Milano Cortina: emozioni, Made in Italy e Mattarella star. La cerimonia d’apertura è un successo!
L’emozione – inedita per i cinque cerchi – del doppio braciere acceso con i tedofori di Milano Cortina, per un finale straordinario, ricco di pathos e creatività
Milano Cortina: emozioni, Made in Italy e Mattarella star. La cerimonia d’apertura è un successo!
L’emozione – inedita per i cinque cerchi – del doppio braciere acceso con i tedofori di Milano Cortina, per un finale straordinario, ricco di pathos e creatività
Milano Cortina: emozioni, Made in Italy e Mattarella star. La cerimonia d’apertura è un successo!
L’emozione – inedita per i cinque cerchi – del doppio braciere acceso con i tedofori di Milano Cortina, per un finale straordinario, ricco di pathos e creatività
L’emozione, inedita per i cinque cerchi, del doppio braciere acceso con i tedofori Tomba e Compagnoni a Milano e Goggia a Cortina, per un finale straordinario, ricco di pathos e creatività.
Si è chiusa così, con i toni altissimi, la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina.
Un finale sontuoso dell’evento, preceduto, specie nella prima parte, da un concentrato abbagliante, muscolare di bellezza, storia, cultura, arte, scienza.
Il trionfo del Made in Italy, con ridotto spazio riservato alla politica, tranne che per i fischi all’indirizzo del vicepresidente degli Stati Uniti, J. D. Vance e verso la sparuta delegazione di Israele, mentre ci sono stati solo applausi per gli atleti ucraini.
Si può dire che la maestosa cerimonia di apertura dei Giochi di Milano-Cortina, griffata dal famoso scenografo Marco Balich, è andata a segno.
Il lavoro è compiuto.
E questo anche perché – senza falsa modestia – l’arsenale italiano cui ha potuto attingere il cerimoniere dell’evento, il veneziano Marco Balich (ha preso parte all’organizzazione di 16 eventi legati ai Giochi olimpici) era straricco.
E quindi, in sequenza, Verdi, Puccini, Rossini (rappresentati da tre attori con indosso grandi maschere e Matilda De Angelis nei panni di direttrice d’orchestra), Armani (sfilata di modelle vestite con gli abiti monocromatici verdi, bianchi e rossi, omaggio allo stilista milanese scomparso a settembre 2025), ma anche Leopardi, Canova, Modugno.
Un pacchetto di stelle portate in scena, la grandezza assoluta, la celebrazione della produzione italiana nei secoli, nei decenni.
E in mezzo a cultura, arte, alla moda, al design, al meglio del Made in Italy esposto ai due miliardi di spettatori che hanno visto la cerimonia, è spiccato il video che ha coinvolto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la vera superstar dell’evento.
Il capo dello stato, accompagnato dalla figlia Laura, che ha preso posto insieme alla presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio), Kirsty Coventry – è stato più volte acclamato durante la cerimonia, dopo essere arrivato idealmente al via da passeggero su un tradizionale tram (il 26, in onore della 26esima edizione dei Giochi) guidato da Valentino Rossi in un riuscito e già cliccatissimo video.
Il ritmo della prima parte della cerimonia è stato grandioso ma non pomposo, in nome dell’armonia, parola ripetuta più volte sul palco.
Ha invece reso meno la sfilata diffusa tra San Siro, Cortina, Livigno e Predazzo.
In alcuni casi all’annuncio di un paese con una scarna delegazione (Porto Rico, Portogallo, San Marino) è entrata la persona che reggeva il cartello con il nome del paese ma dietro di lei non sfilava e nessuno questo accade perché le delegazioni meno numerose hanno atleti solo in altre sedi di gara che non sono Milano, dove si tengono le gare di soli quattro sport, cioè l’hockey su ghiaccio e il pattinaggio di figura, di velocità e short track.
Ma non si era alla ricerca dell’evento perfetto, ma che parlasse del know how italiano, delle frecce in faretra del nostro paese, espresso attraverso il metodo, il lavoro, la fatica, la creatività.
Missione compiuta, con un finale portentoso, indimenticabile.
Che i Giochi abbiano inizio.
di Nicola Sellitti
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- Tag: milanocortina2026, sport
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