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title: Nicolò Carosio, la prima voce del calcio italiano
description: Nicolò Carosio, primo radiocronista sportivo italiano, è stato la voce del calcio, quella della Nazionale innanzitutto.
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date: 2021-10-19
author: davide.fent_1
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categories: [Sport]
tags: [calcio]
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# Nicolò Carosio, la prima voce del calcio italiano

![Nicolò Carosio, la prima voce del calcio italiano](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/Nicolo-Carosio.png)

Nicolò Carosio, primo radiocronista sportivo italiano, è stato la voce del calcio, quella della Nazionale innanzitutto. Autore di frasi celebri, una su tutte il divertentissimo "quasi gol".

**Mercoledì, 17 giugno 1970**. Fa un caldo insopportabile, a Roma 34 gradi. Al cinema danno "Elena di Troia" con Brigitte Bardot, un kolossal paragonabile solo a Ben Hur, ma le sale hanno chiuso prima del tempo, le corse dei cavalli all'ippodromo di San Siro sono state anticipate, i treni della notte viaggiano semideserti, i night sono svuotati di clienti e anche i ristoranti delle ‘ore piccole’ hanno abbassato in anticipo le saracinesche.

**L'Italia affronta la Germania nella semifinale del Mondiale di calcio**, la Coppa Rimet, allo stadio Atzeca di Città del Messico. Spalti gremiti con 102.444 spettatori. All'improvviso, dalle finestre spalancate nella notte afosa, si sente soltanto la voce del telecronista, **Nando Martellini**. Dei 53 milioni di italiani almeno la metà si ritrova davanti alla tv. Il quarto di finale con il Messico – battuto tre giorni prima per 4-1 – ne ha incollato davanti agli schermi 23 milioni, un po’ meno dello sbarco sulla Luna, l'anno prima.

**I quattro telecronisti Rai sono Nicolò Carosio, Nando Martellini, Giuseppe Albertini e Bruno Pizzul**. Per trentasette lunghissimi anni, per la precisione dal 1933 al 1970, **Nicolò Carosio è stato la voce del calcio, quella della Nazionale innanzi tutto**, ma anche quella delle grandi imprese europee dell’Inter e del Milan e dei derby più infuocati del campionato italiano. Palermitano e siciliano fino al midollo nonostante gli anni trascorsi a Roma e Milano, dove è morto nel 1984, aveva una voce inconfondibile.

**Accendevi la radio e lo riconoscevi all’istante**. Appassionato e sempre entusiasta qualsiasi partita stesse raccontando, **Carosio è stato il primo radiocronista sportivo italiano**. Aveva soltanto 25 anni quando, nel 1932, si propose all’Eiar (la Rai ancora non esisteva) e superò l’esame raccontando un immaginario derby tra Juventus e Torino. Gli venne offerto un contratto e il giovane Nicolò incominciò la sua straordinaria carriera. Nel 1934 fu il cantore della vittoria della nostra Nazionale ai Mondiali che si giocarono a Roma. Due anni dopo portò fortuna anche ai calciatori azzurri alle Olimpiadi di Berlino e nel 1938 si esaltò e perse la voce al Mondiale di Francia, vinto nuovamente dall’Italia.

Si riteneva un uomo fortunato perché **faceva quello che considerava il mestiere più bello del mondo** e fortunato lo fu davvero nel maggio del 1949, quando la concomitanza della cresima del figlio lo obbligò a rinunciare alla trasferta a Lisbona a seguito del Grande Torino che, come è noto, si concluse con la tragedia di Superga.

**Nel 1954 approdò in televisione e aumentò la propria popolarità** grazie a straordinarie telecronache. Famose alcune sue frasi, una su tutte il divertentissimo «**quasi gol**» che scandiva le azioni più esaltanti e sfortunate degli attaccanti quando il pallone sfiorava soltanto la rete finendo a lato. Divertente anche il suo invito ad «andare a bere un bel whiscaccio» dopo una partita giocata dal Milan in una gelida serata in Gran Bretagna.

**Nicolò Carosio era un grande uomo, un appassionato tifoso della Nazionale**, ma al fischio finale dell’arbitro tornava a essere la persona buona e onesta che per trentasette anni ha onorato lo sport.

 

di *Davide Fent*
