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title: "Nadal annuncia il ritiro. Last dance in Davis a novembre &#8211; IL VIDEO"
description: "Il leggendario campione spagnolo Rafael Nadal annuncia il suo ritiro con un commovente video su X. L'ultima partita sarà a Malaga."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Nadal-annuncia-il-suo-ritiro.jpg
date: 2024-10-10
author: Nicola Sellitti
url: https://laragione.eu/life/sport/nadal-annuncia-il-ritiro-last-dance-in-davis-a-novembre/
categories: [Sport]
tags: [sport, Tennis, viral]
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# Nadal annuncia il ritiro. Last dance in Davis a novembre &#8211; IL VIDEO

![Nadal annuncia il suo ritiro](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Nadal-annuncia-il-suo-ritiro.jpg)

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2024-07-30 12:33:42

2024-07-30 10:33:42

Chi gliel'ha fatto fare al mostro sacro del tennis Nadal di mettersi ancora in gioco contro l'eterno avversario Djokovic? Per esserci come atleta e confermarsi leggenda

Chi glielo ha fatto fare alla leggenda di Rafa Nadal di farsi prendere a pallate (almeno per un set), dal suo eterno avversario Nole Djokovic, ora che non è più in grado fisicamente di competere con lui? Un signore che su quella stessa terra poche settimane fa ha giocato e vinto da rotto un paio di incontri, prima di farsi operare e raggiungere la finale di Wimbledon e non mancare l’assalto all’oro per la sua Serbia ai Giochi.Quanti si saranno fatti questa legittima domanda, ignorando l’attaccamento totalizzante, spasmodico e commovente dei grandi dello sport alle proprie discipline. In definitiva alla loro vita, perché in tanti casi non riescono proprio a vedersi oltre il campo di gioco, la pista, la vasca, la montagna, la strada e così via.Rafa Nada voleva disperatamente esserci a Parigi 2024 e non solo a recitare da grande del passato cui i francesi, in un non frequentissimo momento di disponibilità alle leggende d’oltreconfine, hanno affidato l’onore di ricevere la fiaccola dalle auree mani di Zinedine Zidane.Rafa voleva esserci come atleta, su quel campo che lo ha visto trionfare 14 volte al Roland Garros, laureandolo più forte giocatore di tennis sulla terra battuta di sempre. Oltre ogni possibile dubbio.Stremato dal caldo di fine luglio, impossibilitato a reggere il confronto con l’alieno Djokovic dall’altra parte della rete, capelli ormai un ricordo, con una gamba e mezza a voler essere ottimisti e tanto di fasciatura d’altri tempi, Nadal ha scritto una favolosa pagina di sport. Come quelle dell’ultimo Valentino Rossi, ormai incapace di tenere il passo dei suoi giovani eredi, come Francesco Totti con lo sguardo perso nel vuoto nell’istante in cui realizza che è proprio finita. In fin dei conti come lo stesso Roger Federer degli ultimi mesi, con solo il nome a restare ancorato alla leggenda.Chi siamo noi per dire a questi fenomeni - a ragazze e ragazzi che hanno riempito di emozioni la nostra vita - che non avrebbero dovuto? Che non ha senso ed è in qualche misura malinconico - qualcuno si spinge a dire “patetico“ - vederli così? A noi piacciono tantissimo ancora e sempre, forse persino di più.Consci dei propri limiti non più gestibili e perdutamente innamorati dell’attività che si è sovrapposta quasi del tutto alla loro vita.Ci sarà tempo per altro, molto tempo: in fin dei conti fuori dall’agonismo sono ancora dei ragazzi all’inizio della vita adulta. Alcuni di loro la vivono quasi tutta da ex, amministrando favolosi patrimoni. Altri cercano in tutti modi l’adrenalina da allenatori o magari reinventandosi dirigenti e organizzatori.Per tutti la consapevolezza (a volte serena, a volte meno) che i giorni più belli sono alle spalle. Umano e comprensibile voler ritardare ancora di un attimo, di un ultimo sospiro, il distacco.

di Fulvio Giuliani

L'ultimo Rafa

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2024-07-30 12:33:45

2024-07-30 10:33:45

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2024-01-12 14:50:36

2024-01-12 13:50:36

Tennis: la sfida, la competizione, la voglia di giocarsela con tutti: a quasi 38 anni, dopo 25 anni di carriera spinta al massimo: questo e tanto altro è Rafa Nadal

La sfida, la competizione, la voglia di giocarsela con la Generazione Z, con i Millennials, a quasi 38 anni, dopo 25 anni di carriera spinta al massimo. Sull’assenza di Rafa Nadal agli Australian Open – cui il fenomeno spagnolo ha dovuto rinunciare per infortunio, un anno dopo essere rientrato nel circuito professionistico – si sono riproposti gli ormai consueti e inevitabili interrogativi: perché va avanti? Chi glielo fa fare? Rafa ha vinto 22 prove del Grand Slam, è stato numero uno al mondo per centinaia di settimane, è di diritto nella leggenda dello sport mondiale. Perché si ostina a riprovarci? Lo ha spiegato al quotidiano spagnolo “El Pais” Toni Nadal, zio ed ex allenatore del fuoriclasse spagnolo. Rafa continua per la sua etica del lavoro, perché il lavoro dà uno scopo e un significato alla sua vita. È un’esigenza, una soddisfazione quotidiana insomma. Non è quindi la classica paura del post carriera, il dubbio su cosa fare e come rimettersi in gioco partendo da zero o quasi.

Da Totti a Ibrahimovic, fino alla leggenda del football americano Tom Brady: sono stati diversi i casi di atleti top che si sono sentiti bloccati dall’enigma del futuro. Pippo Inzaghi è entrato in crisi dopo aver smesso: era arrivata la depressione, lo ha raccontato lui stesso. Altri hanno imboccato la strada delle dipendenze, altri ancora hanno perso il patrimonio personale e gli affetti. Per Nadal, come racconta lo zio Toni, è diverso: va avanti per la passione per quello che fa ogni giorno, nonostante una menomazione fisica resa pubblica da lui stesso. Allenamenti, lavoro duro, fatica. Ogni giorno. La fatica che dà un senso alla vita. Lo zio di Nadal apre anche a una discussione che è cresciuta prendendo più strade dalla pandemia in poi: dice che questo tipo di etica non si vede nei giovani, che vivono il lavoro come fosse una punizione. E lavorano meno.

Certo, l’obiezione è dietro l’angolo: Nadal (e lo ammette anche il suo ex allenatore) ha avuto la fortuna e la capacità di cucirsi addosso la professione della sua vita. Viaggi, trionfi, gratificazione dal pubblico, guadagni a svariati zeri. Il punto su cui insiste lo zio del tennista spagnolo – che contraddistingue il nipote rispetto ai giovani di oggi – è l’esigenza di fare al massimo la propria parte ogni giorno per dare un senso alla quotidianità. La considerazione di Toni Nadal sarebbe respinta al mittente dai giovani che si trovano in un mercato del lavoro al ribasso, sottopagati, sottodimensionati, ‘costretti’ a destinare otto ore al giorno (o anche di più) a un lavoro che non piace. Ma forse nelle frasi dello zio del campionissimo c’è anche qualcosa di vero: ingigantita dalla pandemia, la rivendicazione gridata al mondo di una maggior tutela di sé stessi e della vita personale (che resta sacrosanta, intoccabile) sta forse togliendo qualcosa alla dedizione sul lavoro. Il lavoro visto come un ostacolo, piuttosto che considerato quale parte essenziale della propria esistenza. Cosa che poi è, nella sostanza. Piaccia o non piaccia.

di Nicola Sellitti

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Rafa Nadal, un grande esempio

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2024-01-12 11:49:50

2024-01-12 10:49:50

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25929

2023-01-18 14:47:30

2023-01-18 13:47:30

Nadal si è fermato di nuovo. Stavolta a causa dell’anca. Dopo la sconfitta ha ammesso alla stampa di essere stanco

Si è fermato di nuovo. Stavolta a causa dell’anca. Dopo sette mesi senza tennis, mentre Federer ci ha consumato emotivamente con il ritiro, con Djokovic bloccato dalla sua ostinata avversione al vaccino anti Covid-19 che lo ha tenuto lontano da diversi tornei. L’eliminazione di Rafa Nadal al secondo turno degli Australian Open dall’americano McDonald potrebbe rappresentare un momento decisivo nella carriera dello spagnolo. Nadal dopo la sconfitta ha ammesso alla stampa di essere stanco. Stanco per i ripetuti infortuni. Stanco per la quantità di lavoro sul campo che servirà per tornare ai suoi livelli. Consumato da 20 anni di rimbalzi, accelerazioni e decelerazioni, giunture lacerate, muscoli che fanno male solo a vederlo arare il rettangolo di gioco. E’ stanco, Rafa. Si è definito “distrutto mentalmente”. E’ la prima volta che mostra il fianco così a Padre Tempo, il nemico giurato dei fuoriclasse. Finora lui, che tra gli abitanti sull’Olimpo è quello che somiglia a Vulcano, era riuscito a sfuggire. La moglie ha pianto, dopo la sconfitta di Melbourne, vedendo il marito accovacciato sul campo, sofferente all’anca.

Anche i guerrieri, anche se come lo spagnolo obiettivamente se ne sono visti davvero pochi, possono sentirsi stanchi. Ne hanno il diritto. Anche la motivazione feroce, che lo spinge in avanti da almeno cinque anni per quell’irripetibile sfida a tre con Roger e Nole, può scemare. Anche in lui. Sembra effettivamente incredibile. E forse anche stavolta Rafa si rialzerà, curerà l’infortunio all’anca, che accompagna il problema cronico al piede, la displasia allo scafoide che erode un osso, gestita solo con infiltrazioni. In estate il suo medico personale, lo spagnolo Angel Ruiz-Cotorro, spiegava all’emittente Cadena Ser che solo Rafa poteva sopportare un dolore fisico così intenso e continuare a essere competitivo per vincere tornei. Nei mesi scorsi Nadal ha alimentato anche qualche voce su un possibile ritiro. Nulla di fatto.

Il tennis sta allargando i suoi orizzonti temporali. Federer ha alzato parecchio l’asticella, si è dovuto fermare a oltre 40 anni, fino a oltre 38 tracciava ancora mirabilie a Wimbledon. In Australia, oltre a Nadal, c’è Djokovic che travolge gli avversari nonostante un problema a un gomito, poi Andy Murray e la sua anca artificiale che hanno respinto Matteo Berrettini. C’è anche Stan Wawrinka, altro leone, tre prove del Grand Slam nel curriculum, che porta avversari al quinto set.

La sensazione, leggendo il linguaggio del corpo di Nadal, è che davvero sia stanco. E che forse l’assenza di Federer possa avere un peso, anche inconscio, sulla sua volontà di rialzarsi ancora. Il tedesco Zverev si è portato avanti, spiegando che Rafa potrebbe ritirarsi al Roland Garros, vinto 14 volte. Il tributo di Parigi per il più grande di sempre sulla terra rossa. Rafa ha smentito, non troppo convinto. Se così fosse, sarebbe comprensibile e doloroso. Nel trio di fenomeni senza tempo, Nadal è di sicuro quello più usurato da gioco, campi, dolori, infortuni. Nonostante questo, ha vinto oltre 20 prove dello Slam, ha vinto tutto, si è rialzato sempre. Ha iniziato a vincere a 16 anni. Può concedersi di sentirsi stanco.

di Nicola Sellitti

Nadal si è fermato di nuovo

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2023-01-18 14:49:26

2023-01-18 13:49:26

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