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Milano Cortina: Malinin shock; Moioli chiude il cerchio olimpico. I voti

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Quella del 13 febbraio non è stata certo una giornata ricca di magic moments per l’Italia alle Olimpiadi di Milano Cortina, anche perché il giorno prima resterà incastonato nella storia dello sport olimpico italiano e non può essere preso come pietra di paragone

Milano Cortina: Malinin shock; Moioli chiude il cerchio olimpico. I voti

Quella del 13 febbraio non è stata certo una giornata ricca di magic moments per l’Italia alle Olimpiadi di Milano Cortina, anche perché il giorno prima resterà incastonato nella storia dello sport olimpico italiano e non può essere preso come pietra di paragone

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Milano Cortina: Malinin shock; Moioli chiude il cerchio olimpico. I voti

Quella del 13 febbraio non è stata certo una giornata ricca di magic moments per l’Italia alle Olimpiadi di Milano Cortina, anche perché il giorno prima resterà incastonato nella storia dello sport olimpico italiano e non può essere preso come pietra di paragone

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Non è stata certo una giornata ricca di magic moments, anche perché il 12 febbraio 2026 resterà incastonato nella storia dello sport olimpico italiano e non può essere preso come pietra di paragone, ma anche ieri i Giochi di Milano Cortina 2026 hanno regalato soddisfazioni azzurre.

Aveva fatto balzare in piedi Novak Djokovic, a spellarsi le mani per il suo salto mortale.

Ieri sera Ilia Malinin (8) si è disperato per la sua caduta, non riusciva ad accettare l’errore, nonostante l’applauso del pubblico.

Giù dal podio, ottavo alla fine della gara, il re del pattinaggio si è mostrato vulnerabile, umano.

Un fuoriclasse umano che sbaglia l’esibizione decisiva per la medaglia ai Giochi.

Per gli azzurri, si parte da lei: Michela Moioli (9): la qualità del metallo nello Snowboard cross (bronzo) conta davvero poco, sul suo volto c’erano gli sfregi della tremenda caduta patita 48 ore prima del suo esordio olimpico, con tre ore trascorse in ospedale e le conseguenze del trauma facciale.

Si è alzata dal letto, è andata forte, è stata più forte di tutto, in scia ad altri esempi azzurri (Brignone, Lollobrigida), confermando che questi sono i Giochi delle donne, donne straordinarie, campionesse.

Moioli è alla terza medaglia in altrettante edizioni delle Olimpiadi.

E può aggiungerne altre, arriva la gara a coppie miste.

Si può concedere un 8, anche se si è battuti? Certo, se l’argomento è la nazionale italiana maschile di hockey su ghiaccio che ha creato ieri davvero grattacapi seri a un colosso, una contender per il podio olimpico come la Slovacchia, cedendo di una lunghezza (3-2) e sfiorando l’overtime.

Non è un torneo dignitoso, ma qualcosa in più.

Lo stesso voto (8) va alla nazionale femminile, arrivata per la prima volta tra le prime otto della competizione.

È un’impresa, senza mezzi termini e poco conta nella valutazione la sconfitta con gli Stati Uniti, contro cui c’è stata anche partita. 

Qui c’è un piccolo passo indietro.

Perché ormai il curling in Italia è materia seria, elemento di dissertazioni filosofiche (o meno) da bar, quindi la sconfitta della nazionale maschile (6) con la Germania all’extra-end, fa male. E smorza l’entusiasmo per il successo con la Gran Bretagna.

Da rivedere

Sul budello di ghiaccio di Cortina il passaggio dallo slittino allo skeleton non ha portato dividendi.

Amedeo Bagnis (6-) non ha sfruttato il fattore campo, è finito nella top ten (quinto), ma il podio era l’obiettivo.

Nelle ultime quattro Olimpiadi, un padrone di casa nel singolo maschile era almeno salito sul podio (vincendo l’oro nel 2010, 2014 e 2018).

Peccato.

Ci avevamo puntato forte, lo abbiamo anche intervistato prima del via alle Olimpiadi.

Tommaso Giacomel (4) forse ha sbagliato qualcosa nella preparazione dell’evento.

È andato in forma troppo presto, giocandosi il primato in Coppa del Mondo di biathlon. E qualche traccia del suo scadimento di forma si era già notato a gennaio.

Le tre gare individuali sono ormai alle spalle.

Ha ancora un’arma, la mass start, per salvare il bilancio.

E se gli resterà per sempre il rimpianto di aver sostanzialmente steccato i Giochi di casa, con il rigore che lo contraddistingue, con certezza tornerà al vertice.

Prima o poi.

di Nicola Sellitti

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