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Meraviglia brasiliana, brutta sorpresa canadese. I voti

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Milano Cortina, ieri è stata una giornata senza medaglie per gli azzurri, ma non sono mancate le sorprese a cominciare dal Brasile

Meraviglia brasiliana

Meraviglia brasiliana, brutta sorpresa canadese. I voti

Milano Cortina, ieri è stata una giornata senza medaglie per gli azzurri, ma non sono mancate le sorprese a cominciare dal Brasile

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Meraviglia brasiliana, brutta sorpresa canadese. I voti

Milano Cortina, ieri è stata una giornata senza medaglie per gli azzurri, ma non sono mancate le sorprese a cominciare dal Brasile

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Come non partire dal brasiliano che vince l’oro nello slalom gigante maschile? Lucas Pinheiro Braathen (10) è sicuramente il racconto più suggestivo dell’edizione dei Giochi di Milano-Cortina. Se poi c’è il sigillo dei complimenti via smartphone di Alberto Tomba, la sceneggiatura si compie al suo meglio.

All’opposto, (0) al fair play olimpico per la faida tra scopette e stone tra Canada e Svezia: gli scandinavi hanno accusato gli avversari di toccare due volte il sasso nel rilascio chiedendo attenzione agli arbitri. I canadesi poi hanno fatto lo stesso, sino alla rissa tra il canadese Kennedy (che sembra aggiustare con un dito la spinta di un suo lancio) e lo svedese Eriksson, a colpi di parolacce in diretta tv. Pessimo episodio.

Sugli italiani, si deve partire da Pietro Sighel (s.v.) e la sua parabola olimpica nello short track: ieri è stato squalificato nei 1500, travolto senza colpa da un avversario. Nei giorni scorsi ha beccato una squalifica anche nei 1000 metri, poi c’è stata la polemica (con replica avvelenata della diretta interessata) con Arianna Fontana. Insomma, pare che Sighel stia pagando l’episodio di hybris nella staffetta d’oro in avvio dei Giochi (esultanza all’indietro, ritenuta da molti offensiva). Ma forse è troppo.

Va inoltre segnalata la prestazione di Giovanni Franzoni (6), il migliore degli italiani in gigante. Oppure, meglio, l’unico ad aver concluso la gara, che rende le difficoltà azzurre nella specialità (va maluccio anche in slalom speciale) e soprattutto apre ad uno scenario importante per Franzoni, ossia dedicarsi alla polivalenza (ha iniziato con lo slalom gigante), con il rischio di perdere smalto nella velocità pura, oppure privilegiare Super G e discesa. Ci sarà tempo.

Grande prova (7,5) per la staffetta femminile sci di fondo, che si è saputa spingere oltre i propri limiti. Per una fetta di gara ha proceduto a ritmi da medaglia, per poi finire al sesto posto.

C’è poco da dire sulla carriera di Dorothea Wierer, regina del biathlon che ieri (5) ha vissuto una giornata negativa sia al tiro che sugli sci. Si volta pagina, Wierer è una campionessa, c’è da chiudere in bellezza, tra staffetta e mass start. Si può.

Va male, con doppia sconfitta con Cina e Svezia, per la nazionale femminile di curling (4,5). Quattro batoste in altrettante partite, svanite le semifinali. Si gioca ora per l’onore.

Di Nicola Sellitti

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