. Che sa essere crudele, sa segnare la differenza tra i predestinati e quelli colpiti dal destino. Come BigRom.

di Nicola Sellitti

Lukaku, segnato dal destino

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lukaku

2023-06-11 14:21:35

2023-06-11 12:21:35

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