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title: "Napoli, De Laurentiis ha deciso: Mazzarri esonerato, al suo posto Calzona"
description: Ennesima svolta in casa Napoli. Aurelio De Laurentiis ha deciso di esonerare Walter Mazzarri. Nuovo allenatore Francesco Calzona
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date: 2024-02-19
author: Nicola Sellitti
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categories: [Sport]
tags: [calcio, napoli]
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# Napoli, De Laurentiis ha deciso: Mazzarri esonerato, al suo posto Calzona

![Calzona](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Calzona.jpg)

2024-01-20 15:00:36

2024-01-20 14:00:36

Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis è indagato dalla Procura di Roma per quel che riguarda l'acquisto di Victor Osimhen dal Lille. Si sospettano plusvalenze fittizie

Si va verso il rinvio a giudizio per Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, indagato dalla Procura di Roma per "falso in bilancio" in merito all’acquisto di Victor Osimhen dal Lille.

La trattativa Napoli-Lille per Osimhen - lo ricordiamo - è da tempo sotto i riflettori degli inquirenti: il Napoli ha infatti comprato, nell’estate del 2020, l’attaccante nigeriano al costo di 71,2 milioni di euro di cui 50 cash e altri 20 attraverso la cessione di quattro calciatori, tre dei quali giovani facenti parte della Primavera del club. A destare i sospetti - delle presunte plusvalenze fittizie - sono state le valutazioni di questi giocatori.

di Filippo Messina

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Affare Osimhen, De Laurentiis verso il rinvio a giudizio per falso in bilancio

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2024-01-20 16:11:12

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316

2023-08-22 19:59:17

2023-08-22 17:59:17

Il commento della giornalista Ilaria Cuzzolin sulla triste vicenda che ha visto coinvolto il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiiis

“Non è qui per fare le foto” ha urlato il presidente De Laurentiis alla fine del match Frosinone-Napoli al padre di un bambino che aveva chiesto di fare le foto con i calciatori della sua squadra del cuore.

Poi, la bestemmia. Al momento, nessun messaggio di scuse o chiarimento sono arrivate dal presidente del Napoli.

De Laurentiis e la bestemmia, un'occasione persa

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2023-08-22 19:59:17

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9926

2023-05-06 18:50:31

2023-05-06 16:50:31

"La felicità fugace", parola di Luciano Spalletti, allenatore del Napoli campione d'Italia. Una riflessione che si aggiunge al duro lavoro

«La felicità è fugace». Parola di Luciano Spalletti, allenatore del Napoli campione d’Italia. È un concetto che torna spesso nei racconti dei grandi dello sport: più o meno quello che, molti anni dopo il trionfo di Madrid, Paolo Rossi affidò a un suo libro autobiografico. Sono le parole – le più belle e significative – che il mister azzurro ha scelto per celebrare a suo modo un traguardo storico. Ha parlato della gioia della città, dei suoi giocatori, della società, dello staff e sua personale, certo, ma è approdato lì: a una consapevolezza vagamente malinconica, propria di chi non smette di pensare e riflettere anche nel momento più bello. Mentre intorno a lui tutto sembrava impazzire e non era ‘solo’ una città a riversarsi in strada. Perché i figli di quell’eterna diaspora che si chiama Napoli hanno festeggiato ovunque si trovassero: da Milano a New York, passando per Udine, palcoscenico casuale di una serata da consegnare alla memoria collettiva.

A quella riflessione sulla fugacità della gioia, peraltro, Luciano Spalletti è arrivato ricordando un’altra ‘verità’ che converrebbe non dimenticare: per chi lavora e lavora sul serio, la vittoria resta pur sempre l’anticamera della prossima da costruire. Non c’è tempo da perdere, se si vuole continuare a vincere. A costo di sperimentare la fugacità. Lavoro, abnegazione e programmazione: concetti che non siamo abituati a collegare all’oleografia di Napoli, terra di principi del foro e del teatro, ma non – nell’immaginario collettivo, s’intende – della managerialità. Improvvisatori sublimi, inventori quotidiani della vita, non proprio famosi al mondo per essere fini programmatori. Il terzo scudetto del Napoli è invece esattamente il trionfo della serietà, del lavoro certosino, del singolo sacrificato all’interesse del collettivo. L’antitesi dell’individualismo, che in questa città unica e complessa sfocia non di rado in forme di anarchia disordinata.

Non lo scriviamo per sentito dire, a Napoli siamo nati e vissuti, sperimentandone l’impressionante carica vitale e la disturbante confusione. Della Napoli di sempre, di quella sublime come di quella ladra di futuro, in questo titolo di campioni d’Italia non c’è quasi nulla. Uno scudetto di stupefacente normalità, schiacciante nella sua logica. La stessa esplosione di festeggiamenti e la gioia irrefrenabile sono state programmate fin nei minimi dettagli, contravvenendo ancora una volta a tutte le abitudini cittadine. Gli episodi di violenza ai margini della grande festa – a cominciare dall’agguato di camorra costato la vita a un ventiseienne – ricordano cosa sia Napoli quando non riesce a liberarsi della perenne dannazione alla convivenza forzata fra la più abbagliante bellezza e le brutture più sconfortanti.

Eppure tutto questo con il Napoli, il Napoli di oggi, non c’entra. Un unicum in un mare d’azzurro, un modello non per inesistenti riscatti sociali – secondo letture che abbondarono ai tempi degli scudetti maradoniani – ma di puro sviluppo. Il Napoli, nella Napoli di questi anni, è un asset turistico ed economico, un motore emotivo che si viene a visitare e conoscere. Un fenomeno senza eguali nel suo genere, non solo pallonaro.

Non sapremmo dirvi in queste ore, mentre proseguono le feste, se alcuni dei grandi protagonisti dello scudetto resteranno con il presidente De Laurentiis o meno: il fenomenale direttore Giuntoli, l’uomo simbolo Osimhen e lo stesso Spalletti sono corteggiatissimi o potrebbero legittimamente scegliere di non arrischiare la complicatissima stagione della conferma. A dirla tutta, riuscire a trattenerli tutti sarebbe un capolavoro di “Adl”. Vada come vada, il Napoli ha tutto per essere e restare, a patto che confermi sé stesso: un magnifico modo di reinterpretare la napoletanità e rendere orgoglioso un popolo ovunque si trovi a vivere d’azzurro.

Di Fulvio Giuliani

E Napoli è

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2023-05-06 18:50:31

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